Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21577 del 22/08/2019

Cassazione civile sez. II, 22/08/2019, (ud. 29/04/2019, dep. 22/08/2019), n.21577

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – rel. Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26823-2015 proposto da:

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, P.ZA ISTRIA

12, presso lo studio dell’avvocato LIVIO VARDANEGA, rappresentato e

difeso dall’avvocato MASSIMO STEFANUTTI;

– ricorrente –

contro

M.M., M.M.T., R.M.,

M.L.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1858/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 23/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/04/2019 dal Consigliere Dott. ANTONELLO COSENTINO.

Fatto

RAGIONI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Rilevato:

che M.G. ha impugnato per cassazione, sulla scorta di cinque motivi, la sentenza della corte d’appello di Venezia n. 1858/2015, avente ad oggetto la divisione delle comunioni ereditarie originate dall’apertura delle successioni di M.B. e G.S.;

che soltanto gli intimati M.M. e R.M. hanno depositato controricorso;

che la causa è stata chiamata all’adunanza di camera di consiglio del 29 aprile 2019, per la quale non sono state depositate memorie;

considerato:

che nella prima pagina del ricorso del procuratore del ricorrente M.G., avvocato Massimo Stefanutti, si dichiara che la sentenza impugnata è stata “notificata”sottoscritto difensore in data 18.9.2015”;

che, tuttavia, nel fascicolo di parte ricorrente non è presente alcuna copia della sentenza impugnata con la relazione di notificazione, il cui deposito è prescritto – per il caso in cui la sentenza impugnata sia stata notificata – dall’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2);

che, infatti, l’unica copia della sentenza impugnata depositata nel fascicolo di parte ricorrente non risulta corredata da alcuna relazione di notifica, essendo rinvenibili su tale copia esclusivamente il timbro di “depositato in cancelleria” (in data 23 luglio 2015), il timbro di “dato avviso telematico” (in data 23 luglio 2015), e il timbro di conformità all’originale e rilascio “per uso ricorso cassazione” datato 17 novembre 2015;

che, d’altra parte, nessuna copia dell’impugnata sentenza corredata della relativa relazione di notifica risulta rinvenibile nemmeno nel fascicolo dei contro ricorrenti (cfr. Cass. SSUU n. 10648/17 e Cass. VI/2 n. 21386/17, nella quale ultima si chiarisce che l’affermazione contenuta in SSUU n. 10648/2017 – che l’improcedibilità non può essere dichiarata se la copia della sentenza con relazione di notifica sia già in possesso della Corte di cassazione in quanto presente nel fascicolo trasmesso dal giudice di appello, deve essere riferita soltanto alle ipotesi in cui la legge colleghi la decorrenza del termine breve per ricorrere in cassazione alla comunicazione del provvedimento o preveda che la notificazione della sentenza venga effettuata dalla cancelleria);

che l’assenza in atti di copia della sentenza impugnata corredata della relazione di notifica risulta confermata dalla conforme attestazione rilasciata in data 29 aprile 2019 dalla cancelleria di questa Corte;

che pertanto il ricorso va dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 369 c.p.c.;

che le spese seguono la soccombenza;

che deve altresì darsi atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, del raddoppio del contributo unificato D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1-quater.

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso.

Condanna il ricorrente a rifondere ai controricorrenti le spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 4.100, oltre Euro 200 per esborsi ed oltre accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 29 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 22 agosto 2019

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