Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20919 del 07/09/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 07/09/2017, (ud. 07/07/2017, dep.07/09/2017),  n. 20919

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. nazzicone Loredana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19386-2016 proposto da:

ALOHA IMMOBILIARE SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del liquidatore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA GIULIANA 101, presso lo

studio dell’avvocato MARIO PISELLI, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato MORENO PESARESI;

– ricorrente –

contro

V.E.;

– intimata –

avverso il decreto n. R.G. 25/2015 del TRIBUNALE di FORLI’,

depositato il 06/07/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 07/07/2017 dal Consigliere Dott. LOREDANA NAZZICONE.

Fatto

RILEVATO

– che la parte ricorrente ha proposto ricorso, sulla base di quattro motivi, avverso il decreto del Tribunale di Napoli, il quale ha revocato L. Fall., ex art. 173 il decreto emesso il 17.12.2015 di ammissione alla procedura di concordato preventivo della Aloha Immobiliare s.r.l. in liquidazione, segnalando al P.M. la situazione di insolvenza della società;

– che non svolge difese la procedura;

– che è stata ravvisata la sussistenza dei presupposti per la trattazione camerale, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

– che il ricorso è inammissibile;

– che nelle more, a seguito dell’ordinanza interlocutoria del 23 febbraio 2016, n. 3472 della Prima Sezione civile, le Sezioni unite (Cass., sez. un., 28 dicembre 2016, n. 27073) hanno affermato il principio di diritto, così massimato: “Il decreto con cui il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi della L. Fall., art. 162, comma 2 (eventualmente, anche a seguito della mancata approvazione della proposta, ai sensi dell’art. 179, comma 1) ovvero revoca l’ammissione alla procedura di concordato, ai sensi dell’art. 173, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, non è soggetto a ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., comma 7, non avendo carattere decisorio; invero, tale decreto, non decidendo nel contraddittorio tra le parti su diritti soggettivi, non è idoneo al giudicato”;

– che, dunque, si impone la declaratoria di inammissibilità del ricorso;

– che non vi è pronuncia sulle spese, in ragione della mancanza di difese della parte intimata;

– che segue la dichiarazione di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Dichiara che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 7 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 settembre

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