Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2082 del 29/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 2082 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: CIRILLO FRANCESCO MARIA

ORDINANZA
sul ricorso 22281-2016 proposto da:
BOLOGNESI

ALESSANDRA,

BOLOGNESI

LUCA,

BOLOGNESI GIANFRANCO, BRIONI FRANCA, BRIONI
FULVIO, elettivamente domiciliati in ROMA VIA PIERLUIGI DA
PALESTRINA 63, presso lo studio dell’avvocato NIARIO
CONTALDI, rappresentati e difesi dall’avvocato CARL’ALBERTO
MAGRI;

– ricorrenti contro
_-\\TIVA ITALIA SPA, MAZZA GILBERTO;

– intimati avverso la sentenza n. 216/2016 della CORTE D’APPELLO di
BRESCIA, depositata il 14/03/2016;

Data pubblicazione: 29/01/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 04/12/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO
MARIA CIRILLO.

FATTI DI CAUSA
1. Numa, Franca e Fulvio Brioni, Alessandra, Luca e Gianfranco

Gilberto Mazza e la Commerciai Union Insurance s.p.a., chiedendo
che fossero condannati in solido al risarcimento dei danni conseguenti
al sinistro stradale nel quale la loro congiunta Giancarla Giannotti, alla
guida della propria bicicletta, era stata investita dalla vettura condotta
dal Mazza, riportando gravissime lesioni che l’avevano condotta a
morte circa un anno dopo il fatto.
Gli attori diedero atto che la società assicuratrice aveva versato la
somma di euro 46.181 prima che il giudizio avesse inizio.
Si costituirono in giudizio i convenuti e il Giudice istruttore liquidò in
favore di ciascuno degli attori, nel corso del giudizio, una provvisionale
che la società di assicurazione provvide a pagare.
Dopo di che il Tribunale, con sentenza del 20 novembre 2008,
riconosciuta la responsabilità esclusiva del convenuto Mazza, accolse la
domanda e condannò i convenuti al pagamento di somme diverse per
ciascuno degli attori.
2. In data 19 febbraio 2009 la società di assicurazione versò ai
medesimi la somma liquidata dal Tribunale, detraendo però quanto
liquidato nella provvisionale. Sicché gli attori notificarono precetto alla
suddetta società, in data 25 febbraio 2010, per l’ulteriore somma di
curo 225.427,58.
3. A seguito della notifica di tale precetto, la società Aviva promosse
istanza di correzione dell’errore materiale, che fu accolta dal Tribunale
di Mantova il quale, con ordinanza del 15 aprile 2010, integrò il
Ric. 2016 n. 22281 sez. M3 – ud. 04-12-2017
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Bolognesi convennero in giudizio, davanti al Tribunale di Mantova,

dispositivo della sentenza stabilendo che dalle somme ivi liquidate
fossero detratte le somme di cui alla provvisionale.
4. Avverso la sentenza del Tribunale così come corretta gli attori
danneggiati hanno proposto appello e la Corte d’appello di Brescia,
con sentenza del 14 marzo 2016, ha rigettato il gravame, condannando

Ha osservato la Corte territoriale che era evidente che la correzione
corrispondeva ad una dimenticanza del Giudice estensore e che
l’appello si presentava come «un vero e proprio espediente per lucrare,
in danno dei responsabili, importi non dovuti».
5. Contro la sentenza della Corte d’appello di Brescia propongono
ricorso Franca e Fulvio Brioni, Alessandra, Luca e Gianfranco
Bolognesi con unico atto affidato ad un solo motivo.
Gilberto Mazza e la s.p.a. Aviva Italia non hanno svolto attività
difensiva in questa sede.
Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio,
sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376 e 380-bis cod. proc.
civ., ed i ricorrenti hanno depositato memoria.

RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Con il primo ed unico motivo di ricorso si lamenta, in riferimento
all’art. 360, primo comma, n. 3) e n. 4), cod. proc. civ., violazione e
falsa applicazione degli artt. 287 e 288 cod. proc. civ. e dell’art. 2909
cod. civ., sostenendo che la sentenza impugnata avrebbe ritenuto
possibile il procedimento di correzione in un caso nel quale non si
trattava di mero errore di percezione o di calcolo, determinando in tal
modo una lesione del giudicato.
1.1. Il motivo non è fondato.
Questa Corte ha in più occasioni affermato che il procedimento per la
correzione degli errori materiali di cui all’art. 287 cod. proc. civ. è
Ric. 2016 n. 22281 sez. M3 – ud. 04-12-2017
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gli appellanti alle spese del relativo giudizio.

esperibile per ovviare ad un difetto di corrispondenza fra l’ideazione
del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, chiaramente
rilevabile dal testo stesso del provvedimento mediante il semplice
confronto della parte del documento che ne è inficiata con le
considerazioni contenute in motivazione, senza che possa incidere sul

gennaio 2000, n. 816). Deve trattarsi, cioè, di un errore che non
riguarda la sostanza del giudizio, ma la manifestazione del pensiero
all’atto della formazione del provvedimento e si risolve in una fortuita
divergenza fra il giudizio e la sua espressione letterale, cagionata da
mera svista o disattenzione nella redazione della sentenza e come tale
percepibile e rilevabile ictu °culi (sentenza 26 settembre 2011, n. 19601).
Nella specie, la Corte d’appello ha spiegato che dal testo della
motivazione resa dal Tribunale risultava che c’era stato il
provvedimento di liquidazione della provvisionale e che il relativo
pagamento era effettivamente avvenuto; mentre, nell’effettuare i
conteggi, quella provvisionale non era stata detratta, come emergeva in
modo ritenuto «incontestabile». Tale accertamento di fatto compiuto
dalla Corte d’appello, che ha ritenuto palese la divergenza tra
l’ideazione del giudice e la sua concreta manifestazione grafica (nel
dispositivo), non è modificabile in questa sede ed è confotine ai
principi in tema di correzione dell’errore materiale, trattandosi nella
specie di un mero errore di calcolo. Né la memoria dei ricorrenti
aggiunge ulteriori ragioni per una decisione diversa.
2. Il ricorso, pertanto, è rigettato.
Non occorre provvedere sulle spese, atteso il mancato svolgimento di
attività difensiva da parte degli intimati.
Sussistono tuttavia le condizioni di cui all’art. 13, comma 1-quater, del
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, per il versamento, da parte dei
Ric. 2016 n. 22281 sez. M3 – ud. 04-12-2017
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contenuto concettuale e sostanziale della decisione (sentenza 25

ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 dà atto

ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione
Civile — 3, il 4 dicembre 2017.
Il Presidente

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della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei

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