Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21836 del 20/09/2017


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Cassazione civile, sez. I, 20/09/2017, (ud. 07/06/2017, dep.20/09/2017),  n. 21836

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIDONE Antonio – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 24287/2011 R.G. proposto da;

F.V., rappresentato e difeso dagli Avv. Riccardo Cinti e

Giuseppe Gigli, con domicilio eletto presso lo studio di

quest’ultimo in Roma, via Pisanelli, n. 4;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO DELLA (OMISSIS) S.P.A., in persona del curatore p.t. Avv.

V.F., rappresentato e difeso dal Prof. Avv. Amos Andreoni e

dall’Avv. Gianfranco Magalini, con domicilio eletto presso lo studio

del primo in Roma, via Bergamo, n. 3;

– controricorrente –

avverso il decreto del Tribunale di Verona depositato il 12 settembre

2011;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 7 giugno 2017

dal Consigliere Dr. Guido Mercolino.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che con decreto del 12 settembre 2011 il Tribunale di Verona ha rigettato l’opposizione proposta dall’ing. F.V., già direttore generale della (OMISSIS) S.p.a., avverso lo stato passivo del fallimento della medesima società, ed avente ad oggetto l’ammissione al passivo di crediti fatti valere dall’opponente a titolo di retribuzione, indennità di mancato preavviso, trattamento di fine rapporto, indennità supplementare di licenziamento e corrispettivo del patto di non concorrenza;

che avverso il predetto decreto l’ing. F. ha proposto ricorso per cassazione, articolato in sette motivi, al quale il curatore del fallimento ha resistito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che, con atto ritualmente sottoscritto anche dai difensori e depositato in Cancelleria il 16 maggio 2017, il ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso per cassazione, con l’adesione del controricorrente, che, unitamente ai suoi difensori, ha sottoscritto la predetta dichiarazione per accettazione;

che, essendo la rinuncia intervenuta anteriormente alla data dell’adunanza camerale, ricorrono i presupposti richiesti dall’art. 390 c.p.c. per la dichiarazione di estinzione del giudizio di legittimità, senza che occorra provvedere al regolamento delle relative spese, avuto riguardo all’accettazione del controricorrente, che, ai sensi dell’art. 391 c.p.c., comma 4, preclude la condanna alle spese.

PQM

 

Dichiara estinto il giudizio.

Così deciso in Roma, il 7 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 settembre 2017

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