Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21518 del 25/10/2016


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Cassazione civile sez. I, 25/10/2016, (ud. 10/05/2016, dep. 25/10/2016), n.21518

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – rel. Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 30656-2011 proposto da:

COMUNE DI MILAZZO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA AUGUSTO AUBRY 3, presso l’avvocato FLAVIO

NICOLOSI, rappresentato e difeso dall’avvocato CARMELO BRIGUGLIO,

giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

S.C., U.D., S.R., S.P.,

S.M.L., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA PRINCIPESSA

CLOTILDE 2, presso l’avvocato PIETRO SAIJA, rappresentati e difesi

dall’avvocato PAOLO VERMIGLIO, giusta procura a margine del

controricorso;

– controricorrenti –

contro

FALLIMENTO DELLA (OMISSIS) S.R.L.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 130/2011 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,

depositata il 15/03/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

10/05/2016 dal Consigliere Dott. MARIA CRISTINA GIANCOLA;

udito, per i controricorrenti, l’Avvocato BASTONI ENRICA, con delega,

che ha chiesto il rigetto del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

DEL CORE Sergio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione notificata il 17.11.2005 al Comune di Milazzo ed alla società (OMISSIS) s.r.l. (in tesi succeduta all’Associazione Temporanea di Imprese costituita dall’Edilter soc. coop. a r.l. e dall'(OMISSIS) s.r.l.), C., M.L., P. e S.R. con U.D., premesso di essere comproprietari di un appezzamento di terreno che in parte era stato temporaneamente occupato (con ordinanza sindacale del 30.01.1990) per la realizzazione dell’asse viario di collegamento dell’autostrada (OMISSIS) con la città ed il porto di (OMISSIS), e poi espropriato con ordinanza sindacale del 23.12.1996. adivano la Corte di appello di Messina per la determinazione delle giuste indennità di espropriazione e di occupazione legittima a loro spettanti. Con sentenza dell’11.02-15.03.2011 l’adita Corte distrettuale. disattese le eccezioni di decadenza e di prescrizione sollevate dalle parti convenute, dichiarava la legittimazione passiva esclusiva del Comune di Milazzo, determinava in Euro 73.000.00 la giusta indennità di espropriazione e in Euro 54.167.40 l’indennità di occupazione legittima, condannava il Comune di Milazzo a depositare presso la Cassa DD. e PP. gli importi differenziali con gli interessi di legge, dichiarava inammissibile la domanda dì rivalsa proposta dal Comune nei confronti della società (OMISSIS), condannava il soccombente Comune di Milazzo a rimborsare agli attori le spese del giudizio, che invece interamente compensava nei confronti dell'(OMISSIS) s.r.l. per la possibile incertezza sulla qualificazione del rapporto concessorio.

La Corte di appello di Messina osservava e riteneva che:

preliminarmente dovevano disattendersi le eccezioni di decadenza e di prescrizione sollevate dai convenuti: nella specie era mancata la stima da parte della Commissione Provinciale Espropriazioni della misura definitiva delle indennità di espropriazione e di occupazione e gli S.- U. avevano fatto valere il diritto alla determinazione nella giusta misura delle indennità in parola. Tate diritto era soggetto alla sola prescrizione decennale, decorrente dalla adozione del provvedimento di espropriazione e nella specie non compiuta (essendo intervenuta (ordinanza di esproprio il 23.12.96 ed essendo stata notificata in data 17.11.05 la citazione introduttiva del presente giudizio). Quanto all’indennità di occupazione legittima, il periodo prescrizionale risultava interrotto dalla citazione 25-28.6.99 introduttiva, davanti al Tribunale di Barcellona P.G., del giudizio risarcitorio per occupazione illegittima, con cui era stato azionato (seppure davanti a giudice incompetente) anche il diritto all’indennità di occupazione legittima:

rispetto alle domande attrici doveva riconoscersi la legittimazione passiva esclusiva del Comune di Milazzo nella qualità di ente espropriante, avendo l’ente locale demandato all’ATI svolgimento della procedura espropriativa “in rappresentanza del Comune e sotto la sorveglianza dell’Ingegnere Capo – nonchè avviato (con l’ordinanza sindacale di occupazione temporanea di urgenza 30.1.1990) e concluso (con l’ordinanza sindacale di espropriazione ed occupazione permanente e definitiva 31.12.1996) il procedimento espropriativo in questione:

l’occupazione aveva riguardato originariamente una estensione di mq. 1.000 del terreno degli attori ma, in data 10.9.93, con ordinanza n. 188/93, era stata restituita la porzione di mq. 270:

il periodo di occupazione legittima si era protratto dal 3.4.1990 (data della immissione in possesso) al 30.12.1996 (data dell’ordinanza di espropriazione):

il terreno degli attori, alla data 30.12.1996, di pronuncia del provvedimento ablativo, aveva natura edificatoria ed il valore venale di Euro/mq. 100,00, giusta la stima sintetico-comparativa operata dal c.t.u.;

l’indennità di espropriazione andava commisurata al valore venale dell’area appresa e quella di occupazione legittima agli interessi legali sul valore venale del terreno oggetto di occupazione;

la domanda di rivalsa proposta dal Comune nei confronti della società (OMISSIS) era – prima che infondata, essendo espressamente previsto, nell’art. 27 bis del contratto-concessione 14.12.89, il carico definitivo sul Comune del pagamento delle indennità inerenti alle espropriazioni – inammissibile nel presente giudizio. Invero, la domanda di rivalsa in parola, fondata su un titolo diverso dall’espropriazione (ovvero sulla convenzione tra il Comune e l’ente concessionario), esulava dalla speciale competenza della Corte di Appello in unico grado prevista dalla legge per le cause di opposizione alla stima o di determinazione delle giuste indennità di espropriazione e di occupazione legittima nè integrava una domanda di garanzia in senso proprio proponibile al giudice competente per la causa principale;

il Comune di Milazzo andava condannato a rimborsare agli attori le spese del giudizio, che andavano compensate interamente nei confronti della (OMISSIS) s.r.L.. Avverso questa sentenza il Comune di Milazzo ha proposto ricorso per cassazione affidato a quattro motivi, illustrato da memoria e notificato il 23-29.12.2011 al Fallimento dell'(OMISSIS) s.r.L., che non ha svolto difese. nonchè agli S. ed all’ U. che il 31.01-1.02.2012 hanno resistito con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

A sostegno del ricorso il Comune di Milazzo denunzia:

1. “Violazione e mancata applicazione degli artt. 2935 e 2946 c.c. e dell’art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3).-

Il ricorrente si duole del rigetto delle sue eccezioni di decadenza e/o di prescrizione rispetto all’azione di determinazione dell’indennità di occupazione legittima, assumendo che l’azione introdotta il 25-28.6.99 era volta al risarcimento del danno da occupazione illegittima e. data la diversità di causa petendi e petitum, non poteva assumere valenza interruttiva del termine prescrizionale.

Il motivo è inammissibile. In riferimento al rigetto dell’eccezione di prescrizione del diritto all’indennizzo da occupazione legittima, a cui deve intendersi limitato il motivo considerando il contenuto della relativa illustrazione, la Corte di merito ha accertato che con la citazione del 25-28.6.99 introduttiva, davanti al Tribunale di Barcellona P.G., del giudizio risarcitorio per occupazione illegittima, era stato azionato (seppure davanti a giudice incompetente) anche il diritto all’indennità di occupazione legittima, con conseguenti effetti internativi del termine decennale di prescrizione, questo accertamento non è stato smentito con autosufficienti allegazioni e richiami di riscontro.

9 “Violazione e falsa applicazione della L.R. n. 21 del 1985, art. 42 in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 nonchè insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio relativo alla dedotta carenza di legittimazione passiva del Comune di Milazzo ex art. 360 c.p.c., n. 3″”.

Il ricorrente insiste nell’eccepire il suo difetto di legittimazione passiva, che assume spettante inizialmente alla concessionaria ATI costituita tra l’Italter soc coop a r.l. e l'(OMISSIS) S.r.l., e poi alla subentrata società (OMISSIS). Il motivo non ha pregio.

Sebbene il Comune di Milazzo avrebbe pouto fare ricorso alla concessione traslativa, in forza della citata L.R. siciliana n. 21 del 1985 (CFR Cass. n. 25201 del 2011 e n. 2102 del 2002), tuttavia nel caso le censure si rivelano inammissibili per genericità e difetto di autosufficienza in ordine sia alla natura del rapporto contrattuale realmente intercorso col Comune e segnatamente all’effettiva stipula dell’affermato contratto pubblico di concessione traslativa con e sia al soggetto che avrebbe in tesi poi rivestito la qualità di concessionario dell’opera pubblica, per asserito subentro (in tema cfr Cass. n. 15597 del 2014: n. 16623 del 2013: n. 7154 del 2012).

3. “Violazione e falsa applicazione della L. n. 865 del 1971, artt. 10 e 11 e della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis e dell’art. 28 C.d.S. in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5 nonchè insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia”.

Si duole che relativamente ad entrambe le pretese indennità, al terreno occupato ed espropriato sia stata attribuita natura edificabile. nonostante che esso fosse localizzato in zona destinata alla viabilità ed entro la fascia di rispetto stradale e perciò soggetto a vincolo d’inedificabilità assoluta.

Il motivo è inammissibile per novità della prospettazione e comunque per difetto di autosufficienza in ordine alla sostenuta ubicazione dell’area occupata ed ablata all’interno di zona inedificabile per pianificazione urbanistica generale d’indole conformativi ovvero perchè sita in fascia di rispetto stradale per vincolo legislativamente imposto e ciò sin da epoca antecedente all’imposizione del vincolo espropriativo.

4. -Violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Il motivo è assorbito, dovendosi intendere la relativa delibazione condizionata all’accoglimento dei precedenti motivi, invece mancato.

Conclusivamente i primi tre motivi del ricorso devono essere respinti, con assorbimento del quarto motivo e condanna del soccombente Comune di Milazzo al pagamento. in favore dei controricorrenti C., M.L., P. e S.R. con U.D., delle spese del giudizio di legittimità, liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta i primi tre motivi del ricorso e dichiara assorbito il quarto.

Condanna Comune di Milazzo al pagamento, in favore degli S. e dell’ U., delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 5.200,00, di cui Euro 5.000,00 per compenso ed 200.00 per esborsi, oltre alle spese forfetarie ed agli accessori come per legge.

Così deciso in Roma, il 10 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 25 ottobre 2016

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