Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21888 del 21/10/2011

Cassazione civile sez. I, 21/10/2011, (ud. 13/07/2011, dep. 21/10/2011), n.21888

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ROVELLI Luigi Antonio – Presidente –

Dott. SALVAGO Salvatore – rel. Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 3610/2008 proposto da:

R.C. (c.f. (OMISSIS)), R.S.

(C.F. (OMISSIS)), R.M. (C.F. (OMISSIS)),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA AUGUSTO RIBOTY 3, presso

l’avvocato FURNERI ANGELA, rappresentati e difesi dall’avvocato

CINQUERRUI Luigi Maria, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

COMUNE DI NISCEMI;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1359/2006 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 27/12/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/07/2011 dal Consigliere Dott. SALVATORE SALVAGO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GOLIA Aurelio, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte di appello di Catania con sentenza del 27 dicembre 2006 ha respinto l’opposizione di R.C., M. e S. alla stima l’indennità dovuta dal comune di Niscemi per l’espropriazione di un terreno di loro proprietà ubicato nel territorio comunale (in catasto al fg. 30, part. 59) in zona E agricola perchè determinata in misura superiore a quella risultante dai valori agricoli medi di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 16, applicabili per la natura non edificatoria dell’immobile.

Per la cassazione della sentenza le R. hanno proposto ricorso per 3 motivi, mentre il comune di Niscemi non ha spiegato difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il Collegio preliminarmente osserva che nessuna delle questioni prospettate a sostegno dei motivi di ricorso è corredato dai quesiti di diritto richiesti dal nuovo art. 366 bis cod. proc. civ., introdotto dal D.Lgs. n. 40 del 2006 (applicabile nei confronti delle sentenze di appello pubblicate a decorrere dal 2 marzo 2006): per il quale l’illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, nei casi previsti dall’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1, 2, 3 e 4, con la formulazione di un quesito di diritto, mentre, nell’ipotesi prevista dal n. 5 del medesimo comma, il motivo deve enunciare, in modo sintetico ma completo, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria; ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione. Noto essendo il fondamento di tali disposizioni di legge che è quello di rafforzare la c.d. funzione nomofilattica del giudizio di cassazione nonchè di garantire l’aderenza dei motivi del ricorso (per violazione di legge o per vizi del procedimento) allo schema legale al quale tali motivi debbono essere adattati. E di realizzare l’interesse generale all’esatta osservanza ed all’uniforme interpretazione della legge (art. 65 T.U. ordinamento giudiziario, contenuto nel R.D. 30 gennaio 1941, n. 12, tuttora vigente), che viene perseguito tramite l’enunciazione da parte della Corte di Cassazione – con valenza più ampia e perciò appunto nomofilattica – del corretto principio di diritto, corrispondente all’onere che ha il ricorrente di formulare il quesito di diritto;

Poichè, pertanto, la formulazione di un esplicito quesito di diritto o la chiara indicazione del fatto controverso sono, invece, del tutto assenti nell’illustrazione di ciascuno dei motivi del ricorso (cfr.

Cass. Sez. un. 7258 e 14682/2007), l’ impugnazione,va dichiarata inammissibile.

Nessuna pronuncia va emessa in ordine alle spese del giudizio perchè il comune di Niscemi non ha spiegato difese.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso e inammissibile.

Così deciso in Roma, il 13 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 ottobre 2011

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