Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2080 del 25/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 25/01/2022, (ud. 14/12/2021, dep. 25/01/2022), n.2080

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 17165-2021 proposto da:

M.D.B. CONSULTING SRL, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO

TRIONFALE 7, presso lo studio dell’avvocato LUIGI MANNUCCI, che la

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AMCO – ASSET MANAGEMENT COMPANY SPA, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

CAVOUR, 305, presso lo studio dell’avvocato MICHELE GIUSEPPE VIETTI,

che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di

TORINO, depositata il 18/05/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 14/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

CRICENTI;

lette le conclusioni scritte del SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE Dott.

CAMINO ALBERTO che chiede che Codesta Suprema Corte voglia

dichiarare inammissibile il proposto regolamento di competenza.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. – M.D.B. Consulting ha proposto opposizione ad un decreto ingiuntivo che gli è stato notificato da Amco spa, cessionario di un credito, che, nei riguardi del ricorrente, era vantato da Veneto Banca spa.

Il credito ingiunto era maturato all’interno di una apertura di credito, garantita da fideiussione.

2. – Nell’opporsi a quel decreto ingiuntivo, M.D.B. Consulting ha eccepito l’incompetenza del Tribunale di Torino, che ha emesso, per l’appunto, l’ingiunzione, in favore di quella del Tribunale di Treviso, indicato come competente nel contratto bancario.

3. – Il giudice monocratico, riservatosi su tale eccezione e sulla richiesta di provvisoria esecuzione, a scioglimento della riserva, ha affermato la propria competenza, disponendo la prosecuzione del giudizio nel merito.

3.1. – Questa decisione è impugnata da M.D.B. Consulting con un solo motivo di ricorso, di cui chiede il rigetto la AMCO che si è costituita con controricorso.

Il PM ha chiesto che il ricorso venga dichiarato inammissibile.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. – Il motivo di ricorso fa valere violazione dell’art. 28 c.p.c..

Secondo il ricorrente il giudice torinese non avrebbe tenuto conto del fatto che il Tribunale di Treviso, e non quello adito di Torino, era stato convenuto dalle parti come foro convenzionale, mediante la clausola contenuta nel predetto contratto, art. 13.

5. – Il ricorso è inammissibile.

6. – Il giudice monocratico ha assunto riserva sulla eccezione di incompetenza, ed ha deciso senza invitare le parti a concludere, ma semplicemente sciogliendo la riserva e disponendo la prosecuzione del giudizio nel merito: decisione dunque che non ha l’attitudine a definire la questione di competenza in maniera tale da poter essere impugnata con regolamento.

E’ infatti principio di diritto che “anche dopo l’innovazione introdotta dalla novella di cui alla L. 18 giugno 2009, n. 69, in relazione alla forma della decisione sulla competenza (da adottarsi, ora, con ordinanza anziché con sentenza), il provvedimento del giudice adito (nella specie monocratico), che, nel disattendere la corrispondente eccezione, affermi la propria competenza e disponga la prosecuzione del giudizio innanzi a sé, è insuscettibile di impugnazione con il regolamento ex art. 42 c.p.c., ove non preceduto dalla rimessione della causa in decisione e dal previo invito alle parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito, salvo che quel giudice, così procedendo e statuendo, lo abbia fatto conclamando, in termini di assoluta e oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità, l’idoneità della propria determinazione a risolvere definitivamente, davanti a sé, la suddetta questione”. (Cass. Sez. Un. n. 20449 del 2014; Cass. n. 1615 del 2017; Cass. n. 14223 del 2017; Cass. n. 11742 del 2021).

8. – Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite nella misura di 2000,00 Euro, oltre 200,00 Euro di spese generali. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, la Corte dà atto che il tenore del dispositivo è tale da giustificare il pagamento, se dovuto e nella misura dovuta, da parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 14 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2022

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