Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21095 del 22/07/2021

Cassazione civile sez. VI, 22/07/2021, (ud. 09/12/2020, dep. 22/07/2021), n.21095

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. COSENTINO Antonello – Presidente –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7565-2019 proposto da:

B.G.R., L.L., elettivamente domiciliati in

Roma, Via Ancilla Marighetto 94, presso lo studio dell’avvocato

Alessio Pica, che li rappresenta e difende unitamente agli avvocati

Luigi Bandi, Marco Panfilio;

– ricorrenti –

contro

M.L., L.M., elettivamente domiciliati in

Roma, Corso D’italia 19, presso lo studio dell’avvocato Bruno Sed,

che li rappresenta e difende unitamente agli avvocati Antonio Sala,

Pietro Giorgis;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 3919/2018 della Corte d’appello di Milano,

depositata il 23/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

09/12/2020 dal Consigliere Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– i sigg.ri L.L. e B.G.R. impugnano per cassazione la sentenza della Corte d’appello di Milano che, in accoglimento del gravame proposto dai soccombenti in primo grado M.L. e L.M., li ha condannati al rilascio delle parti illecitamente occupate ed alla rifusione in favore degli appellanti di due terzi delle spese di entrambi i gradi di giudizio;

– la cassazione della sentenza impugnata è chiesta con ricorso affidato ad un unico motivo, cui resistono M.L., L.M. con controricorso;

– la relatrice ha formulato, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., proposta di rigetto per manifesta infondatezza.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con l’unico motivo si deduce, in relazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione degli artt. 91,92 e 132 c.p.c., per avere la corte territoriale violato il criterio di ripartizione delle spese di lite;

– ad avviso del ricorrente, la corte distrettuale non avrebbe tenuto conto dell’esito complessivo del giudizio e, in particolare, della totale soccombenza degli appellanti in primo grado, e della loro soccombenza sul maggior numero di domande proposte in secondo grado, sicché non era corretta la condanna alla rifusione a loro favore dei due terzi delle spese di entrambi i gradi di giudizio;

– la censura è infondata;

– in tema di liquidazione delle spese giudiziali, la valutazione delle proporzioni della soccombenza reciproca e la determinazione delle quote in cui le spese processuali debbono ripartirsi o compensarsi tra le parti, ai sensi dell’art. 92 c.p.c., comma 2, rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito, che resta sottratto al sindacato di legittimità, non essendo egli tenuto a rispettare un’esatta proporzionalità fra la domanda accolta e la misura delle spese poste a carico del soccombente (cfr. Cass. n. 30592/2017; n. 2149/2014);

– la corte territoriale ha deciso nel solco di tale principio interpretativo ed ha ritenuto che, avuto riguardo al tenore della decisione di parziale accoglimento dell’appello e tenuto altresì conto del principio di causalità, fosse giustificata la diversa ripartizione delle processuali;

– così ricostruita la ratio decidendi sul punto, non sussiste la paventata iniquità dell’impugnata statuizione;

– l’esito sfavorevole del ricorso, comporta che in applicazione del principio di soccombenza i ricorrenti siano condannati alla rifusione delle spese di lite a favore dei controricorrenti nella misura liquidata in dispositivo;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti alla rifusione delle spese di lite a favore dei controricorrenti e liquidate in Euro 1400,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre 15% per rimborso spese generali ed oltre accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta sezione civile-2, il 9 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 22 luglio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA