Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20917 del 17/10/2016

Cassazione civile sez. III, 17/10/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 17/10/2016), n.20917

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – rel. Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 16873-2013 proposto da:

P.D.S.G., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, CIRCONVALLAZIONE CLODIA 36-A, presso lo studio dell’avvocato

FABIO PISANI, rappresentato e difeso dall’avvocato LUCA BONIFAZI

giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente-

contro

FONDIARIA ASSICURAZIONI SPA, M.G.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 2894/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 30/05/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

16/06/2016 dal Consigliere Dott. ARMANO ULIANA;

udito l’Avvocato FERNANDO IANNIELLO per delega;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte d’appello di Roma, con sentenza del 30 maggio 2012,ha rigettato la domanda di risarcimento danni per le lesioni riportate a seguito di un tamponamento proposta da P.D.S.G. nei confronti di M.G. e della Fondiaria Sai Assicurazioni.

In grado di appello è stato deferito a M.G. giuramento decisorio e quest’ultimo si è presentato a renderlo secondo la formula scelta dall’attuale ricorrente e ritenuta ammissibile dalla Corte d’appello.

Avverso detta sentenza propone ricorso P.D.S.G. con un motivo.

Non presentano difese gli intimati.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo si denunzia omessa insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio ex art. 360 c.p.c., n. 5; violazione dei criteri logico giuridici in tema dì valutazione delle risultanze istruttorie;omessa valutazione della consulenza tecnica di ufficio.

Il ricorrente tenta di negare la rilevanza del giuramento decisorio deferito, nella parte in cui è stato escluso che il ricorrente avesse riportato lesioni; si dice che le lesioni non si sarebbero manifestate immediatamente e si richiama modulo di constatazione amichevole del sinistro.

2. Il motivo è infondato.

Il giuramento prestato dal R. è il seguente:” giuro e giurando affermo che in data (OMISSIS) transitando nei pressi di (OMISSIS) a bordo della mia autovettura…. ho tamponato il signor P.D.S.G. a bordo della propria autovettura….. Nego che nell’occasione il P.D.S. abbia riportato lesioni”.

L’attuale ricorrente contesta il risultato del giuramento deducendo che le lesioni ed i conseguenti danni si erano manifestati successivamente all’incidente e che il M. aveva voluto solamente giurare che nell’immediatezza del fatto il P.D.S. non presentava apparenti danni fisici.

3. Si osserva che la formula del giuramento decisorio è stata scelta dal ricorrente stesso e che il giudice ne ha valutato l’ammissibilità in quanto effettivamente decisoria della controversia.

L’attuale ricorrente in presenza di lesioni non apparenti, avrebbe dovuto specificare tale circostanza nella formula del giuramento che, a questo punto, avrebbe limitato la decisorietà al solo evento tamponamento.

4. L’apprezzamento espresso dal giudice in ordine alla possibilità di pervenire alla decisione sulla sola base dell’accertamento dei fatti capitolati corrisponde alla funzione propria del mezzo di prova in esame, la cui formula, come costantemente affermato da questa Corte, dev’essere tale che, una volta assunto il giuramento, al giudice di merito non resti altro da fare che accogliere o respingere la domanda, previa verifica dell’an iuratum sii (cfr. Cass., Sez. 3^, 13 novembre 2009, n. 24025; 23 febbraio 2006, n. 4001; Cass., Sez. 2, 8 giugno 2007, n. 134259).

5. L’apprezzamento in ordine all’idoneità della formula ad orientare la soluzione della controversia è poi rimesso al giudice di merito, il cui giudizio in ordine alla portata decisoria dei fatti capitolati è sindacabile in sede di legittimità con esclusivo riferimento alla sussistenza di vizi logici o giuridici, nella specie neppure indicati dal ricorrente: quest’ultimo si è infatti limitato a contestare il risultato del giuramento deducendo che le lesioni ed i conseguenti danni si erano manifestati successivamente all’incidente.

6. In tal modo ha dimostrato di voler sollecitare una rivisitazione dell’apprezzamento risultante dalla sentenza impugnata, non consentito a questa Corte, alla quale non spetta il potere di riesaminare nel merito la vicenda processuale, ma solo quello di controllare la correttezza giuridica e la coerenza logico-formale delle argomentazioni svolte dal giudice di merito (cfr. ex plurimis, Cass., Sez. 1, 4 novembre 2013, n. 24679; Cass., Sez. 5, 16 dicembre 2011, n. 27197; Cass., Sez. lav., 18 marzo 2011, n. 6288).

Nulla per le spese stante l’assenza dell’intimato.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Nulla spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 16 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 17 ottobre 2016

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