Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21758 del 20/10/2011

Cassazione civile sez. trib., 20/10/2011, (ud. 11/02/2011, dep. 20/10/2011), n.21758

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. POLICHETTI Renato – rel. Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

A.C., elettivamente domiciliato in Roma, via delle Tre

Madonne n. 18, presso l’avv. Tuccillo Mario, che lo rappresenta e

difende unitamente al l’avv. Luigi De Castello giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania n. 141/23/05, depositata il 21 luglio 2005.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza dell’I 1

febbraio 2011 dal Relatore Cons. Renato Polichetti;

udito l’Avvocato dello Stato Bruno Dettoli per la ricorrente;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

ZENO Immacolata la quale ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania indicata in epigrafe, con la quale è stato parzialmente accolto l’appello di A.C. contro la sentenza di primo grado che aveva rigettato il ricorso del contribuente avverso l’avviso di accertamento emesso nei suoi confronti dall’Ufficio, il quale aveva rilevato che l’ A. aveva registrato, per l’anno 1996, nella contabilità della propria azienda una serie di finanziamenti di rilevante entità – da lui stesso eseguiti – che non trovavano giustificazione nel reddito d’impresa dichiarato, e, pertanto, in applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), ne aveva imputato l’importo a ricavi non contabilizzati.

Il contribuente resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Va preliminarmente rigettata l’eccezione di tardività del ricorso, poichè il termine di impugnazione della sentenza, depositata il 21 luglio 2005, scadeva il 21 ottobre 2006, per cui il ricorso, notificato il 18 ottobre 2006, è tempestivo.

Con l’unico motivo di ricorso, si denuncia “violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. e dei principi generali in materia di contenzioso tributario”, lamentando che “non essendo stata mai prospettata in giudizio la questione della mancata valutazione della incidenza dei costi, la CTR nel ridurre correlativamente la pretesa fiscale ha evidentemente oltrepassato i limiti della domanda”.

La censura è fondata.

Il giudice a quo, premesso che, non avendo il contribuente provato una diversa provenienza dei versamenti rilevati sui conti aziendali, era legittima la presunzione che essi costituissero reddito d’impresa, ha osservato che ciò era peraltro accaduto “senza considerare eventuali percentuali di ricarico e comunque senza considerare l’incidenza percentuale dei costi. La realizzazione del reddito per l’impresa, infatti, presuppone l’esistenza di un costo a cui corrisponde l’investimento che ha generato il ricavo”; ed ha conseguentemente ritenuto di applicare “una percentuale media” di abbattimento “sugli apporti del titolare”.

Tuttavia, come risulta dalla parte narrativa della sentenza impugnata e dallo stesso controricorso, nel quale sono riprodotti i motivi d’appello, il contribuente non aveva mai posto la questione della mancata deduzione dei costi dai ricavi presuntivamente accertati.

Il ricorso va quindi accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito, con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.

Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente.

Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 11 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 20 ottobre 2011

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