Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21694 del 29/07/2021

Cassazione civile sez. trib., 29/07/2021, (ud. 23/03/2021, dep. 29/07/2021), n.21694

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PERRINO Angelina M. – Presidente –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCITO DI NOCERA M.G. – rel. Consigliere –

Dott. FICHERA Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

Sul ricorso iscritto al numero 1123 del ruolo generale dell’anno

2015, proposto da:

D.S. s.r.l. unipersonale, in liquidazione, in persona del

liquidatore pro tempore, rappresentata e difesa, giusta procura

speciale in calce al ricorso, dall’Avv.to Sabato Pappacena e

dall’avv.to Marina Ciniglia, domiciliata presso la cancelleria della

Corte di cassazione;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, n.

4641/02/2014, depositata in data 14 maggio 2014, non notificata;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23 marzo 2021 dal Relatore Cons. Maria Giulia Putaturo Donati

Viscido di Nocera.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– con sentenza n. 4641/02/2014, depositata in data 14 maggio 2014, non notificata, la Commissione tributaria regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, aveva accolto parzialmente l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore, nei confronti di D.S. s.r.l. unipersonale, in persona del legale rappresentante pro tempore, avverso la sentenza n. 13/15/11 della Commissione tributaria provinciale di Salerno che aveva accolto il ricorso proposto dalla suddetta società avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) con il quale l’Ufficio, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), aveva contestato nei confronti di quest’ultima maggiori ricavi non dichiarati, ai fini Irpeg, Irap e Iva, per l’anno 2004, stante la ripetuta presenza di saldi negativi del conto “cassa”, nonché l’indebita deduzione ai fini delle imposte dirette e detrazione ai fini Iva di quote di ammortamento;

– la CTR – nell’accogliere parzialmente l’appello dell’Agenzia quanto al rilievo dei ricavi non contabilizzati – in punto di diritto, ha osservato che: 1) ai ripetuti saldi negativi del “conto cassa”, indice di una anomalia gestionale, la società aveva contrapposto una ricostruzione degli eventi (prelevamenti dei soci in data (OMISSIS), indicati utilizzati per pagamenti di forniture, registrazione contabile di pagamento di fornitori errata, rilevazione di pagamenti di salari in un’unica soluzione e non in tranche, come era avvenuto) non supportata da relativi documenti giustificativi; 2) la stessa giustificazione proposta dalla – società – di errata registrazione contabile- costituiva un ulteriore indice di una gestione contabile non corrispondente alla reale evoluzione gestionale e la ripetitività del saldo negativo accertato confermava tale valutazione; 3) l’utile civilistico dichiarato era irrisorio rispetto al volume di affari e ciò valeva anche per il reddito fiscale dichiarato;

– avverso la suddetta sentenza, D.S. s.r.l. unipersonale, in liquidazione, in persona del liquidatore pro tempore, ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi, cui ha resistito, con controricorso, l’Agenzia delle entrate;

– il ricorso è stato fissato in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 2, e dell’art. 380-bis.1 c.p.c., introdotti dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, convertito, con modificazioni, dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con il primo motivo, la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, “la violazione della L. n. 4 del 1929, art. 24, in combinato disposto con la L. n. 212 del 2000, art. 12 – mancata pronuncia” per avere la CTR sostanzialmente omesso di pronunciare sulla eccepita nullità dell’avviso per violazione dello statuto, art. 12, per non essere stato notificato alla società il p.v.c. affinché quest’ultima potesse entro sessanta giorni comunicare all’Amministrazione le proprie osservazioni e richieste;

– con il secondo motivo, la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omesso esame di un fatto decisivo e controverso per il giudizio per avere la CTR ritenuto legittimo l’avviso di accertamento quanto alla contestazione dei ricavi in nero, senza prendere in considerazione gli elementi probatori forniti dalla società circa l’erronea annotazione di uscite al conto cassa (copia del libro giornale relativo all’operazione di prelievo da parte dei soci e copia dell’estratto conto bancario dal quale risultava l’addebito degli assegni; copia del bilancio con vendite superiori agli acquisti, l’inventario di magazzino analitico etc.), con ciò impedendo ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del ragionamento sotteso alla decisione;

– in prossimità dell’udienza camerale, la ricorrente non avendo più interesse alla prosecuzione del giudizio, ha depositato rinuncia agli atti dello stesso che non risulta notificata alla controparte;

– la rinuncia al ricorso per cassazione, quale atto unilaterale recettizio, è inidonea a produrre l’effetto tipico dell’estinzione del processo, se non notificata alla controparte costituita, ma, rivelando il sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente a proseguire il giudizio, determina l’inammissibilità del ricorso (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 13923 del 22/05/2019);

– le spese processuali possono essere compensate tra le parti, in ragione dell’esito complessivo del giudizio (Cass.,sez. 5, n. 10198 de12018).

PQM

la Corte:

dichiara l’inammissibilità del ricorso; compensa le spese del giudizio di legittimità tra le parti;

Dà inoltre atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, della insussistenza dei presupposti processuali perii versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 23 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 29 luglio 2021

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