Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21464 del 15/09/2017


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Cassazione civile, sez. I, 15/09/2017, (ud. 10/05/2017, dep.15/09/2017),  n. 21464

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIDONE Antonio – Presidente –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14588/2013 proposto da:

Conserve Italia soc. coop. agricola, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via

Pompeo Magno n. 2-b, presso l’avvocato Grassetti Fabrizio, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Achenza Angelo, giusta

procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Fallimento (OMISSIS) s.r.l.;

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di CATANIA, depositato il

02/05/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

10/05/2017 dal Cons. Dott. ALDO ANGELO DOLMETTA (est.).

Fatto

FATTO E DIRITTO

1.- La soc. coop. agricola Conserve Italia ricorre per cassazione nei confronti del Fallimento (OMISSIS) s.r.l., svolgendo un motivo avverso il decreto emesso dal Tribunale di Catania, 2 maggio 2013 (R.G. 4269/2012).

Con tale decreto, il Tribunale ha respinto l’opposizione formulata dall’attuale ricorrente, in tal modo escludendo il “preteso rango privilegiato ex art. 2751 bis c.c., n. 5 bis” del credito dalla stessa vantato nei confronti del debitore fallito. Nel concreto, l’esclusione è stata così motivata: “non avendo l’istante neppure allegato quale fosse la natura dei beni venduti alla società poi fallita, nè potendosi trarre siffatto elemento di valutazione dalla documentazione in atti, considerato che in sede di opposizione non risultano prodotte le fatture con i relativi documenti di trasporto posti a fondamento della domanda”.

Il Fallimento (OMISSIS) s.r.l. non ha articolato difese.

La ricorrente società ha depositato memoria.

2.- Il motivo di ricorso svolto da Conserve Italia denunzia “violazione e falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c., comma 1 e dell’art. 2751 bis c.c., n. 5, con riferimento alla valutazione effettuata in merito alle prove documentali offerte, in relazione alle quali i giudici di merito hanno ritenuto non provato l’esercizio di un’attività riconducibile alla funzione propria delle cooperative specialmente tutelata dal legislatore (art. 360 c.p.c., n. 3)”. Nella sostanza, il motivo viene a rilevare sia la ritualità della documentazione che complessivamente è stata prodotta, sia l’idoneità della stessa a mostrare la sussistenza dei presupposti occorrenti per l’operare del privilegio del credito.

Il motivo è da ritenere fondato, nei termini che seguono.

Secondo quanto stabilito dalla recente giurisprudenza di questa Corte, “nel giudizio di opposizione allo stato passivo, l’opponente, a pena di decadenza L. Fall., ex art. 99, comma 2, n. 4, deve soltanto indicare specificamente i documenti di cui intende avvalersi, già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato, sicchè, in difetto della produzione di uno di esso, il tribunale deve disporne l’acquisizione dal fascicolo di ufficio della procedura fallimentare ove esso è custodito” (così Cass., 18 maggio 2017, n. 12549; cfr., pure, Cass., 18 maggio 2017, n. 12548).

Di conseguenza, la mancata produzione in sede di opposizione di documenti già prodotti in sede di insinuazione non è circostanza idonea a produrre decadenze, alla sola condizione che il ricorso presentato in opposizione contenga la specifica indicazione dei mezzi probatori – prodotti con la domanda di insinuazione – di cui si vuole tuttora avvalere.

Va pertanto cassato il decreto impugnato, con rinvio al Tribunale di Catania che, in diversa composizione, deciderà anche sulle spese relative al giudizio di cassazione.

PQM

 

La Corte cassa l’impugnato decreto e rinvia la controversia al Tribunale di Catania, che in diversa composizione giudicherà anche sulle spese relative al giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 10 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 15 settembre 2017

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