Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21777 del 20/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 20/09/2017, (ud. 06/06/2017, dep.20/09/2017),  n. 21777

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 132/2010 R.G. proposto da:

S.D., rappresentato e difeso dall’Avv. Giovanni

Fiannacca e dall’Avv. Nicola Todaro, con domicilio eletto presso lo

studio Avv.ti Catania-Fiannacca-Todaro, in Messina, via T. Capra is.

301/bis, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata ex lege in Roma, Via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Sicilia sez. staccata di Messina n. 40/27/08, depositata il 20

ottobre 2008.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 6 giugno 2017

dal Consigliere Dott. Giuseppe Fuochi Tinarelli.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

– S.D. impugna per cassazione la decisione della CTR della Sicilia che, in riforma della CTP di Messina, aveva dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo del contribuente avverso la cartella esattoriale, di cui contestava il vizio della notifica effettuata dall’Agenzia delle Entrate, perchè non proposto contro il concessionario, asseritamente unico legittimato, assumendo con due motivi la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 10,14 e 19 e l’omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, in quanto, ove sia dedotta la nullità della notifica della cartella di pagamento, la legittimazione spetta all’ente creditore e non al concessionario, nonchè, in subordine, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 10, 14, 19 e 59 e art. 354 c.p.c. e l’omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, per aver la CTR, invece di integrare il contraddittorio con il concessionario ove ne ritenesse la qualità di litisconsorte necessario, dichiarato inammissibile il ricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che:

– il primo motivo è fondato non essendovi ragione di discostarsi dal principio già espresso da questa Corte, secondo cui “in materia di impugnazione della cartella esattoriale, la tardività della notificazione della cartella non costituisce vizio proprio di questa, tale da legittimare in via esclusiva il concessionario a contraddire nel relativo giudizio. La legittimazione passiva spetta pertanto all’ente titolare del credito tributario e non già al concessionario, al quale, se è fatto destinatario dell’impugnazione, incombe l’onere di chiamare in giudizio l’ente predetto, se non vuole rispondere all’esito della lite, non essendo il giudice tenuto a disporre d’ufficio l’integrazione del contraddittorio, in quanto non è configurabile nella specie un litisconsorzio necessario” (Cass. n. 10477 del 2014; Cass. n. 10646 del 2013; Cass. n. 16990 del 2012);

– il secondo motivo resta assorbito;

– il ricorso va pertanto accolto e la sentenza cassata, con rinvio per un nuovo esame e regolamento delle spese.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR della Sicilia in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 6 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 settembre 2017

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