Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21964 del 24/10/2011

Cassazione civile sez. I, 24/10/2011, (ud. 07/07/2011, dep. 24/10/2011), n.21964

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 22916-2005 proposto da:

CONSORZIO DI BONIFICA DEL VERSANTE CALABRO JONICO-MERIDIONALE (C.F.

(OMISSIS)), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PREMUDA 6, presso l’avvocato

MARRAPODI IVAN, rappresentato e difeso dagli avvocati MANCINI

ALFREDO, FERRATO UMBERTO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

G.V., REGIONE CALABRIA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 199/2004 della CORTE D’APPELLO di REGGIO

CALABRIA, depositata il 06/10/2004;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

07/07/2011 dal Consigliere Dott. ANDREA SCALDAFERRI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CICCOLO Pasquale Paolo Maria che ha concluso per l’accoglimento del

primo motivo di ricorso e per l’assorbimento del secondo motivo.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Il Consorzio di Bonifica del Versante Calabro Jonico Meridionale, con sede in Reggio Calabria, proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso nel maggio 1986 nei suoi confronti dal Tribunale di Locri per il pagamento in favore del ricorrente G.V. della somma ai L. 26.352.077, quale residuo corrispettivo di una fornitura di materiale. Il Consorzio eccepiva l’incompetenza territoriale del Tribunale di Locri, nel merito deduceva l’incertezza ed inesigibilità del credito; chiamava inoltre in causa la Regione Calabria perchè lo rivalesse di quanto eventualmente dovuto al G.. La Regione, costituitasi, contestava la pretesa del Consorzio di essere garantito dalle conseguenze di un suo inadempimento. Il G. chiedeva il rigetto dell’opposizione, e in via riconvenzionale la condanna del Consorzio al risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria. Il Tribunale, disattesa l’eccezione di incompetenza, rigettava l’opposizione e le altre domande delle parti.

2. L’appello proposto dal Consorzio di Bonifica – al quale resisteva il solo G., che proponeva anche appello incidentale per vedersi riconosciuto il maggior danno negatogli dal primo giudice – veniva rigettato, al pari dell’appello incidentale, dalla Corte d’appello di Reggio Calabria. Osservava la Corte, per quanto qui ancora rileva, in primo luogo che le doglianze del Consorzio in ordine al rigetto dell’eccezione di incompetenza territoriale erano infondate ai sensi dell’art. 20 c.p.c. sia perchè in (OMISSIS), luogo situato all’interno del Circondario dell’adito Tribunale di Locri, il G. aveva ricevuto comunicazione scritta, speditagli dal Consorzio, della aggiudicazione in suo favore della gara per licitazione privata indetta dall’Ente per la fornitura, e quindi in detto luogo si era perfezionato il contratto; sia perchè sempre in (OMISSIS), cioè presso il domicilio del creditore G., avrebbe dovuto essere eseguita, ai sensi dell’art. 1182 c.c., comma 3, l’obbligazione di pagamento dedotta dal predetto in giudizio. In secondo luogo la Corte rilevava l’infondatezza anche delle doglianze del Consorzio circa il rigetto della domanda di garanzia proposta nei confronti della Regione Calabria, dal momento che non vi era alcuna prova in atti dalla quale ricavare che il Consorzio, soggetto giuridico distinto dalla Regione, avesse instaurato il rapporto contrattuale in questione su incarico o delega della Regione stessa, nè che quest’ultima, impegnandosi a trasferire ai Consorzi di Bonifica le necessarie risorse economiche per la attività che essi autonomamente compiono, si fosse obbligata a rivalerli dalle pretese che soggetti terzi, nell’ambito di tale attività, possano far valere.

3. Avverso tale sentenza, depositata il 6 ottobre 2004, il Consorzio di Bonifica ha, con atto notificato il 20 settembre 2005, proposto ricorso a questa Corte basato su due motivi.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo, il Consorzio si duole del rigetto della eccezione di incompetenza territoriale, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 19 e 20 c.p.c., dell’art. 1182 c.c. e del R.D. n. 383 del 1934, artt. 96 e 326 nonchè omessa motivazione.

Sostiene che l’obbligazione è sorta in Reggio Calabria, ove ha sede il Consorzio e la fornitura è stata aggiudicata al G.. E che l’obbligazione di pagamento dedotta in giudizio doveva, essendo il Consorzio un Ente pubblico, essere eseguita, ai sensi delle norme citate del R.D. del 1934 (Testo Unico Comunale e Provinciale), nel luogo in cui ha sede la Tesoreria o altro consimile Ufficio dell’Ente debitore, cioè sempre in (OMISSIS), ivi avendo sede la Banca Carime che svolge detto servizio per il Consorzio; aggiunge che, anche ove non dovessero applicarsi le suddette norme di deroga ai criterii previsti dall’art. 1182 c.c. l’applicazione di tali criterii nella specie non potrebbe condurre a diverse conclusioni, non essendo l’obbligazione dedotta qualificabile come obbligazione di valuta, sì che in ogni caso, ai sensi dell’u.c., essa andava eseguita presso il domicilio del debitore.

1.1 Tali doglianze non possono trovare accoglimento. Premesso che, stante la pluralità dei fori facoltativi indicati dall’art. 20 c.p.c., la censura relativa alla individuazione del luogo in cui è sorta l’obbligazione contrattuale in questione non sarebbe comunque di per sè sufficiente ad escludere la competenza territoriale accertata dalla sentenza impugnata, va evidenziato come il ricorso, nella critica delle statuizioni relative al luogo di esecuzione di detta obbligazione, introduce un elemento – la individuazione di tale luogo nella sede della Tesoreria, e la collocazione della stessa in (OMISSIS) – senza precisare se ed in quale atto del giudizio di merito esso sarebbe stato dedotto ritualmente in giudizio.

L’evidente carenza del ricorso sul punto, anche alla stregua del noto principio di autosufficienza, non consente quindi l’esame di tale profilo. E poichè la residua critica relativa alla applicazione dell’art. 1182 c.c., comma 3 si palesa infondata – avendo l’obbligazione dedotta in giudizio ad oggetto una somma di danaro costituente il corrispettivo contrattuale della prestazione eseguita dall’ingiungente, il rigetto sul punto del ricorso si impone.

2. Con il secondo motivo, il ricorrente denunzia la insufficienza e/o contraddittorietà della motivazione in relazione al rigetto della domanda di garanzia, assumendo che “dalla documentazione versata agli atti di causa” si rileverebbe che esso ricorrente aveva eseguito i lavori dai quali trae origine la fornitura in questione solo in quanto delegato dalla Regione la quale, oltre a finanziare i lavori, li gestiva direttamente; e che quest’ultima, nonostante la tempestiva e regolare trasmissione delle fatture emesse dal G., non aveva provveduto alla liquidazione; dei relativi importi, avendo corrisposto limitate somme da destinare al pagamento del salario degli operai.

2.1 Anche qui, il ricorso si palesa non autosufficiente, in quanto, lungi dal precisare i documenti che il giudice di merito avrebbe omesso di esaminare e riportarne il contenuto, si limita ad un riferimento generico che non consente a questa Corte il controllo di legittimità ad essa riservato.

3. Il rigetto del ricorso si impone dunque, senza provvedere sulle spese di questo giudizio di cassazione, non avendo gli intimati svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della prima sezione civile della Corte Suprema di Cassazione, il 7 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 24 ottobre 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA