Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21772 del 27/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 27/10/2016, (ud. 13/06/2016, dep. 27/10/2016), n.21772

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

CALOR CASA di R.C. & C. s.a.s., in persona del

legale rappresentante pro tempore e socio accomandatario

C.R., elettivamente domiciliata in Roma, via Conca d’Oro 184/190

(studio avv. Gilda Martire), presso gli avv.ti Giovanni Giovinazzo

(fax n. 0966655023, p.e.c.: avv.giovinazzogiovanni-pecstudio.it) e

Pietro De Pasquale (fax n. 0966949760, p.e.c.

pietro.depasquale-coapalmi.legalmail.it), dai quali rappresentata e

difesa per procura a margine dell’atto di citazione introduttivo del

giudizio;

– ricorrente –

nei confronti di:

C.G., elettivamente domiciliato in Roma, via

Anastasio II 416, presso lo studio dell’avv. Stefano Radicioni,

rappresentato e difeso dall’avv. Valerio Zicaro, giusta procura

speciale a margine della comparsa di costituzione e risposta versata

nel giudizio davanti al Tribunale di Palmi, che dichiara di voler

ricevere le comunicazioni relative al processo al fax n.

0984/1863433 e alla p.e.c. valerio.zicaro-avvocaticosenza.it;

– resistente –

avverso la sentenza del Tribunale di Palmi n. 680/2015, emessa e

depositata il 7.10 2015, n. R.G. 799/2014.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. Con atto di citazione del 14 maggio 2014 la Calor Casa di C.R. & C. s.a.s. ha convenuto davanti al Tribunale di Palmi C.G. per ottenere la sua condanna al risarcimento dei danni provocati con una serie di comportamenti illeciti tenuti nel periodo (OMISSIS) in cui aveva ricoperto la carica di socio accomandatario gerente della società.

2. Si è costituito C.G. e ha preliminarmente eccepito la improcedibilità della domanda per difetto di giurisdizione per essere la controversia devoluta alla cognizione arbitrale in forza della clausola compromissoria contenuta nell’art. 14 dell’atto costitutivo della società attrice (“Qualunque controversia dovesse insorgere fra i soci e alcuni di essi e i loro eredi e la società circa l’interpretazione ed esecuzione di questo contratto sarà rimesso al giudizio di tre amichevoli compositori due dei quali da nominarsi da ciascuna delle parti convenute e il terzo dai due arbitri così eletti e, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Palmi”).

3. Il Tribunale di Palmi, con sentenza n. 680/2015 ha accolto l’eccezione di difetto di giurisdizione.

4. Propone ricorso per regolamento di competenza Calor Casa s.a.s.

5. Resiste al ricorso C.G. depositando memorie difensive.

6. La Procura Generale – con nota del 4/11 aprile 2016 – ha chiesto di dichiarare, previo annullamento della sentenza n. 680/2015, la competenza del Tribunale di Palmi per non rientrare la controversia nell’oggetto della clausola compromissoria, clausola da ritenere comunque non applicabile in ragione della sopravvenuta nullità della medesima per contrarietà alle norme attualmente vigenti (D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 34) come interpretate dalla giurisprudenza di legittimità che non riconosce l’ultrattività delle clausole che prevedono la nomina di arbitri da parte dei soci.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

che:

7. Il ricorso è fondato e sono da condividere i rilievi della Procura Generale contenuti nella citata nota del 4/11 aprile 2016. Infatti la controversia ha ad oggetto non l’interpretazione ed esecuzione del contratto ma l’azione risarcitoria proposta dalla società nei confronti del suo ex amministratore per una serie di comportamenti illeciti e lesivi (iscrizione di false poste in bilancio mediante fittizia imputazione nei rendiconti, alla voce prelevamenti dei soci, di importi mai percepiti da questi ultimi; sviamento della clientela; indebita detenzione e mancata consegna alla società di assegni emessi da clienti a saldo di fatture; emissione a proprio favore di assegni dal conto della società; esecuzione di operazioni bancarie sul conto della società in epoca successiva alla cessazione della carica di amministratore).

8. Inoltre, come ha chiarito la giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. Civ. sezione 1 n. 15481 adeguandosi alla prescrizione del D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 34 che la nomina degli arbitri debba essere effettuata da un soggetto estraneo alla società, è nulla dalla data d’entrata in vigore del citato decreto e, nel caso di arbitrato irrituale, anche nel caso in cui il procedimento arbitrale sia stato avviato prima di tale momento, dovendosi ritenere che la previsione di inapplicabilità della nuova disciplina ai giudizi pendenti, stabilita dal D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 41 sia intesa a far salvi gli eventuali giudizi arbitrali in corso alla data di entrata in vigore del decreto, ma non già gli effetti della clausola arbitrale preesistente, che costituisce negozio e non atto processuale”. Nè può avere alcun rilievo la previsione nella clausola per cui si controverte dell’ attribuzione di un potere di nomina al Presidente del Tribunale di Palmi dato che si tratta di una previsione che attribuisce un potere di nomina parziale e residuale (cfr. Cass. civ. sezione 1, n. 3665 del 17 febbraio 2014 secondo cui la clausola che preveda la nomina di un arbitro ad opera dei soci e, nel caso di disaccordo, ad opera del Presidente del Tribunale su ricorso della parte più diligente, è affetta, sin dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, da nullità sopravvenuta rilevabile d’ufficio – ove non fatta valere altra e diversa causa di illegittimità in via d’azione con la conseguenza che la clausola non produce effetti e la controversia può essere introdotta solo davanti al giudice ordinario).

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza n. 680/2015 del Tribunale di Palmi cui rimette la causa anche per le spese del presente procedimento.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 13 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 27 ottobre 2016

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