Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20771 del 05/09/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 05/09/2017, (ud. 28/04/2017, dep.05/09/2017),  n. 20771

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – rel. Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 30360/2011 proposto da:

B.M., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

TRIONFALE 21, presso lo studio dell’avvocato FEDERICA CASAGNI,

rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA AVOLA, giusta delega in

atti;

– ricorrente –

contro

I.N.A.I.L. – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI

INFORTUNI SUL LAVORO, C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

IV NOVEMBRE 144, presso lo studio degli avvocati TERESA OTTOLINI,

LUCIANA ROMEO, che lo rappresentano e difendono, giusta delega in

atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 728/2011 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 16/06/2011 R.G.N. 56/2010.

Fatto

RILEVATO

che con sentenza in data 5.5-16.6.2011 (nr. 728/2011) la Corte d’Appello di Palermo ha riformato la sentenza del Tribunale di Termini Imerese, che aveva respinto la domanda proposta da B.M. nei confronti dell’INAIL per la costituzione di rendita vitalizia a seguito dell’infortunio sul lavoro occorsogli in data (OMISSIS) e, per l’effetto, ha condannato l’INAIL a corrispondere all’appellante un indennizzo pari ad un danno biologico del 9%;

che avverso tale sentenza ha proposto ricorso B.M., articolato in un unico motivo, al quale ha opposto difese l’INAIL con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che con l’unico motivo il ricorrente ha denunziato – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 – omessa e insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia, lamentando la adesione acritica della Corte di merito alle conclusioni del ctu nominato in ordine alla entità del postumi ed, in particolare, alla esclusione di compromissioni al bulbo olfattorio ed al gusto senza adeguatamente considerare le note critiche del consulente di parte, suffragate dalla migliore scienza medica e dagli esami strumentali prodotti;

che ritiene il collegio si debba dichiarare inammissibile il ricorso;

che, infatti, la censura non presenta i requisiti richiesti dall’art. 360 c.p.c., n. 5, nella formulazione risultante dalle modifiche introdotte dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, applicabile ratione temporis. La sentenza impugnata ha adeguatamente motivato la adesione prestata alle conclusioni del ctu, dando conto che l’evento traumatico aveva determinato una minima e sottile raccolta ematica subdurale senza ulteriori lesioni encefaliche significative, così da escludere compromissioni del bulbo olfattorio e delle strutture sensoriali; gli esami strumentali posti a fondamento dell’attuale ricorso sono stati esaminati nella relazione del ctu sicchè la censura si risolve in un mero dissenso diagnostico rispetto alle valutazioni del consulente dell’ufficio ed in un’inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e del convincimento della Corte di merito tesa all’ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, certamente estranea alla natura ed ai fini del giudizio di cassazione;

che pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile;

che le spese vengono regolate secondo la soccombenza, come da dispositivo.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna parte ricorrente a pagamento delle spese, che liquida in Euro 100 per spese ed Euro 3000 per compensi professionali, oltre spese generali al 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale, il 28 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 5 settembre 2017

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