Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21620 del 22/08/2019

Cassazione civile sez. lav., 22/08/2019, (ud. 17/04/2019, dep. 22/08/2019), n.21620

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRONZINI Giuseppe – Presidente –

Dott. CURCIO Laura – Consigliere –

Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere –

Dott. DE GREGORIO Federico – Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7917/2015 proposto da:

B.H., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VALSAVARANCHE

46 int. 5 sc. D, presso lo studio dell’avvocato MARCO CORRADI,

rappresentato e difeso dall’avvocato LUCA PAVANETTO;

– ricorrente –

contro

POSTE ITALIANE S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE

MAZZINI 134, presso lo studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI,

rappresentata e difesa dall’avvocato TOSI PAOLO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 374/2014 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 22/08/2014 R.G.N. 607/12.

Fatto

RILEVATO

che:

1. con sentenza 22 agosto 2014, la Corte d’appello di Venezia rigettava la domanda di B.H. di accertamento di illegittimità dei contratti stipulati con Poste Italiane s.p.a. a tempo determinato per ragioni sostitutive dal 18 dicembre 2003 al 13 marzo 2004 e dal 24 giugno 2005 al 20 settembre 2005 e conseguenti: così riformando la sentenza di primo grado, che ne aveva invece dichiarato l’illegittimità e condannato la società datrice al ripristino del rapporto e al pagamento, in favore del lavoratore a titolo risarcitorio, di quattro mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto;

2. avverso tale sentenza il lavoratore ricorreva con unico motivo, cui la società datrice resisteva con controricorso e memoria ai sensi dell’art. 380 bis 1 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. il ricorrente deduce omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, quale la difficoltà intrinseca di accertamento della situazione aziendale complessa, non esigente, ai fini di specificazione della ragione sostitutiva, la necessità di indicazione nominativa del personale sostituito, integrando il requisito di specificità l’indicazione delle mansioni del lavoratore assunto a tempo determinato” della zona di adibizione e degli altri elementi individuati dalla sentenza della Corte di cassazione n. 1577 del 2010 e delle successive conformi (unico motivo);

2. il collegio ritiene tuttavia che il ricorso sia inammissibile in quanto tardivo;

2.1. esso è stato notificato (il 13 – 18 marzo 2015) oltre il termine semestrale stabilito dall’art. 327 c.p.c., applicabile ratione temporis (per il deposito del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado il 2 dicembre 2009), dalla data di pubblicazione della sentenza impugnata (22 agosto 2014), non applicandosi al rito del lavoro i termini di sospensione feriale, pure ritenuta manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della L. n. 742 del 1969, art. 3,che esclude le controversie di lavoro e in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie dalla sospensione dei termini durante il periodo feriale, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. (Cass. 9 febbraio 2009, n. 3192; Cass. 16 ottobre 2015, n. 21003);

3. pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la regolazione delle spese del giudizio secondo il regime di soccombenza;

4. ricorrono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato come da dispositivo.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il lavoratore alla rifusione, in favore della società controricorrente, delle spese del giudizio, che liquida in Euro 200,00 per esborsi e Euro 4.000,00 per compensi professionali, oltre rimborso per spese generali in misura del 15% e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 17 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 22 agosto 2019

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA