Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20860 del 06/09/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 06/09/2017, (ud. 16/05/2017, dep.06/09/2017),  n. 20860

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5138-2016 proposto da:

D.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE REGINA

MARGHERITA 176/B/2, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO

CASTELLANO, rappresentato e difeso dall’avvocato GIUSEPPE STISCIA;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 7043/4/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DI NAPOLI, SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata il

15/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/05/2017 dal Consigliere Dott. VELLA PAOLA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. in fattispecie relativa ad avviso di accertamento emesso a titolo di Irpef, Iva e Irap, sulla base degli studi di settore, per l’anno d’imposta 2008, il contribuente censura la decisione impugnata – con cui la C.T.R. ha accolto l’appello dell’ufficio, dichiarando legittimo l’accertamento – per “violazione o falsa applicazione di norme di diritto: – D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, in riferimento al D.L. n. 331 del 1993, art. 62 sexies, ed in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3”;

2. all’esito della camera di consiglio, il Collegio ha disposto la motivazione in forma semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

3. il ricorso presenta vari profili di inammissibilità;

4. in primo luogo la formulazione dell’unico motivo non risponde al paradigma legale, poichè, dopo un’ampia e generica digressione sugli studi di settore (pagg. 6-15), la critica diretta alla sentenza d’appello si rinviene solo alle pagine 15-18 del ricorso, peraltro con censure incentrate sulla motivazione, ritenuta “stereotipa, insufficiente ed incoerente”, ovvero sull’omesso esame di “ulteriori elementi” (v. pag. 15), e quindi in relazione piuttosto ai vizi di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4) e n. 5), che non al dedotto n. 3) della norma;

5. in ogni caso, il motivo veicola censure propriamente di merito (v. pag. 16), attinenti ai fatti ed alla valutazione del materiale probatorio da parte dei giudici di secondo grado, i quali hanno motivato dettagliatamente la decisione assunta, e ciò è in contrasto con il granitico orientamento di questa Corte per cui il ricorso per cassazione rappresenta un rimedio impugnatorio a critica vincolata e cognizione determinata dall’ambito dei vizi dedotti, non già uno strumento per accedere ad un terzo grado del giudizio di merito, nel quale far valere la supposta ingiustizia della sentenza impugnata, dal momento che spetta esclusivamente al giudice di merito la selezione degli elementi del suo convincimento (cfr., ex plurimis, Cass. S.U. n. 7931/13; Cass. nn. 14233/15, 959/15, 26860/14, 12264/14);

6. alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in dispositivo.

PQM

 

Dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in favore dell’Agenzia delle entrate in Euro (2.300,00) per compensi, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione Semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 16 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 6 settembre 2017

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