Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21725 del 20/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 20/09/2017, (ud. 21/12/2016, dep.20/09/2017),  n. 21725

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 15969-2011 proposto da:

SAE SOCIETA’ ALBERGHIERA EMPEDOCLINA DI D.F. SAS in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA VIA GALLESE 30, presso lo studio dell’avvocato

LUCA GIANCOLA, rappresentata e difesa dall’avvocato DANIELE OSNATO

giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

MINISTERO ECONOMIA E FINANZE;

– intimato –

avverso la sentenza n. 109/2010 della COMM.TRIB.REG. della Sicilia

depositata il 24/06/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/12/2016 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE;

udito per il ricorrente l’Avvocato DE NARDO per delega depositata in

udienza dell’Avvocato AMOROSO che ha chiesto l’accoglimento;

udito per il controricorrente l’Avvocato BACHETTI che si riporta agli

atti;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE

AUGUSTINIS UMBERTO che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

S.A.E. s.a.s Società Alberghiera Empedoclina di D.F. ricorre per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Sicilia, n. 109/01/10 dep. 24.6.2010, che su impugnazione di avviso di accertamento per IVA anno 1999, emesso in relazione alla cessione di quattro unità immobiliari ad uso di civile abitazione già facenti parte di un Residence Albergo, da parte della S.A.E., alla Structura costruzioni s.r.l., fatturati in esenzione IVA (D.P.R. n. 633 del 1972, ex art. 10, n. 8 bis), accoglieva l’appello dell’Ufficio, in riforma della sentenza di primo grado. La C.T.R. ha in particolare ritenuto inapplicabile la norma agevolativa citata, ritenendo sussistente fra le due società un rapporto di controllante-controllata (art. 2359 c.c. e D.Lgs. n. 127 del 1991, art. 1), avendo l’Agenzia provato che la S.A.E. deteneva una cospicua quota di partecipazione del capitale sociale della Structura costruzioni s.r.l., e documentato l’esistenza di operazioni di finanziamento senza profitto, oltre a uno stretto rapporto di collaborazione e alla presenza di soci comuni nei livelli apicali di amministrazione.

L’Agenzia delle entrate si costituisce con controricorso

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Col primo articolato motivo del ricorso, la S.A.E. Società Alberghiera Empedoclina s.a.s. deduce violazione di legge (art. 2359 c.c.), per inesistenza del rapporto di controllo o collegamento con la Structura costruzioni s.r.l., mancando i particolari vincoli contrattuali richiesti dalla norma ai fini della statuizione di influenza dominante, caratterizzante il controllo societario esterno; l’inesistenza di un controllo diretto o di fatto e di un controllo esterno; l’inesistenza di amministrazione congiunta fra le società.

2. Col secondo motivo si deduce violazione di legge (D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, n. 8 bis), spettando l’esenzione IVA per la cessione degli immobili, quali operazioni esenti, effettuate fra soggetti diversi.

3. I due motivi, che possono essere esaminati congiuntamente per la loro connessione, sono infondati e vanno respinti.

3.1. Va premesso che il beneficio di esenzione dall’IVA, di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, n. 8 bis, applicabile ratione temporis, concerne le cessioni di fabbricati o porzione di essi a destinazione abitativa effettuate “da soggetti diversi dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui alla L. n. 457 del 1978, art. 31, comma 1, lett. c), d) ed e), ovvero dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell’attività esercitata la rivendita dei predetti fabbricati o delle predette porzioni”.

Il beneficio dell’esenzione d’imposta spetta quindi solo ove vi sia un effettivo trasferimento di immobili fra soggetti economici diversi. Tali non sono le imprese legate da vincolo societario di collegamento, controllo, ovvero quando una delle due società rivesta una posizione dominante.

3.2. La nozione di controllo fornita dall’art. 2359 c.c., nel testo sostituito dal D.Lgs. n. 127 del 1991, art. 1 (rubricato Società controllate e società collegate) (secondo il quale sono considerate società controllate: 1) le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria; 2) le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria; 3) le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa”.. (comma 1); “Sono considerate collegate le società sulle quali un’altra società esercita un’influenza notevole” (comma 3)) è incentrata sul concetto di influenza dominante, che rappresenta il comune denominatore di tutte le ipotesi del controllo, di diritto e di fatto, interno e esterno.

3.3. Nel caso di specie, la Commissione tributaria regionale, con un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità perchè immune da vizi logico-giuridici, ha ritenuto ampiamente dimostrato, sulla base di una serie di elementi (cospicua quota di partecipazione nel capitale sociale della cessionaria; esistenza di continue operazioni di finanziamento senza profitto a favore di quest’ultima; stretto rapporto di collaborazione fra le due società; presenza degli stessi soggetti nel novero dei soci delle due società e nei livelli apicali di amministrazione), che all’epoca dei trasferimenti immobiliari, “sussisteva un rapporto di controllore-controllato”, tale da rendere inapplicabile al trasferimento delle quattro unità immobiliari la disposizione agevolativa di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, n. 8 bis.

3.4. Le argomentazioni della ricorrente, che ribadisce la piena e distinta soggettività giuridica e autonomia delle due società e l’inesistenza, sotto diversi profili, dei rapporti di collegamento e controllo, al fine del riconoscimento della legittimità dell’esenzione d’imposta, in quanto volte a una diversa valutazione del fatto, non possono pertanto trovare accoglimento.

4. Il ricorso va conseguentemente rigettato.

5. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

PQM

 

Rigetta il ricorso. Condanna la società ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 4.000,00 oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 21 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 settembre 2017

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