Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2105 del 25/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 25/01/2022, (ud. 17/12/2021, dep. 25/01/2022), n.2105

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – rel. Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20543-2019 proposto da:

COMUNE DI CETARA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA LUNGOTEVERE DEI MELLINI 17, presso lo

studio dell’avvocato GIUSEPPE VITOLO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, in persona del legale

rappresentante pro tempore, MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona

del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li

rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 11110/12/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA CAMPANIA, depositata il 27/12/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 17/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA

CAPRIOLI.

 

Fatto

FATTO e DIRITTO

Considerato che:

Con sentenza nr 11110/2018 la CTR della Campania, sez. distaccata di Salerno, rigettava l’appello proposto dal Comune di Cetara avverso la sentenza della CTP di Salerno con cui era stato dichiarato inammissibile il ricorso del contribuente proposto avverso un’ingiunzione di pagamento emessa da Equitalia Sud per l’omesso versamento di un contributo unificato.

Rilevava la correttezza della decisione impugnata laddove aveva riscontrato un vizio della chiamata in causa incardinata nei riguardi del Ministero della Giustizia al posto della Presidenza del Consiglio da cui dipende la Giustizia amministrativa.

Osservava che l’instaurazione del giudizio nei confronti di un soggetto estraneo alla materia del contendere non consentiva una integrazione del contraddittorio verso l’unico soggetto legittimato passivo non trattandosi di una ipotesi di litisconsorzio necessario.

Avverso tale decisione il Comune di Cetara propone ricorso per cassazione affidato ad un unico articolato motivo illustrato da memoria cui resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Con l’unico motivo il ricorrente deduce la violazione del D.Lgs. n. n. 546 del 1992, art. 14, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Lamenta che la decisione della CTR avrebbe errato nel non disporre l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, nei riguardi della Presidenza del Consiglio, l’unico soggetto legittimato passivo. Sostiene infatti che nel caso di una impugnazione di una intimazione di pagamento non preceduta dalla notifica dell’atto presupposto il gravame può essere proposto indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario senza che tra costoro si realizzi una ipotesi di litisconsorzio necessario essendo rimesso alla volontà del concessionario la facoltà di chiamare in causa l’ente creditore

Il motivo è inammissibile.

La censura, infatti, non ha colto la ratio decidendi della statuizione sul punto, in quanto ha incentrato la critica su una questione diversa da quella, decisiva, sulla quale si è basata la decisione della CTR che ha espressamente ritenuto che l’impugnativa aveva ad oggetto contestazioni relativi ai vizi della cartella e dell’atto presupposto di competenza della Giustizia amministrativa incardinata nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, unico legittimato passivo in questo tipo di contenzioso.

La CTR ha pertanto evidenziato che la mancata instaurazione nei riguardi dell’unico soggetto legittimato passivamente non ritualmente chiamato in giudizio rendeva inammissibile il ricorso non essendo configurabile un rapporto di litisconsorzio necessario tra ente impositore ed il Ministero della Giustizia, con conseguente inammissibilità del ricorso proposto esclusivamente nei confronti di quest’ultimo dovendosi pertanto escludersi la possibilità di disporre successivamente l’integrazione del contraddittorio nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La censura, pertanto, non coglie nel segno incentrandosi su una questione diversa da quella sulla quale la decisione si è fondata.

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo secondo i criteri normativi vigenti.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il Comune al pagamento delle spese di legittimità che si liquidano in complessivi Euro 1.100,00 oltre spese prenotate a debito; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 17 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA