Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21870 del 09/10/2020

Cassazione civile sez. VI, 09/10/2020, (ud. 24/09/2020, dep. 09/10/2020), n.21870

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20835-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.L., in qualità di erede del Sig. Sc.Al.,

elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato ANTONIO MAIDA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 413/3/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CALABRIA, depositata il 21/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 24/09/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

 

Fatto

RILEVATO

che:

L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Calabria che aveva rigettato, dopo aver disposto la riunione dei due giudizi, gli appelli proposti dalla Agenzia delle entrate nei confronti di S.L., in relazione all’impugnazione di avviso di rettifica e liquidazione e alla cartella di pagamento emessi ai fini della determinazione della base imponibile per il calcolo dell’imposta di registro per l’anno 2006.

La vicenda aveva ad oggetto la compravendita di un terreno sito nel comune di (OMISSIS), che Sc.Al. aveva venduto ai coniugi S.L. e R.M.A., e che, secondo il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune (il 17.08.2006), rientrava nella “zona C residenziale turistica” con obbligo di lottizzazione convenzionata. Con l’avviso di accertamento, seguito da cartella di pagamento, l’Agenzia accertava un maggiore valore del bene, in relazione al valore dichiarato (di Euro 337.000,00 rettificato dall’ufficio in Euro 752.000,00). Il contribuente chiedeva l’annullamento dell’avviso di rettifica e liquidazione per violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, ed erronea valutazione del valore del terreno, eccependo che la destinazione urbanistica del terreno (quale “zona C residenziale turistica”, con l’obbligo di lottizzazione convenzionata), non poteva essere considerata al momento della stipulazione dell’atto di vendita perchè non era stato ancora completato l’iter previsto dallo strumento urbanistico. Allegava certificazione di destinazione d’uso successiva alla stipula dell’atto, in cui veniva specificata la destinazione agricola del terreno, supportata da perizia giurata di parte (del 12.10.2006, con cui il valore venale del terreno era stato stimato in Euro 336.200,00). Ricorreva altresì per l’annullamento della successiva cartella di pagamento, deducendo la violazione del termine per la notifica D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 25, e delle norme dello statuto dei diritti del contribuente.

L’Ufficio, nel giudizio proposto avverso l’avviso di rettifica e liquidazione, evidenziava che ai fini della determinazione dell’imponibile, era stato correttamente assunto il valore del terreno al momento della stipula dell’atto di compravendita, D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 43, e aveva fatto riferimento anche ai dati forniti dall’Osservatorio immobiliare e dal certificato di destinazione urbanistica vigente al momento della cessione.

Nel parallelo giudizio proposto avverso la cartella di pagamento, aveva contestato le avverse difese, rimarcando che la cartella era stata iscritta a titolo provvisorio, a seguito della presentazione del ricorso avverso l’avviso di rettifica e liquidazione, e quindi non necessitava di essere preceduta da alcun “avviso bonario”. Relativamente alla notifica, la normativa richiamata (D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25), oltre a non essere più vigente, non era applicabile all’imposta di registro.

La CTP di Crotone aveva accolto entrambi i ricorsi, considerando corretto il valore attribuito con la perizia di parte, dato che la zona nella quale era ubicato il terreno risultava priva delle infrastrutture necessarie per un utilizzo diverso da quello agricolo, e aveva disposto l’annullamento della notifica della cartella di pagamento a seguito dell’annullamento dell’avviso di rettifica e liquidazione.

La CTR ha confermato la decisione di primo grado, ritenendo che l’utilizzo del metodo comparativo, applicato nella stima di parte, fosse il più idoneo per la valutazione del terreno, condividendone la destinazione a scopo esclusivamente agricolo dello stesso.

S.L. si costituisce con controricorso e deposita memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico motivo si deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 43 e 51, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

2. Il motivo è fondato.

2.1 Il D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 43, comma 1, prevede che, nel caso di contratti a titolo oneroso traslativi o costituivi di diritti reali, il valore del bene deve essere calcolato “alla data in cui si producono i relativi effetti traslativi o costitutivi”, e ciò, del resto, in coerenza con la natura d’imposta d’atto del tributo, rapportato in misura proporzionale al valore dell’atto registrato, assunto dal legislatore come indice di capacità contributiva.

2.2 Come ribadito da questa Corte, viene attribuito rilievo, per la determinazione della base imponibile, esclusivamente al valore del bene alla data dell’atto traslativo sottoposto a registrazione, e non anche alle possibili ricadute derivanti dalle vicende che successivamente avevano interessato il terreno (Cass. 561/2020). Inoltre, in tema di imposta di registro, l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta, riguardante atti che hanno ad oggetto beni immobili, adottato a seguito di comparazione con beni simili, deve ritenersi adeguatamente motivato, ove contenga la riproduzione del contenuto essenziale dell’atto utilizzato per la comparazione, e cioè delle parti utili a far comprendere il parametro utilizzato per la rettifica, essendo anche in questo modo adempiuto l’obbligo di allegare all’avviso l’atto utilizzato per la comparazione (Cass. 21066 /2017, Cass. 12741/2014).

2.3. E’ stato altresì statuito che in tema d’imposta di registro, nel caso di contratto traslativo o costitutivo di diritti reali sottoposto a condizione sospensiva, la determinazione della base imponibile va ancorata, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 43, comma 1, lett. a), al momento in cui si verifica il fatto generatore degli effetti e, cioè, l’evento dedotto in condizione o la concorde rinuncia delle parti alla condizione originariamente pattuita, e non alla data della stipula del contratto, a cui tali effetti retroagiscono, che rileva, invece, ai fini dell’individuazione della disciplina applicabile in virtù del precedente art. 27, (Cass. sez. 5 n. 24514/2015).

3. Nel caso di specie l’Ufficio, per la quantificazione del valore del terreno, ha correttamente utilizzato il certificato di destinazione urbanistica del 2006, allegato all’atto di compravendita, e comprovante la destinazione del terreno ceduto, “zona C residenziale turistica” con l’obbligo di lottizzazione convenzionata. Dunque il certificato di destinazione urbanistica fa riferimento allo strumento urbanistico vigente all’epoca della cessione. E’ vero che la destinazione urbanistica indicata nel certificato può essere oggetto di variazioni sulla base di normative intervenute successivamente, ma questa circostanza non ha rilievo per della determinazione della base imponibile ai fini dell’imposta di registro.

4. La CTR non si è adeguata agli indicati principi, per cui la sentenza va cassata, con rinvio alla CTR della Calabria, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese, alla CTR della Calabria, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 24 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 9 ottobre 2020

 

 

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