Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2151 del 31/01/2014


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 2151 Anno 2014
Presidente: ODDO MASSIMO
Relatore: NUZZO LAURENZA

SENTENZA

sul ricorso 3909-2008 proposto da:
CURLETTO

ROBERTO

CRLRRT67E25L219Y,

elettivamente

domiciliato in ROMA, V.LE DELLE MILIZIE 106, presso lo
studio dell’avvocato VALORI GUIDO, rappresentato e
difeso dall’avvocato ODERDA ISABELLA;
– ricorrente contro

2013
2465

ACCUSANI

DI

RETORTO

E

PORTANOVA

EMILIO

CCSMLE39T12L219J, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA PROSPERO ALPINO 76, presso lo studio dell’avvocato
DI TOSTO PIETRO, rappresentato e difeso dall’avvocato

Data pubblicazione: 31/01/2014

RONCA LAURA;
– con troricorrente nonchè contro

RIGHETTI ENRICO;
– intimato

di TORINO, depositata il 14/12/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 26/11/2013 dal Consigliere Dott. LAURENZA
NUZZO;
udito

l’Avvocato

GUIDO

VALORI,

con

delega

dell’avvocato ISABELLA ODERDA difensore del ricorrente
che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. LUIGI SALVATO che ha concluso per il
rigetto del ricorso.

avverso la sentenza n. 1973/2006 della CORTE D’APPELLO

Svolgimento del processo
Con atto d1 citazione notificato il 78.2.2002 Enrico Righetti conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di To-

Curletto esponendo:
il 24 maggio 1995 aveva stipulato con l’Accusani un
contratto preliminare di vendita del proprio immobile,sito in Torino, strada Val Pattonera 180, per il prezzo
di £ 700.000.000, impegnandosi a concludere il definitivo entro il 30giugno 1997; al momento del preliminare
aveva ricevuto dall’Accusani la caparra di £ 60.000.000 e
l’ulteriore importo di £ 5.000.000, a fronte della proroga,
al 30.4.1998, del termine per la stipula del contratto definitivo;tale contratto non era stato stipulato per volontà
dell’Accusani che, approfittando dello stato di incapacità
naturale di esso attore, gli aveva fatto sottoscrivere, in
data 3.9.1997, una scrittura di recesso dal contratto chiedendogli la restituzione della caparra, oltre a £
15.000.000 a titolo di interessi; in data 10 luglio 1998
aveva stipulato altro preliminare di vendita con Roberto
Curletto per il prezzo di £ 260.000.000, seguito dal contratto definitivo, per il prezzo di £ 451.000.000 e, nonostante gli fosse stata versata solo la caparra di £
20.000.000, dall’atto di quietanza estortogli dal Curletto.risultava la corresponsione di £ 308.000.000; il Cur-

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rino, Emilio Accusani di Ritorto e Portanova e Roberto

letto, avendo poi acquistato, per conto di esso attore, un
alloggio in Torino, al costo di £ 75.000.000 aveva preteso di aver saldato, con il versamento di £ 80.000.000,

Tanto esposto, chiedeva l’annullamento della scrittura
privata del 3.9.1997, con condanna dell’Accusani alla restituzione della somma di £ 65.000.000,nonché
l’annullamento del contratto definitivo 9 ottobre 1998
con reintegra nella proprietà e nel possesso
dell’immobile di strada Val Pattonera; in subordine,
chiedeva l’annullamento del contratto di compravendita
con condanna del Curletto al risarcimento dei danni per
la somma di £ 565.000.000 ed, in ulteriore subordine,
l’annullamento della clausola relativa alla quietanza per
£ 308.000.000, con condanna del Curletto al pagamento
di tale importo.
Si costituivano in giudizio entrambi i convenuti e chiedevano il rigetto delle domande negando lo stato di incapacità naturale dell’attore.
Con sentenza 28.1.05 il Tribunale annullava la scrittura
privata di recesso, condannando l’Accusani alla restituzione della somma di E 33.569,70( pari a £ 65.000.000);
annullava il contratto di compravendita 9 ottobre 1998,
condannando il Curletto al risarcimento dei danni, liquidati in € 244.007,29 e condannava i convenuti in solido

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quanto ancora da lui dovuto per detta vendita.

alla refusione delle spese processuali.
Avverso tale decisione l’Accusani proponeva appello cui
resisteva il Curletto con appello incidentale.

di Torino accoglieva l’appello dell’Accusani ed, in parte,
quello incidentale ed, in parziale riforma della sentenza
di primo grado, rigettava la domanda del Righetti nei
confronti dell’Accusani e determinava in C 181.999,90 il
risarcimento dei danni dovuto dal Curletto al Righetti;
condannava il Righetti a rifondere all’Accusani le spese
processuali di entrambi i gradi del giudizio ed il Curletto
a rifondere al Righetti la metà delle spese del grado,
compensato il residuo importo.
Osservava la Corte territoriale che la scrittura di recesso
3.9.1997, avendo valore di risoluzione consensuale, non
aveva comportato per il Righetti il grave pregiudizio richiesto dall’art. 428 c.r.c. nè era risultato alcun inadempimento dell’Accusani idoneo a giustificare la ritenzione
della caparra da parte del Righetti; tanto rendeva superfluo l’esame delle questioni sulle condizioni psichiche
del Righetti.
Quanto all’appello incidentale del Curletto rilevava che
il primo motivo d’impugnazione i riguardante la carenza
di prove in ordine all’incapacità naturale del Righetti,
era inammissibile per genericità, non essendo state con-

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Con sentenza depositata il 14.12.2006 la Corte d’Appello

testate le argomentazioni sul punto della sentenza di
primo grado e stante l’irrilevanza del richiamo alle difese svolte dall’Accusani nell’atto di appello, trattandosi

momenti diversi ed in diverse condizioni; riteneva, peraltro, condivisibile il valore commerciale dell’immobile
compravenduto, come determinato dal primo giudice in
conformità alla valutazione del C.T.U. nominato dal P.M
in sede penale, trovando esso riscontro in altri elementi
probatori.
Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso Curletto Roberto formulando due motivi con i relativi quesiti,
illustrati da successiva memoria.
Resiste con controricorso l’Accusani; il Righetti non ha
svolto attività difensiva.
Motivi della decisione
Il ricorrente deduce:
1)omessa,insufficiente, contraddittoria motivazione nonché violazione degli artt. 112 e 342 c.p.c., per avere la
Corte di merito omesso di riesaminare la questione sulla
incapacità naturale del Righetti, ritenuta irrtlevante
senza alcuna motivazione sul punto, non considerando
che l’annullamento dei negozi giuridici era la conseguenza e non l’oggetto dell’accertamento demandato al Tribunale; modificando, inoltre, la “causa petendi” del giudi-

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dell’annullamento di due distinti negozi, stipulati in

zio, come prospettata dalle parti ed individuata dal primo
giudice con riferimento ad entrambi i negozi conclusi
dalle parti, il giudice di appello, era incorso nel vizio e

stintamente i due negozi giuridici, ritenendo generica la
censura sul difetto di prova della incapacità del Righetti,
benché il giudice di primo grado si fosse limitato a citare la giurisprudenza della S.C. in materia, senza correlarla ai fatti di causa ed alle deduzioni difensive delle
parti;
2)omessa, insufficiente,contraddittoria motivazione, nonché violazione o falsa applicazione degli artt. 101 c.p.c.
e 24 , rco. Cost., avendo la Corte d’appello omesso di
considerare le censure sulla carenza di contraddittorio e
violazione del diritto di difesa, quanto alla relazione peritale svolta in sede penale ed in base alla quale era
stato liquidato il danno.
Il primo motivo è infondato. Va rilevato, in ordine al
secondo profilo della doglianza,che, a norma dell’art.
428 c.c., l’incapacità naturale va valutata con riferimento al momento in cui sono stati compiuti gli atti di
cui è chiesto l’annullamento

i sicché appare logica

l’affermazione della sentenza secondo cui una valutazione unitaria dell’annullabilità dei negozi era esclusa
dall’essere stati gli stessi stipulati in momenti diversi

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“ultra” o “extra petizione”, laddove aveva esaminato di-

(30settembre 1997 la risoluzione del preliminare e 9 ottobre 1998 la vendita) ed in diverse condizioni.
Va aggiunto che la sentenza non ha escluso l’incapacità

ma l’esistenza di un grave pregiudizio allo stesso derivante dalla risoluzione consensuale del preliminare.
Quanto al primo profilo della censura, il ricorso è privo
di autosufficienza, non riportando il testo del motivo di
appello, ritenuto inammissibile dal giudice di appello in
quanto non muoveva “alcuna specifica contestazione alle argomentazioni svolte nella sentenza impugnata a
sostengo dell’affermata sufficienza degli elementi probatori acquisiti”.
Privo di fondamento è pure il secondo motivo,posto che
la sentenza ha dato atto sia del carattere approfondito e
motivato della perizia redatta in sede penale e sia
dell’audizione del perito come teste in sede civile; ha,
inoltre, evidenziato che il valore dell’immobile, stimato
dal perito in £ 660.000.000, trovava conferma nel prezzo di £ 700.000.000 indicato nel preliminare di vendita i
nonché nella deposizione del teste Grillo sulla rivendita
dello stesso / da parte del Curletto / per un prezzo di 650 0
7000 milioni. Va rammentato al riguardo che, secondo la
giurisprudenza di questa Corte, il giudice civile, in sede
della libera formazione del proprio convincimento, ben

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del Righetti all’epoca della risoluzione del preliminare,

può utilizzare

le perizie disposte dal giudice penale,

quanto ai fatti obiettivamente constatati del perito ed ai
dati tecnici riferiti , e può, quindi, anche avvalersi del-

nari svolte in sede penale, le quali possono anche essere
sufficienti a formare il convincimento del giudice, la cui
motivazione è insindacabile in sede di legittimità quando la valutazione compiuta sia stata estesa a tutte le
successive risultanze probatorie( come avvenuto nella
specie) e non si sia limitata ad un apprezzamento solo
della prova formatasi nel procedimento penale( V. Cass.
n. 20335/2004 ; n. 16069/2001).
Il ricorso, per quanto osservato, va rigettato.
Consegue la condanna del ricorrente al pagamento, in
favore del controricorrente, delle spese processuali del
giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali, nei confronti del controricorrente, liquidate, in € 2.700,00 di cui
per esborsi oltre accessori di legge.
Così deciso in Roma il 26.11.2013

e

200,00

le risultanze derivanti dagli atti delle indagini prelimi-

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