Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2128 del 27/01/2017


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Cassazione civile, sez. II, 27/01/2017, (ud. 02/12/2016, dep.27/01/2017),  n. 2128

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 22740-2014 proposto da:

G.A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE

QUATTRO FONTANE 15, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO CANEPA,

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato LIBERO

COSLOVICH;

– ricorrente –

contro

T.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE SANTO, 2,

presso lo studio dell’avvocato SIMONA CARLONI, rappresentata e

difesa dall’avvocato ROBERTA BANDELLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 318/2014 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,

depositata il 12/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

02/12/2016 dal Consigliere Dott. CORRENTI VINCENZO;

udito l’Avvocato CANEPA Francesco, difensore della ricorrente che si

riporta agli atti;

udito l’Avvocato ROMEO Fulvio, con delega depositata in udienza

dell’Avvocato Roberta BANDELLI, difensore della resistente che si

riporta agli atti;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI CARMELO che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Tribunale di Gorizia respinse le domande di G.A.M. nei confronti di T.E. intese ad accertare che l’attrice, quale erede testamentaria di B.E., aveva titolo esclusivo per incassare l’importo di Lire 80.000.000 sequestrato in sede penale con ordine di dissequestro in suo favore con condanna della convenuta ai danni.

La corte di appello di Trieste rigettò il gravame dando atto che la somma era stata sequestrata in un procedimento penale per circonvenzione di incapace a carico della T. conclusosi in primo grado con la condanna ed in appello con il proscioglimento per prescrizione e che la T. aveva ammesso di aver ricevuto assegni per l’importo indicato ma motivando il rigetto sulla scorta di massime indicate.

Ricorre G. con unico motivo, resiste T..

Le parti hanno presentato memorie.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Si denunzia violazione degli artt. 459, 460 e 588 c.c., art. 110 c.p.c., art. 727 c.c., artt. 651 e 654 c.p.p., art. 428 c.c., art. 1325 c.c., n. 2 e n. 4, art. 782 c.c., art. 1418c.c., perchè la G. quale erede poteva esercitare le azioni spettanti al dante causa e la corte di appello penale aveva rimesso al Giudice civile la determinazione in ordine al soggetto legittimato a riscuotere.

La censura merita accoglimento.

Le due massime citate in sentenza (Cass. n. 24082 del 2011 e Cass. n. 3181 del 2011), valutate congiuntamente, dovevano condurre all’accoglimento del gravame posto che la sentenza del giudice penale di estinzione del reato per prescrizione spiega effetti nel giudizio civile in ordine ai fatti accertati mentre inconferente è il riferimento all’azione di petizione ereditaria in quanto la G. in quanto erede subentrava al suo dante causa, di cui era stata accertata la circonvenzione e l’incapacità naturale, ed aveva titolo per agire.

Il patrimonio ereditario include i diritti di credito che vengono reclamati (ex multis Cass. nn. 22100/2015, 3939/2001, 3067/1974).

Donde la cassazione con rinvio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte di appello di Trieste, altra sezione.

Così deciso in Roma, il 2 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2017

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