Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21142 del 12/09/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 12/09/2017, (ud. 02/02/2017, dep.12/09/2017),  n. 21142

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14028/2016 proposto da:

ASSICURATORI DEI LLOYDS CHE HANNO ASSUNTO IL RISCHIO DI CUI AL

CONTRATTO N. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante,

elettivamente domiciliati in ROMA, V.LE REGINA MARGHERITA 294,

presso lo studio dell’avvocato ANGELO VALLEFUOCO, rappresentati e

difesi dall’avvocato ALESSANDRO GIORGETTI;

– ricorrenti –

contro

BANCA MEDIOLANUM, in persona del legale rappresentante, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA CARDINAL DE LUCA 22, presso lo studio

dell’avvocato FABRIZIO SIGGIA, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato IGNAZIO DANISI;

– resistente –

e contro

R.F., FALLIMENTO DI L.P., L.P.;

– intimati –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 699/2016 della

CORTE D’APPELLO di BOLOGNA, depositata il 28/04/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 02/02/2017 dal Consigliere Dott. ULIANA ARMANO;

lette le conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. ALBERTO

CARDINO che chiede che codesta Suprema Corte voglia dichiarare

l’inammissibilità del proposto regolamento di competenza.

Fatto

FATTI DEL PROCESSO

Gli Assicuratori dei LLoyds di Londra hanno proposto regolamento di competenza avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna del 28-4-2016 nella parte in cui, in un complesso rapporto fra più parti, aveva negato la sospensione ex art. 295 c.p.c., in ordine alla domanda di garanzia proposta nei loro confronti dalla società Mediolanum.

Ha resistito la Banca Mediolanum.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il regolamento è inammissibile.

Per giurisprudenza costante di questa Corte l’ordinanza con cui il giudice nega la sospensione del processo, sollecitata da una parte, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., non è impugnabile con il regolamento di competenza ai sensi dell’art. 42 c.p.c., essendo ciò escluso dalla formulazione letterale di quest’ultima norma, dalla “ratio” di essa (quella, cioè, di assicurare un controllo immediato sulla legittimità di un provvedimento idoneo ad incidere significativamente sui tempi di definizione del processo) e dall’impossibilità di accedere ad un’interpretazione analogica della norma, dato il suo carattere eccezionale. Cass. Ordinanza n. 19292 del 03/10/2005.

Anche il regolamento necessario di competenza è ammesso soltanto contro l’ordinanza che dichiara, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., la sospensione necessaria del processo e non contro il provvedimento che abbia negato la sospensione medesima e disposto la prosecuzione del processo, non riferendosi l’art. 42 c.p.c., ad ogni provvedimento comunque assunto sulla sospensione Sez. 1, Ordinanza n. 12963 del 24/07/2012.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 10.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 2 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 12 settembre 2017

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