Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21459 del 27/07/2021

Cassazione civile sez. trib., 27/07/2021, (ud. 24/06/2021, dep. 27/07/2021), n.21459

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. FRAULINI Paolo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 9463/2015 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

L.O.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 72/01/14 della Commissione tributaria di

secondo grado di Trento, depositata in data 6 ottobre 2014;

udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 24 giugno

2021 dal Consigliere Paolo Fraulini.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. La Commissione tributaria di secondo grado di Trento ha confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto l’impugnazione proposta da L.O. avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), relativo alla contestazione di maggior reddito a fini Irpef, accertato con metodo sintetico (c.d. redditometro) per l’anno di imposta 2004.

2. La CTR ha rilevato che il metodo applicato non era corretto, siccome privo del requisito della pluriannualità all’epoca vigente, siccome per l’anno 2005 la somma di Euro 147.600,00 era stata erroneamente computata, essendo in realtà esente da imposta, siccome percepita dal contribuente come parte (60%) di una plusvalenza derivante da vendita di partecipazioni azionarie in società di capitali, come tali esenti da tassazione ai sensi dell’art. 68 T.U.I.R., comma 3, di cui al D.Lgs. n. 917 del 1986.

3. Per la cassazione della citata sentenza l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso affidato a due motivi; L.O. è rimasto intimato.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Il ricorso lamenta:

a. Primo motivo: “1) Violazione e falsa applicazione D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3”, deducendo l’erroneità della sentenza per aver ritenuto che, ai fini della valutazione della pluriannualità dello scostamento rilevato, sia necessario detrarre i redditi esenti ai sensi dell’art. 38 in esame, comma 6.

b. Secondo motivo: “2) Nullità della sentenza impugnata per inosservanza (Violazione e falsa applicazione D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 112, 115 e 35, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4)”, deducendo la nullità della sentenza per ambiguità della motivazione in relazione all’espressione “fuori discussione” riferita ai presupposti per l’accertamento del reddito nell’annualità 2005, comunque affidata a considerazioni che non si confronterebbero con le allegazioni contenute nell’atto di appello dell’Ufficio.

2. Il ricorso è inammissibile, atteso che non è stata fornita la prova della relativa notifica alla controparte; invero, dal diretto controllo degli atti che questa Corte è legittimata a compiere, né nel fascicolo d’ufficio, contenente il relativo fascicolo di parte, né sul Desk del magistrato, né al S.i.c. della Corte di cassazione risulta prodotta la prova del rituale esito della spedizione delle raccomandate n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS), avvenuta presso l’Unep della Corte di appello di Roma in data (OMISSIS), come risulta dal timbro apposto in calce all’atto di cui in parola.

3. La Corte è esonerata dal provvedere sulle spese di lite, attesa la mancata attività difensiva in questa sede da parte del contribuente, nonché dal provvedere in tema di contributo unificato, stante la soccombenza della parte pubblica.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 27 luglio 2021

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