Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21838 del 20/09/2017


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Cassazione civile, sez. I, 20/09/2017, (ud. 18/05/2017, dep.20/09/2017),  n. 21838

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMBROSIO Annamaria – Presidente –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – rel. Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. CENICCOLA Aldo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 8322/2012 proposto da:

BA.CO.GAS S.p.a. (P.I. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, alla

via del Tritone 102, presso lo studio dell’avvocato Vito Nanna,

rappresentata e difesa dall’avvocato Antonio Benegiamo, giusta

procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Fallimento di (OMISSIS) S.r.l.;

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di FOGGIA, depositato il 09/02/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

18/05/2017 dal

cons. MAGDA CRISTIANO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale ZENO

IMMACOLATA, che ha concluso per: inammissibilità, in subordine

accoglimento per quanto di ragione dei motivi secondo, terzo e

quinto, assorbito il quarto;

udito, per la ricorrente, l’avvocato Antonio Benegiamo, che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il Tribunale di Foggia, con decreto del 9.2.012, ha respinto l’opposizione allo stato passivo del Fallimento di (OMISSIS) s.r.l., proposta da Ba.Co.Gas s.r.l., avente ad oggetto la rivendica di un impianto di deposito, vaporizzazione ed adduzione di GPL, concesso in comodato gratuito sin dal 2003 alla società poi fallita ed, a partire dal 2009, alla società che ne aveva affittato l’azienda, contestualmente alla stipula, con entrambe le comodatarie, di contratti di somministrazione del carburante.

Il giudice del merito ha rilevato che l’opponente non aveva fornito prova del proprio diritto di proprietà sul bene rivendicato, nonchè dell’affidamento di detto bene alla società poi fallita per un titolo che non ne comportasse il trasferimento della proprietà, con atti aventi data certa anteriore al fallimento. Ha inoltre escluso di poter dare ingresso alla prova testimoniale, estremamente generica, articolata dalla società, pur riconoscendone l’astratta ammissibilità ai sensi dell’art. 621 c.p.c.

Il decreto è stato impugnato da Ba.Co.Gas con ricorso per cassazione affidato a cinque motivi.

Il Fallimento di (OMISSIS) s.r.l. non ha svolto attività difensiva.

La causa, per la quale era stata disposta relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. (nel testo ratione temporis vigente)è stata rimessa all’udienza pubblica dal collegio della sesta sezione civile.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con tutti e cinque i motivi la ricorrente denuncia violazione degli artt. 2704,2727 e 2729 c.c. nonchè vizi di motivazione del provvedimento impugnato.

Lamenta, nello specifico: che il tribunale abbia considerato isolatamente, e non nel loro complesso, i numerosi documenti da essa prodotti a sostegno della domanda; sostiene che, nell’insieme, tali documenti costituivano elementi gravi, precisi e concordanti, atti a dimostrare in via presuntiva il fondamento della propria pretesa; precisa a tale riguardo che la prova per presunzioni (che incontra gli stessi limiti di quella testimoniale) era ammissibile, avendo il tribunale riconosciuto che l’attività commerciale da essa esercitata giustificava la deroga al divieto imposto in via generale dall’art. 621 c.p.c.; osserva, inoltre, che l’art. 2704 c.c. consente la valutazione della sussistenza del fatto anteriore idoneo a dimostrare la data certa e lamenta che il giudice del merito non abbia tenuto conto di elementi documentali che, a suo dire, avrebbero potuto condurre a riconoscere il fondamento della pretesa; deduce, ancora, che la scrittura privata stipulata con la fallita nel 2002 – che, oltre a regolare il contratto di somministrazione, prevedeva anche la concessione in comodato dell’impianto – era stata prodotta in sede di ricorso monitorio, a prova del credito derivante dalle forniture di GPL rimaste insolute, e che pertanto, una volta emesso il decreto ingiuntivo, non opposto e dichiarato esecutivo, detta scrittura aveva acquistato data certa; assume, poi, che ulteriori elementi di prova presuntiva erano ricavabili dalle difese svolte dal Fallimento in sede di opposizione e dall’atto, munito di data certa, attestante l’avvenuta cancellazione del privilegio trascritto il 9.4.03 su un impianto di stoccaggio vendutole da Cotrako s.r.l.; rileva, infine, che il tribunale ha erroneamente affermato che non vi fosse prova della corrispondenza fra detto impianto e quello rinvenuto presso l’azienda della fallita, e che, nel dubbio, avrebbe potuto essere disposta un’ispezione.

I motivi, che sono fra loro connessi e possono essere congiuntamente esaminati, non meritano accoglimento.

Non risulta, in primo luogo, che in sede di opposizione Ba.Co.Gas abbia prodotto il decreto ingiuntivo esecutivo ottenuto nei confronti di (OMISSIS) anteriormente alla sentenza dichiarativa ed allegato all’istanza di fallimento presentata contro la debitrice: va escluso, pertanto, che la data certa del contratto stipulato nel 2002, asseritamente posto a fondamento della domanda di emissione del provvedimento monitorio, potesse essere tratta dal predetto titolo di formazione giudiziaria, che, quand’anche già inserito nel fascicolo d’ufficio della procedura, la ricorrente, ai sensi della L. Fall., art. 99, comma 4, aveva l’onere di indicare specificamente fra i documenti di cui intendeva avvalersi, richiedendone eventualmente l’acquisizione (cfr. Cass. n. 12548/017).

Per il resto, l’accertamento contenuto nel decreto impugnato, circa il difetto della prova richiesta dall’art. 621 c.p.c. ai fini della rivendica, non è contestato da Ba.Co.Gas, la quale, al contrario, ammette di non aver prodotto l’originario suo atto d’acquisto, nè altri documenti muniti di data certa all’infuori di quello individuato ed esaminato dal giudice a quo (l’attestazione della cancelleria del tribunale dell’avvenuta cancellazione del privilegio su un impianto di stoccaggio e vaporizzazione di GPL venduto da Cotrako a Ba.Co.Gas il 3.4.2003).

La ricorrente lamenta, poi, che il tribunale abbia ritenuta indimostrata la corrispondenza fra l’impianto rivendicato e quello menzionato in detta attestazione, ma adduce a conforto della censura (che attiene unicamente al profilo del vizio di motivazione) l’omessa considerazione di una serie di dati evincibili dalle certificazioni tecniche e dai documenti di trasporto allegati al ricorso in opposizione (codici, lotti, numeri di fabbrica ecc.; indicazione del luogo di installazione dell’impianto Cotrako) di cui essa stessa riconosce la mera valenza indiziaria (e perciò non decisiva): la censura si risolve pertanto nell’inammissibile richiesta a questa Corte di una valutazione delle risultanze istruttorie difforme da quella cui è pervenuto il giudice del merito.

Parimenti inammissibile è la doglianza concernente la mancata adozione da parte del tribunale di un ordine di ispezione dell’impianto, non essendo sindacabile nella presente sede di legittimità l’omesso esercizio di un potere di intervento officioso del giudice, nella formazione del materiale istruttorio, che non risulta essere stato sollecitato e che, comunque, non potrebbe mai venire in soccorso della parte che sia rimasta inerte nell’acquisire i documenti necessari alla propria difesa.

E’ infine, infondata, la censura con la quale la ricorrente lamenta che il tribunale si sia limitato ad una valutazione atomistica della documentazione prodotta, senza considerare se, nel suo complesso, essa potesse valere a fornire in via presuntiva la prova richiesta dall’art. 621 c.p.c..

E’ indubbio che nella specie, tenuto conto dell’oggetto dell’impresa esercitata da Ba.Co.Gas, l’esistenza del suo diritto sull’impianto avrebbe potuto essere provata anche in via presuntiva. La prova presuntiva, tuttavia, avrebbe dovuto essere diretta a dimostrare un fatto munito della specifica attitudine a stabilire in modo certo l’anteriorità, rispetto al fallimento, della formazione dei documenti prodotti dalla ricorrente e non a provocare un giudizio, in via indiziaria e induttiva, di mera verosimiglianza della data che vi era apposta (Cass. n. 13943/012). Ne consegue che detta prova non poteva fondarsi sui medesimi documenti la cui opponibilità alla massa era stata esclusa ai sensi dell’art. 2704 c.c., ma sarebbe dovuta ricadere su di una circostanza esterna, che non risulta essere stata specificamente dedotta ed indicata da Ba.Co.Gas nel giudizio di merito quale fatto idoneo a conferire certezza alla data di stipulazione dell’atto di acquisto dell’impianto e del patto di sua concessione in comodato.

Il ricorso, in conclusione, deve essere integralmente respinto.

Poichè il Fallimento intimato non ha svolto attività difensiva, non v’è luogo alla liquidazione delle spese del giudizio.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 18 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 settembre 2017

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