Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21404 del 17/10/2011

Cassazione civile sez. I, 17/10/2011, (ud. 05/07/2011, dep. 17/10/2011), n.21404

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. FIORETTI Francesco Maria – Consigliere –

Dott. FELICETTI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 24145/2009 proposto da:

I.A. (c.f. (OMISSIS)), F.G. (c.f.

(OMISSIS)), B.C. (c.f. (OMISSIS)),

C.T. (c.f. (OMISSIS)), P.A. (c.f.

(OMISSIS)), B.G. (c.f. (OMISSIS)),

N.V. (c.f. (OMISSIS)), O.F.

(c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

QUINTILIO VARO 133, presso l’avvocato GIULIANI Angelo, che li

rappresenta e difende, giusta procure in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI;

– intimata –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositato il

05/09/2008; n. 57919/06;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

05/07/2011 dal Consigliere Dott. FRANCESCO FELICETTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUCCI Costantino, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. I Sigg.ri I.A., P.A., N. V., F.G., B.C., O.F., B.G. e C.T. (nonchè altre dodici parti), con separati ricorsi avevano adito la Corte d’appello di Roma chiedendo la condanna della Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento dell’indennizzo previsto dalla L. n. 89 del 2001, in relazione a un giudizio promosso dinanzi al TAR del Lazio e poi dinanzi al Consiglio di Stato, avente ad oggetto il riconoscimento di una particolare indennità. La Corte d’appello, riuniti i giudizi in quanto attinenti allo stesso procedimento presupposto, con decreto depositato il giorno 5 settembre 2008, liquidava a ciascuna parte la somma di Euro 2.800,00 oltre interessi legali dalla data della domanda. Liquidava le spese nella misura complessiva di Euro settemila, di cui Euro 6.100,00 per onorari con distrazione in favore dell’avv. Angelo Giuliani. I sigg.ri I.A., P. A., N.V., F.G., B. C., O.F., B.G. e C.C. hanno proposto ricorso a questa Corte avverso il decreto con atto notificato il 29 ottobre 2009 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri formulando un unico motivo. La parte intimata non ha depositato difese.

Il collegio dispone che si dia luogo a motivazione semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il ricorso si denuncia la violazione degli artt. 90 e 91 c.p.c., artt. 4, 5 e 6 della tariffa professionale, per essere stati gli onorari e i diritti liquidati in misura inferiore a quella di legge tenuto conto che i ricorsi erano stati riuniti solo all’udienza camerale, cosicchè gli onorari e i diritti, sino alla riunione, andavano liquidati separatamente per ciascun ricorso.

Il motivo è accompagnato dal prescritto quesito.

2. Il ricorso va accolto unicamente in relazione alla misura dei diritti liquidati, che sono al di sotto dei minimi tariffari, dovendo essi ritenersi ricompresi nella somma di Euro 900,00 liquidati oltre ad Euro 6.100,00 per onorari.

Secondo quanto risulta dal ricorso, dopo un giudizio presupposto unitario, le parti hanno proposto ciascuna, con il medesimo difensore, separato giudizio dinanzi alla Corte d’appello per ottenere l’indennizzo ex lege n. 89 del 2001. Tale condotta dei ricorrenti, che dopo aver agito unitariamente nel processo presupposto, in tal modo dimostrando la carenza di interesse alla diversificazione delle rispettive posizioni, hanno proposto pressochè contemporaneamente distinti ricorsi per equa riparazione, con identico patrocinio legale, dando luogo a cause destinate alla riunione in quanto connesse per l’oggetto ed il titolo, si configura come abuso del processo (Cass. 3 maggio 2010, n. 10634), contrastando con l’inderogabile dovere di solidarietà, che impedisce di far gravare sullo Stato debitore il danno derivante dall’aumento degli oneri processuali, e con il principio costituzionale della ragionevole durata del processo, avuto riguardo all’allungamento dei tempi processuali derivante dalla proliferazione non necessaria dei procedimenti. Tale abuso, imponendo l’eliminazione per quanto possibile degli effetti distorsivi che ne derivano, comporta la valutazione dell’onere delle spese della fase di merito come se il procedimento fosse stato unico fin dall’origine e cioè con la liquidazione di un onorario unico per tutte le parti.

Ne deriva l’infondatezza del ricorso in relazione alla misura degli onorari liquidati.

Il decreto va pertanto cassato unicamente in relazione ai diritti liquidati unitamente alle spese in Euro 900,00 (ferme restando queste ultime nella misura di Euro 200,00) ed alle parti che lo hanno impugnato, ed essendo stati i diritti liquidati pro quota in favore delle venti parti attrici, essendo otto le parti ricorrenti a questa Corte, la cassazione travolge per due quinti detta liquidazione, che deve rifarsi in questa sede, con l’applicazione del principio su detto, unicamente per tale parte, sussistendo le condizioni per la decisione nel merito, liquidandosi detti diritti, in favore delle parti che hanno proposto ricorso a questa Corte, come in dispositivo.

In relazione alle particolarità della fattispecie si ravvisano giusti motivi per compensare per metà le spese del giudizio di cassazione. Spese tutte distratte.

PQM

LA CORTE DI CASSAZIONE Accoglie il ricorso e cassa il decreto impugnato in relazione ai diritti liquidati nella misura di due quinti. Decidendo nel merito condanna la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento a titolo di diritti di Euro 744,00, che distrae in favore dell’avv. Angelo Giuliani. La condanna altresì ai pagamento di metà delle spese del giudizio di cassazione, che liquida nella misura così già ridotta in Euro 300,00 di cui Euro 50,00 per spese vive, oltre spese generali e accessori come per legge, distraendole in favore dell’avv. Angelo Giuliani.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima civile, il 5 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 17 ottobre 2011

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