Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21436 del 24/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 24/10/2016, (ud. 01/07/2016, dep. 24/10/2016), n.21436

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29568/2015 proposto da:

S.A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA

CAVOUR presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato

FEDERICO D’INCECCO giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SAS DI (OMISSIS) SRL ED IN ESTENSIONE DI

A.M.V. REG. FALL. TRIBUNALE DI CHIETI N. (OMISSIS);

– intimato –

avverso l’ordinanza n. R.G. 843/2015 del TRIBUNALE di CHIETI,

depositata il 10/11/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

dell’01/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;

udito l’Avvocato Federico D’Incecco difensore della ricorrente che si

riporta agl scritti e chiede l’accoglimento del ricorso ed in

subordine la P.U..

Fatto

PREMESSO

Che è stata depositata relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., nella quale si legge quanto segue:

“1. – La sig.ra S.A.M. presentò in data 16 febbraio 2015 domanda “supertardiva” di rivendicazione della metà della proprietà indivisa delle opere d’arte inventariate e liquidate dalla curatela del fallimento di suo marito, sig. A.M.V., dichiarato dal Tribunale di Chieti il (OMISSIS) in estensione del fallimento della di (OMISSIS) s.a.s. di (OMISSIS) s.r.l. & C..

Il Giudice ueiegato dichiarò inammissibile la domanda in quanto presenta oltre il termine annuale di cui della L. Fall., art. 101, comma 1, non potendosi considerare giustificato il ritardo poichè l’istante, essendo coniuge del fallito, non poteva non essere venuta a conoscenza della dichiarazione del fallimento.

Il Tribunale ha respinto l’opposizione della sig.ra S., la quale ha quindi proposto ricorso per cassazione con un solo motivo, cui non ha resistito la curatela intimata.

2. – Con l’unico motivo di ricorso, denunciando violazione di norme di diritto e omesso esame di un fatto decisivo, si sostiene non essere stata data, dalla curatela, dimostrazione della conoscenza “effettiva”, da parte della ricorrente, del fallimento del marito, in quanto (pacifica essendo l’omissione dell’avviso di cui alla L. Fall. art. 92) il fallimento era stato dichiarato “in estensione… in modo tale da determinare, in soggetto chiaramente digiuno di conoscenza tecnica al riguardo, una totale assenza di consapevolezza in merito a quelle che sarebbero state le conseguenze pratiche della decisione”, e i beni erano stati inventariati in esecuzione di un sequestro penale anteriormente alla dichiarazione del fallimento, senza che la ricorrente ricevesse alcuna comunicazione dei relativi provvedimenti, nè alcuna informazione circa l’acquisizione dei beni all’attivo fallimentare.

3. – La censura non può trovare accoglimento.

Ai fini dell’ammissibilità della domanda cd. supertardiva, di cui alla L. Fall., art. 101, u.c., il mancato avviso al creditore da parte del curatore del fallimento, previsto dall’art. 92 della stessa legge, integra la causa non imputabile del ritardo da parte del ricorrente, ma il curatore ha facoltà di provare che il creditore, pur in mancanza del predetto avviso, abbia comunque avuto notizia del fallimento, spettando al giudice di merito la valutazione del relativo accertamento di fatto (Cass. 23302/2015, 21316/2015, 4310/2012).

La ricorrente invece, per un verso contesta accertamenti di fatto dei giudici di merito, ma senza articolare alcuna idonea censura di “omesso esame” ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5; per altro verso, laddove deduce l’ignoranza delle conseguenze della dichiarazione del fallimento del marito sulla sorte dei suoi beni, finisce con l’addurre a sua scusante l’ignoranza della legge”;

che tale relazione è stata notificata agli avvocati delle parti costituite;

che non sono state presentate memorie.

Diritto

CONSIDERATO

Che il Collegio condivide le considerazioni svolte nella relazione sopra trascritta;

che pertanto il ricorso deve essere rigettato;

che in mancanza di attività difensiva della parte intimata non occorre provvedere sulle spese processuali.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti dell’obbligo di versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 1 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 24 ottobre 2016

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