Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21413 del 26/07/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/07/2021, (ud. 15/07/2021, dep. 26/07/2021), n.21413

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – rel. Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10347-2020 proposto da:

T.Y., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato Giuseppe Giammarino per procura speciale in atti;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO;

– intimato –

avverso l’ordinanza del Tribunale di Napoli, Sezione specializzata in

materia di immigrazione, protezione internazionale e libera

circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, del 12/02/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 15/07/2021 dal Consigliere Relatore Dott. SCALIA

LAURA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

1. T.Y. ricorre per la cassazione dell’ordinanza in epigrafe indicata con cui il Tribunale di Napoli, in composizione collegiale, pronunciando ai sensi dell’art. 702-bis c.p.c., ha dichiarato l’estinzione del giudizio dal primo introdotto avverso il provvedimento adottato dal Questore della provincia di Benevento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, sul parere contrario della competente commissione territoriale.

Il tribunale ha dichiarato l’estinzione del giudizio nella ritenuta non applicabilità del D.Lgs. n. 25 del 2007, art. 35 bis, e nel rilievo, quindi, che la notifica del ricorso introduttivo non dovesse essere curata dalla cancelleria, ma dal ricorrente che non vi aveva provveduto nel termine a lui concesso, dapprima in sede di adozione del decreto di fissazione dell’udienza di comparizione da parte del giudice designato che, D.Lgs. n. 150 del 2011 ex artt. 702 bis e 19 ter, aveva onerato il ricorrente dell’incombente, e, successivamente, con l’ordinanza di rinnovazione adottata ex art. 291 c.p.c.

2. Il ricorrente con unico motivo deduce l’erronea applicazione dell’art. 291 c.p.c. richiamando la giurisprudenza di questa Corte là dove si afferma che la rinnovazione non può essere disposta in caso di notifica “inesistente”, categoria che si vorrebbe integrata nella fattispecie in scrutinio e tanto in difetto di notifica del ricorso e del decreto di fissazione udienza; il tribunale non avrebbe potuto pertanto pronunciare la decadenza della parte quale esito del mancato adempimento dell’incombente.

3. Il Ministero si è costituito tardivamente al solo dichiarato fine di partecipare alla discussione ex art. 370 c.p.c., comma 1.

4. Il ricorso è inammissibile per non azionabilità del rimedio utilizzato per le ragioni ed i termini di seguito indicati.

5. E’ inammissibile il ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del giudice di primo grado di estinzione del processo atteso che il provvedimento, là dove venga adottato dal tribunale in composizione monocratica, è assimilabile alla sentenza del tribunale che, in composizione collegiale e ai sensi dell’art. 308 c.p.c., comma 2, respinge il reclamo contro l’ordinanza di estinzione del giudice istruttore, sicché ha natura sostanziale di sentenza e deve essere impugnato con l’appello, mentre, ove sia stata emesso dal giudice istruttore nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, conserva natura di ordinanza reclamabile avanti al collegio (Cass. n. 17522 del 03/09/2015; Cass. n. 20631 del 07/10/2011; Cass. n. 8092 del 28/04/2004).

Il percorso impugnatorio segnato dall’indicato fermo indirizzo di questa Corte lascia concludere che il ricorso per cassazione azionato avverso l’indicato provvedimento sia stato proposto al di fuori di ogni previsione di legge, con conseguente sua inammissibilità, restando invece praticabile il diverso rimedio dell’appello.

Va escluso infatti l’assoggettamento del procedimento instaurato alle previsioni di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, vertendo il proposto ricorso sul riconoscimento della sola protezione umanitaria, per un accertamento che è assoggettato alle regole del rito ordinario di cognizione ad istruzione sommaria, e risultando per l’effetto il provvedimento impugnato adottato nelle forme dell’ordinanza di cui all’art. 702-bis c.p.c.

5. Nulla sulle spese nella irrituale e tardiva costituzione del Ministero.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2021

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