Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21271 del 13/09/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 13/09/2017, (ud. 07/06/2017, dep.13/09/2017),  n. 21271

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15801-2016 proposto da:

G.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 91,

presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO LUCISANO, che lo rappresenta

e difende unitamente all’avvocato MARIA SONIA VULCANO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale rappresentante

pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI

12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1418/26/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di TORINO, depositata il 18/12/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 07/06/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

G.R. propone ricorso per la cassazione della sentenza della CTR del Piemonte n. 1418/26/15 con la quale è stato rigettato l’appello proposto dal contribuente avverso la sentenza della CTP di Torino n. 15/18/2012 avente ad oggetto il ruolo (OMISSIS) per irpef 2008. Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Con primo motivo il ricorrente assume la violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 12 e 25, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 1, lett. d) e art. 21, comma 1, periodo 1 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Erroneamente, i giudici d’appello avrebbero ritenuto che il ruolo non fosse autonomamente impugnabile.

Con il secondo motivo, il ricorrente lamenta la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, commi 1 e 3, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5. La CTR avrebbe erroneamente ritenuto la cartella di pagamento correttamente motivata, laddove la stessa presentava una motivazione generica ed equivoca, priva di alcun riferimento ai versamenti come documentati.

Fondato è il primo motivo di ricorso.

Alcune delle censure proposte in primo grado dal contribuente avverso il ruolo (OMISSIS) (mancata comunicazione dell’esito dei controlli D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, illegittimità delle sanzioni applicate) evidenziano come, indipendentemente dalle espressioni usate, l’impugnativa abbia riguardato sia il ruolo che la cartella contestualmente notificata.

Fondato è il secondo motivo di ricorso in quanto la sentenza impugnata è priva di alcun riferimento alle circostanze di fatto dedotte dal contribuente (versamenti del dicembre 2008 e del giugno 2009).

Consegue da quanto sopra l’accoglimento dell’appello ed il rinvio della causa alla CTR del Piemonte anche per le spese del giudizio di legittimità.

PQM

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Accoglie il ricorso.

Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale del Piemonte, in diversa composizione.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 7 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 settembre 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA