Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20783 del 10/10/2011

Cassazione civile sez. trib., 10/10/2011, (ud. 22/09/2011, dep. 10/10/2011), n.20783

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

Dott. OLIVIERI Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 23005/2009 proposto da:

COSEDIL SRL (OMISSIS), in persona del suo legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI TOR VERGATA

12, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE GIDARO, rappresentata e

difesa dall’avvocato RANIA Antonio giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore in carica,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

e contro

COSEDIL SRL (OMISSIS), in persona del suo legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI TOR VERGATA

12, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE GIDARO, rappresentata e

difesa dall’avvocato RANIA ANTONIO giusta procura a margine del

ricorso per cassazione;

– controricorrente

– ricorrenti incidentali –

avverso la sentenza n. 164/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di CATANZARO del 19/3/08, depositata il 15/09/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/09/2011 dal Consigliere Relatore Dott. VINCENZO DIDOMENICO;

è presente il P.G. in persona del Dott. TOMMASO BASILE.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

La CTR della Calabria con sentenza dep. il 15/09/2009 ha, accogliendo l’appello dell’Ufficio, riformato la sentenza della CTP di Catanzaro che aveva annullato l’avviso di recupero credito d’imposta L. n. 388 del 2000, ex art. 8, e relativi interessi e sanzioni.

La CTR aveva ritenuto che la disposizione del D.L. n. 238 del 2002 e D.L. n. 253 del 2002 e della L. n. 289 del 2002, art. 62, anche sull’insegnamento della Corte Costituzionale, andavano intesi come revoca di benefici concessi e senza violazione del principio di irretroattività della legge.

Ha proposto ricorso per cassazione, con un unico motivo, la società deducendo con due motivi violazione dell’art. 112 c.p.c., e extrapetizione nonchè del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56.

Ha resistito con controricorso l’Agenzia e ha proposto ricorso incidentale in ordine alle sanzioni cui ha risposto con ulteriore controricorso La società.

E’ fondato il rilievo di cui al controricorso di inammissibilità del ricorso per mancata proposizione dei motivi.

Il ricorso andava soggetto alle disposizioni di cui all’art. 366 bis c.p.c., in ordine alla formulazione dei quesiti.

Questa Corte (Cass. n. 7119/2010) ha ritenuto che solo i ricorsi per cassazione proposti contro provvedimento pubblicati o depositati dopo la data di entrata in vigore della L. n. 69 del 2009 (4 luglio 2009) sono soggetti alla norma abrogatrice dell’art. 366 bis c.p.c..

Nel caso di specie il provvedimento impugnato è stato depositato il 15 settembre 2008.

Orbene questa Corte ha già avuto modo di chiarire (SS.UU n. 16528/2008) che secondo l’art. 366 bis c.p.c., introdotto dalla riforma di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006, l’illustrazione di ciascun motivo, a pena di inammissibilità, nei casi previsti dall’art. 360 nn. 1), 2), 3) e 4) si deve concludere con la formulazione di un quesito di diritto (Cass. SS.UU. n. 23732/2007, n. 23153/2007, n. 20360/2007, n. 19892/2007).

Inammissibile per assoluta genericità è il motivo di ricorso incidentale.

I ricorsi possono, pertanto decidersi in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., previa riunione, con la dichiarazione di inammissibilità di entrambi e con compensazione delle spese per la reciproca soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Riunisce i ricorsi e li dichiara inammissibili. Compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 22 settembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 10 ottobre 2011

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