Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21734 del 20/10/2011

Cassazione civile sez. trib., 20/10/2011, (ud. 29/09/2011, dep. 20/10/2011), n.21734

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

M.G., elettivamente domiciliato in Roma, via Crescenzio

n. 107, presso l’avv. Osvaldo Verrecchia, rappresentato e difeso

dall’avv. Raviele Elio giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

COMUNE di PIETRAMELARA, in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in Roma, viale Parioli n. 79H, presso

l’avv. Michele Labianco, rappresentato e difeso dall’avv. Di Marco

Loreta, giusta delega in atti;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania n. 126/46/08, depositata l’8 luglio 2008.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29 settembre 2011 dal Relatore Cons. Biagio Virgilio.

Fatto

LA CORTE

ritenuto che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1. M.G. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania n. 126/46/08, depositata l’8 luglio 2008, con la quale è stata confermata la sentenza di primo grado che aveva parzialmente accolto il ricorso del contribuente (riducendo la base imponibile del 20% ed escludendo le sanzioni) contro l’avviso di accertamento emesso nei suoi confronti dal Comune di Pietramelara a titolo di ICI per gli anni 2001/2005, in relazione a terreni ritenuti edificabili, in quanto inseriti in zona “D” del PRG ed inclusi in un piano A.S.I..

In particolare, il giudice d’appello è giunto a tale conclusione in applicazione del principio stabilito dalle Sezioni unite di questa Corte con la sentenza n. 25506 del 2006 e ritenendo congrua la valutazione del terreno compiuta dal primo giudice.

Il Comune di Pietramelara resiste con controricorso e propone altresì ricorso incidentale.

2. Il ricorso, con il quale, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione, si censura la sentenza impugnata sia perchè il terreno è effettivamente destinato all’agricoltura, sia perchè, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 314 del 2007, il piano ASI è decaduto, sia, infine, perchè non rientrerebbe nei poteri del giudice tributario quello di ridurre l’imponibile ICI, appare nel complesso manifestamente infondato, avendo questa Corte già avuto occasione di affermare il principio in virtù del quale in tema di ICI, per determinare la natura di terreni compresi in un piano ASI decaduto, occorre far riferimento alla destinazione urbanistica originaria, con la conseguenza che gli stessi sono da qualificare edificabili se inseriti nel preesistente piano regolatore (o programma di fabbricazione), a prescindere dall’esistenza o dalla validità degli strumenti urbanistici attuativi, poichè, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 11 quaterdecies, comma 16, convertito con modificazioni dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248, e del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 2, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, che hanno fornito l’interpretazione autentica del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b), l’edificabilità di un’area deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nello strumento generale adottato dal Comune, indipendentemente dalla sua approvazione da parte della Regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi, in quanto nel sistema dell’ICI la nozione di area fabbricabile è ampia ed ispirata alla mera potenzialità edificatoria (Cass. n. 13135 del 2010). E’, poi, principio consolidato che il giudice tributario, essendo il relativo processo annoverabile tra quelli di impugnazione-merito, è dotato di poteri estimativi, anche sostitutivi della valutazione operata dall’ente impositore (ex plurimis, Cass. nn. 10816 del 2002, 9770 del 2009).

3. Il ricorso incidentale del Comune è inammissibile in quanto l’unico motivo formulato è del tutto privo del relativo quesito di diritto ex art. 366 bis c.p.c..

4. Si ritiene, pertanto, che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio”;

che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti;

che non sono state presentate conclusioni scritte da parte del p.m., mentre ha depositato memoria il ricorrente.

Considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, senza che a diversa conclusione siano idonee ad indurre le argomentazioni contenute nell’anzidetta memoria (in cui si insiste sulla decadenza del piano A.S.I. a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 314 del 2007), avendo il giudice di merito accertato in fatto – e ciò non è sindacabile in questa sede, nè è stato comunque censurato nel ricorso – che i terreni de quibus sono “ricadenti in zona D del P.R.G. del Comune di Pietramelara” (in fattispecie identica, cfr. Cass. n. 24192 del 2010);

che, pertanto, riuniti i ricorsi ai sensi dell’art. 335 c.p.c. e riaffermati i principi di diritto sopra richiamati, il ricorso principale deve essere rigettato e quello incidentale dichiarato inammissibile;

che la reciproca soccombenza induce a disporre la compensazione delle spese del presente giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi; rigetta il ricorso principale e dichiara inammissibile l’incidentale.

Compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 29 settembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 20 ottobre 2011

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