Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20864 del 06/09/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 06/09/2017, (ud. 06/07/2017, dep.06/09/2017),  n. 20864

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16611-2016 proposto da:

D.P.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VIRGINIO

ORSINI N. 19, presso lo studio dell’avvocato LELLO SPOLETINI, che la

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

UNIPOLSAI ASS.NI SPA, in persona del procuratore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA MICHELE DI LANDO, 104, presso lo studio

dell’avvocato LAURA VILLIRILLI, rappresentata e difesa dall’avvocato

ROBERTA DI GIULIOMARIA;

– controricorrente –

contro

P.P.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 245/2016 del TRIBUNALE di TIVOLI, depositata

il 02/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 06/07/2017 dal Consigliere Dott. BARRECA GIUSEPPINA

LUCIANA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

con l’unico motivo di ricorso D.P.G. impugna la sentenza del Tribunale di Tivoli del 5 febbraio 2016, con la quale è stato pronunciato il “rigetto” dell’appello;

risulta dalla motivazione che il giudice ha ritenuto inammissibile il gravame perchè proposto oltre il termine semestrale, che è stato fatto decorrere dal 10 settembre 2013, data di pubblicazione della sentenza appellata; la Unipol Sai Ass.ni Spa si difende con controricorso;

ricorrendo uno dei casi previsti dall’art. 375, comma 1, su proposta del relatore della sezione sesta, il presidente ha fissato con decreto l’adunanza della Corte, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.;

il decreto è stato notificato come per legge.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

con l’unico motivo, denunciando la violazione/falsa applicazione della L. n. 742 del 1969, art. 1, e L. n. 818 del 1965, art. 11, la ricorrente rileva che alla data di pubblicazione della sentenza del Giudice di Pace di Palestrina, il 10 settembre 2013, erano ancora in vigore gli articoli di legge predetti, per i quali il periodo di sospensione feriale era decorrente dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno;

deduce perciò l’errore in cui è incorso il giudice d’appello nel far decorrere il termine semestrale per l’impugnazione dal 10 settembre 2013, piuttosto che dal 16 settembre 2013;

il motivo è manifestamente fondato;

L. n. 742 del 1969, art. 1 è stato modificato dal D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 16, comma 1, convertito con modificazioni nella L. 10 novembre 2014, n. 162;

il comma 3, del citato art. 16 dispone che la modifica di cui al comma 1, apportata alla L. n. 742 del 1969, art. 1, quanto alla durata del periodo di sospensione feriale attualmente decorrente dal 1 agosto al 31 agosto di ogni anno- acquista efficacia a decorrere dall’anno 2015;

conseguentemente, è tempestivo l’appello proposto con citazione notificata il 15 marzo 2014 avverso la sentenza di primo grado pubblicata il 10 settembre 2013;

il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata, con rinvio al Tribunale di Tivoli, in persona di diverso magistrato, anche per la decisione sulle spese del giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Tivoli, in persona di diverso magistrato, cui demanda la decisione sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile – 3 della Corte suprema di cassazione, il 6 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 6 settembre 2017

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