Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2179 del 25/01/2022

Cassazione civile sez. lav., 25/01/2022, (ud. 07/12/2021, dep. 25/01/2022), n.2179

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – rel. Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1897-2020 proposto da:

N.S., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA CANCELLERIA

DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato PAOLO ALESSANDRINI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO – Commissione Territoriale per 2021 il

Riconoscimento della Protezione Internazionale di Ancona, in persona

del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI 12;

– resistente con mandato –

avverso il decreto n. cronologico 13630/2019 del TRIBUNALE di ANCONA,

depositato il 11/11/2019 R.G.N. 875/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/12/2021 dal Consigliere Dott. CINQUE GUGLIELMO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. Il Tribunale di Ancona, con la ordinanza n. 13630 del 2019, ha rigettato l’impugnazione, proposta dal richiedente in epigrafe indicato, avverso il provvedimento con il quale la Commissione territoriale aveva respinto la domanda di protezione internazionale ed umanitaria.

2. Il richiedente, cittadino del Ghana, ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi.

3. Il Ministero dell’Interno si è costituito, al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione della causa.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Preliminarmente, deve rilevarsi che è stato depositato presso la cancelleria della Sezione lavoro della Corte di Cassazione atto di rinunzia al presente ricorso, sottoscritto sia dal difensore del richiedente che da quest’ultimo, fondato sul fatto che sarebbe stata presentata una domanda reiterata.

2. Alla stregua dei costanti arresti giurisprudenziali di legittimità (cfr., ex multis, Cass. nn. 14869/2020; 22098/2018; 2934/2015; 21951/2013), va dichiarata, pertanto, la inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse a coltivare lo stesso, per il motivo innanzi esplicitato: e ciò, “in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche l’interesse ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione (o l’impugnazione), ma anche al momento della decisione, perché è in relazione a quest’ultimo, e alla domanda originariamente formulata, che deve essere valutato”.

3. Nulla va disposto in ordine alle spese del presente giudizio, poiché il Ministero dell’Interno non ha svolto attività difensiva.

4. Nel caso di specie, non si applica il D.P.R. n. 115 del 2012, art. 13, comma 1-quater, perché la declaratoria di inammissibilità è stata determinata dalla sopravvenuta carenza di interesse al ricorso (cfr., ex plurimis, Cass. n. 3542/2017).

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla in ordine alle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 7 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2022

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