Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20858 del 10/10/2011

Cassazione civile sez. I, 10/10/2011, (ud. 28/09/2011, dep. 10/10/2011), n.20858

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – rel. Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 10579-2010 proposto da:

C.A. (OMISSIS) familiare di C.

P., elettivamente domiciliata in ROMA, presso la CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avv. MARRA ALFONSO LUIGI,

giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE (OMISSIS) in persona

del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto n. 2658/08 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del

15.12.08, depositato il 02/03/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

28/09/2011 dal Presidente Relatore Dott. GIUSEPPE SALME’.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. NICOLA

LETTIERI che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

C.A. ha proposto ricorso avverso il decreto del 2 marzo 2009 con il quale la corte d’appello di Napoli, accogliendo la domanda ai sensi della L. n. 89 del 2001 ha condannato il Ministero dell’Economia al pagamento di un’equa riparazione pari ad Euro 1.750,00 oltre alle spese liquidate in Euro 40,00 per esborsi, Euro 245,00 per diritti ed Euro 140,00 per onorari.

Il Ministero dell’economia resiste con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso, con il quale si censura, sotto diversi profili, la liquidazione delle spese è parzialmente fondato. E’ orientamento pacifico (ex multis v. cass. n. 21371/2009) che ai fini della liquidazione delle spese processuali, il procedimento camerale per l’equa riparazione del pregiudizio derivante dalla riduzione del termine di ragionevole durata del processo va considerato quale procedimento avente natura contenziosa, con le conseguenze che, ai fini della liquidazione degli onorari e dei diritti spettanti all’avvocato per l’attività in esso prestata, trovano applicazione le tabelle A, paragrafo 4, e B, paragrafo 1, allegate al D.M. 8 aprile 2004 n. 127, nonchè il principio, di cui alla L. n. 794 del 1942, art. 24 della inderogabilità degli onorari minimi e dei diritti stabiliti in detta tariffa.

Nella specie la liquidazione è avvenuta utilizzando i criteri di cui al punto 50 lettera B della tariffa forense che riguarda i procedimenti in camera di consiglio. All’accoglimento del ricorso può seguire la pronuncia sul merito non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto. Mentre le spese del giudizio di merito possono essere liquidate per intero, quelle del giudizio di cassazione possono essere compensate fino alla metà attesa la parziale soccombenza della ricorrente che ha chiesto una liquidazione di gran lunga superiore a quella che può essere riconosciuta.

P.Q.M.

La corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e decidendo nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c. condanna il ministero dell’economia al pagamento delle spese del giudizio di merito che si liquidano in Euro 806,00 (Euro 50,0 per esborsi, Euro 311,00 per onorari ed Euro 445,00 per diritti) e a quelle del giudizio di cassazione, previa compensazione fino alla metà nella misura di Euro 300,00 (di cui Euro 50 per esborsi). Le spese vanno distratte in favore dell’avv. Alfonso Luigi Marra che se ne dichiara antistatario.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della struttura centralizzata per l’esame preliminare dei ricorsi civili, sezione prima, il 28 settembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 10 ottobre 2011

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