Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21248 del 13/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 13/09/2017, (ud. 26/06/2017, dep.13/09/2017),  n. 21248

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – rel. Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

Dott. PICARDI Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13650/2012 proposto da:

EQUITALIA NORD SPA, elettivamente domiciliata in ROMA VIA FEDERICO

CESI 21, presso lo studio dell’avvocato SALVATORE TORRISI,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE FIERTLER;

– ricorrente –

contro

CARIGE RD ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE SPA, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA TOSCANA 10, presso lo studio dell’avvocato

ANTONIO RIZZO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

MATTEO AMBROSOLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 164/2011 della COMM. TRIB. REG. di MILANO,

depositata il 28/11/2011;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

26/06/2017 dal Consigliere Dott. ORONZO DE MASI;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. DEL CORE Sergio, che ha chiesto

l’accoglimento del 1^ motivo di ricorso assorbiti gli altri.

Fatto

RITENUTO

che la CTR della Lombardia, con la sentenza n. 164/22/11, depositata il 28/11/2011, ha respinto l’appello proposto da Equitalia Nord s.p.a., già Equitalia Esatri s.p.a., nei confronti di Carige R.D. Assicurazioni e Riassicurazioni s.p.a., poi Società Carige Assicurazioni s.p.a., avverso la sentenza della CTP di Milano, che aveva rilevato l’incompetenza territoriale dell’Agente della riscossione della Provincia di Milano, Equitalia Esatri s.p.a., ed accolto il ricorso proposto, anche sotto tale profilo, dalla contribuente, avverso la cartella di pagamento per tassa di smaltimento rifiuti (TARSU) emessa e notificata sulla base di ruoli formati e resi esecutivi, rispettivamente, dai comuni di Messina e Foligno;

che il giudice di appello nel motivare la decisione evidenzia che Equitalia Esatri s.p.a. non ha dimostrato di aver ricevuto delega dai Concessionari competenti ad operare nei rispettivi territori di Messina e di Foligno, ai quali i Comuni avevano consegnato i ruoli, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 46, per procedere alla riscossione delle somme iscritte a ruolo e dovute a titolo di TARSU dalla contribuente; che Equitalia Nord s.p.a. interpone ricorso per cassazione affidato a tre motivi, cui resiste la società contribuente, ora Società Amissima Assicurazioni, con controricorso e memoria;

che il P.G. ha concluso per l’accoglimento del primo motivo, assorbiti i rimanenti motivi di ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che con il primo motivo di impugnazione il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 12 e 46, giacchè la CTR non ha considerato che, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 12, comma 1, i Comuni di Messina e Foligno hanno formato ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui i Concessionari operano, e che in ciascun ruolo vengono iscritte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in comuni compresi nell’ambito territoriale cui il ruolo si riferisce, sicchè competente alla riscossione delle somme dovute dalla società contribuente, avente pacificamente sede in (OMISSIS), è Equitalia Esatri s.p.a., a cui sono stati direttamente consegnati i predetti ruoli, avuto riguardo al domicilio fiscale della contribuente, per cui l’Agente della riscossione poteva operare senza bisogno di alcuna delega;

che con il secondo motivo di impugnazione deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione all’art. 112 c.p.c., nullità della sentenza per violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, essendo stata la questione concernente l’applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, citato art. 12,oggetto del gravame;

che con il terzo motivo di impugnazione deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, carenza di motivazione della sentenza impugnata, giacchè la CTR nulla ha osservato in ordine alla dedotta applicabilità del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 12, per cui non è dato comprendere le ragioni che militano a favore della tesi dell’applicabilità di diversa disposizione del D.P.R. citato;

che il primo motivo di ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni di seguito precisate;

che, secondo l’assunto della società contribuente, la competenza territoriale dell’Agente della riscossione deve sempre e necessariamente coincidere con la competenza territoriale dell’Ente impositore, fatta salva la possibilità di delega, per esercitare l’attività di riscossione al di fuori del proprio ambito territoriale, da parte dell’Agente della riscossione cui è consegnato il ruolo, all’Agente della riscossione nel cui territorio bisogna procedere, in quanto ciascuno è titolare di una potestà esecutiva che può esprimersi solo nell’ambito territoriale assegnato, e non fuori di esso, per cui i Comuni di Messina e Foligno non avrebbero potuto consegnare i ruoli – direttamente – all’Agente della riscossione della Provincia di Milano, nonostante il ricordato domicilio fiscale della contribuente, e la cartella esattoriale notificata da Equitalia Esatri s.p.a., in assenza di delega D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 46, stante l’errore dell’ufficio impositore, sarebbe nulla per difetto del potere di riscossione;

che, invero, la tesi della contribuente, fatta propria dalla CTR, appare priva di fondamento, alla luce del quadro normativo di riferimento, in quanto, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 12, comma 1 (come modificato dalla L. n. 311 del 2004, art. 1), l’ufficio competente “forma ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui i concessionari operano. In ciascun ruolo sono iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in comuni compresi nell’ambito territoriale cui il ruolo si riferisce.”, il successivo art. 24 dispone che “l’ufficio consegna il ruolo al concessionario nel cui ambito territoriale cui esso si riferisce secondo le modalità indicate con decreto del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero del tesoro del bilancio e della programmazione economica.”, ed infine, l’art. 46, comma 1, del medesimo D.P.R., prevede che “Il concessionario cui è stato consegnato il ruolo, se l’attività di riscossione deve essere svolta fuori del proprio ambito territoriale, delega in via telematica per la stessa il concessionario nel cui ambito territoriale si deve procedere, fornendo ogni informazione utile in suo possesso circa i beni sui quali procedere”;

che l’allora Carige R.D. Assicurazioni e Riassicurazioni s.p.a., destinataria della cartella di pagamento de qua, aveva il proprio domicilio fiscale in (OMISSIS) – la circostanza è pacifica – per cui la competenza territoriale dell’ Agente della riscossione che doveva emettere la cartella esattoriale è stata correttamente determinata dall’Ufficio che ha formato il ruolo, in base al criterio di correlazione tra l’ambito territoriale di operatività dell’Agente della riscossione ed il domicilio fiscale del contribuente, soggetti tra i quali, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 12 e 24, dopo a notifica della cartella di pagamento, s’instaura un rapporto diretto, essendo l’organo della riscossione legittimato a ricevere i pagamenti ed a rilasciare le relative quietanze, nonchè ad iniziare l’espropriazione, e ciò anche in ragione delle esigenze di speditezza ed efficienza dell’attività amministrativa, essendo evidentemente illogico attribuire il potere di riscossione ad un soggetto (il Concessionario, oggi Agente della Riscossione) assai distante territorialmente dal luogo in cui risiede il contribuente (Cass. n. 20669/2014, in fattispecie afferente diritti doganali, n. 8049/2017, in fattispecie afferente provvedimento di fermo);

che, in conclusione, l’accoglimento del primo motivo rende superfluo l’esame delle rimanenti censure ed impone la cassazione della sentenza impugnata va cassata, con rinvio per nuovo esame alla medesima CTR, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte, accoglie primo motivo il ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata e in relazione al motivo accolto rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 26 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 settembre 2017

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