Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20797 del 30/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 30/09/2020, (ud. 27/02/2020, dep. 30/09/2020), n.20797

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 3632/2019 R.G. proposto da:

CALIFORNIA BAKERY SRL (C.F. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. CARTONI

BERNARDO, elettivamente domiciliato in Roma, Via Eleonora d’Arborea,

30;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi,

12

– controricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE (C.F. (OMISSIS)), in persona del

Direttore pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi, 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Lombardia, n. 2947/2018 depositata in data 27 giugno 2018.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio non partecipata

del 27 febbraio 2020 dal Consigliere Relatore D’Aquino Filippo.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

La società contribuente California Bakery SRL ha impugnato una cartella di pagamento per IRES, IRAP e IVA relativa all’anno di imposta 2010, ricorso respinto dalla CTP di Milano.

La CTR della Lombardia, con sentenza in data 27 giugno 2018, ha accolto l’appello della società contribuente, osservando, per quanto rileva in questa sede, che parte contribuente ha impugnato l’estratto di ruolo, atto non impugnabile anche in forza della pregressa notificazione della cartella, correttamente notificata a mezzo PEC.

Propone ricorso per cassazione parte contribuente affidato a un unico motivo, resistono con controricorso l’Ufficio e l’Agente della riscossione.

La proposta del relatore è stata comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1 – Con l’unico motivo si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 c.c. in relazione al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 19 e 21, al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, comma 5, al D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 68, art. 23 e all’art. 2712 c.c. in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, comma 1, e art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto non impugnabile il ruolo per pregressa notificazione della cartella. Deduce parte ricorrente che la prova della notificazione della cartella sarebbe stata fornita mediante stampa di una mail inviata a mezzo PEC senza attestazione di conformità all’originale, rilevando come non sia stato prodotto il certificato di firma digitale del notificante, del gestore di PEC e della ricevuta completa di avvenuta consegna.

2 – Si rileva, prendendosi in esame la preliminare eccezione di inammissibilità del ricorso coltivata dal controricorrente in relazione alla questione sottoposta (nullità della notificazione per avere il concessionario della riscossione prodotto una mera stampa del messaggio inviato a mezzo PEC sfornita dei certificati di firma digitale del notificante e del gestore di PEC), che il ricorrente ha formulato tale contestazione in memoria nel procedimento di primo grado, a fronte della produzione da parte dell’Ufficio della notificazione della cartella a mezzo PEC.

L’eccezione di inammissibilità va, pertanto, rigettata.

2.1 – Il motivo è, tuttavia, inammissibile, come osservato dal controricorrente, in quanto si chiede una nuova valutazione della documentazione e del materiale probatorio acquisito nelle fasi di merito, compiuto dai giudici dei due gradi di merito, che già in primo grado avevano rilevato (come risulta dalla sentenza impugnata) la sussistenza della ricevuta di avvenuta consegna della notifica della cartella di pagamento.

2.2 – Nel qual caso, la deduzione si sarebbe dovuta formulare nelle forme di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 ed essere redatta nelle forme dell’art. 348-ter c.p.c., comma 5, trattandosi di “doppia conforme” (dovendosi indicare anche le ragioni di fatto poste a base, rispettivamente, della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell’appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse: Cass., Sez. I, 22 dicembre 2016, n. 26774).

3 – Il motivo è, in ogni caso, infondato nel merito, posto che, ove si contesti che un atto predisposto in originale digitale sia stato notificato in via telematica, ai fini della prova della tempestività della notificazione, è onere del controricorrente disconoscere, ai sensi della disciplina di cui al D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 23, comma 2, la conformità agli originali dei messaggi di PEC e della relata di notificazione depositati in copia analogica non autenticata dal ricorrente (Cass., Sez. U., 24 settembre 2018, n. 22438), laddove nella specie parte contribuente si è limitata a denunciare la mancanza della prova della notificazione in forza della mancata sottoscrizione dei certificati di firma digitale del notificante e del gestore della PEC, nonchè della mancanza della ricevuta di avvenuta consegna.

3 – Il ricorso va pertanto rigettato, con spese regolate dalla soccombenza e raddoppio del contributo unificato.

PQM

La Corte rigetta il ricorso, condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore dei controricorrenti, che liquida in complessivi Euro 2.200,00, oltre spese prenotate a debito; dà atto che sussistono i presupposti processuali, a carico del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, per il versamento degli ulteriori importi a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso proposto, se dovuti.

Così deciso in Roma, il 27 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 30 settembre 2020

 

 

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