Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2076 del 25/01/2022

Cassazione civile sez. I, 25/01/2022, (ud. 20/10/2021, dep. 25/01/2022), n.2076

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – rel. Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14523/2016 proposto da:

F.E., anche in proprio, e B.E., entrambi in

qualità di eredi di B.T., elettivamente domiciliati in

Roma, in via Sestio Calvino n. 33, presso lo studio dell’avvocato

Bosco Antonino, che li rappresenta e difende, unitamente

all’avvocato Soldani Aldo, con procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

Comune di Orbetello, in persona del sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in Roma, in via Tagliamento n. 55, presso

lo studio dell’avvocato Di Pierro Nicola, che lo rappresenta e

difende, unitamente all’avvocato Valle Carlo, con procura speciale

in calce al controricorso;

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore generale pro tempore,

elett.te domiciliata in Roma, in via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 2198/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 30/12/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

20/10/2021 dal Cons. rel. Dott. CAIAZZO ROSARIO.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., B.T. e F.E. convennero innanzi al Tribunale di Grosseto il Comune di Orbetello e l’Agenzia delle Entrate – ufficio provinciale – chiedendo che fosse accertata, L. n. 231 del 1990, ex art. 21 septies, la nullità assoluta di due provvedimenti, trascritti alla conservatoria dei RR.II. di Grosseto, con i quali il Comune convenuto aveva disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili realizzati senza titolo concessorio dal B. in (OMISSIS), oggetto di una domanda di sanatoria rigettata dallo stesso Comune, immobili che erano stati demoliti a seguito dell’ordinanza di demolizione comunicata al B. nel marzo 2012. Al riguardo, i ricorrenti hanno chiesto la nullità dei suddetti provvedimenti in quanto emessi nei confronti del solo B. e non anche della comproprietaria F..

Con ordinanza del 26.9.13, il giudice dichiarò d’ufficio il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo, rilevando che l’oggetto diretto ed immediato della controversia erano le ordinanze d’acquisizione degli immobili rispetto alle quali gli istanti erano titolari di un mero interesse legittimo.

Avverso tale ordinanza i coniugi proposero appello che, con sentenza del 30.12.15, la Corte territoriale rigettò, osservando che: non sussisteva un difetto di giurisdizione del giudice ordinario, venendo in rilievo una contestazione sulle modalità dell’acquisizione immobiliare, anche sulla base della L. n. 104 del 2010, art. 133, lett. f).

B. e F. ricorrono in cassazione con unico motivo. Il Comune di Orbetello e l’Agenzia delle Entrate resistono con controricorso.

Diritto

RITENUTO

Che:

L’unico motivo denunzia violazione ed erronea applicazione della L. n. 104 del 2010, art. 133, nonché omessa ed insufficiente motivazione su fatto decisivo della causa, per aver la Corte d’appello ritenuto la giurisdizione del giudice amministrativo, considerato che la L. n. 241 del 1990, art. 21 septies, in tema di riparto di giurisdizione, contemplava quella del giudice ordinario per gli atti amministrativi nulli incidenti su diritti soggettivi, anche alla luce di Corte Cost. n. 281/04 dichiarativa dell’illegittimità Cost. del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 133, comma 1, lett. f), nella parte in cui istituiva una giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di edilizia ed urbanistica.

Il motivo è infondato. Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia con la quale il proprietario dell’area sulla quale sia stato realizzato un immobile in assenza di concessione edilizia chieda la restituzione dell’area acquisita al patrimonio comunale ai sensi della L. n. 10 del 1977, art. 15, previo accertamento del suo diritto di proprietà, e la declaratoria di nullità dell’ordinanza di acquisizione (nella specie, per essere il proprietario medesimo estraneo all’abuso, commesso dal coniuge convivente dello stesso), atteso che l’oggetto immediato e diretto della controversia è la predetta ordinanza, della cui legittimità si discute (Cass., SU, n. 417/07; n. 1776/11; SU. n. 322/99; 27181/07).

Nel caso concreto, l’oggetto di causa riguarda la legittimità dell’ordinanza comunale di acquisizione al patrimonio comunale di immobili realizzati senza titolo abilitativo, poi demoliti; pertanto, si controverte riguardo all’accertamento dell’illegittimità della suddetta ordinanza, che costituisce la causa petendi, con la conseguente giurisdizione del giudice amministrativo, in piena conformità del citato orientamento della giurisprudenza di legittimità.

Ne’ giova ai ricorrenti la richiamata sentenza Corte Cost. n. 281/04, che dichiarò l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 80 del 1998, art. 34, commi 1 e 2, nella parte in cui, eccedendo dai limiti della delega, aveva devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutta la materia dell’edilizia e dell’urbanistica, e non si è limitato ad estendere la giurisdizione amministrativa – nei limiti in cui essa, in base alla disciplina vigente, già conosceva di quella materia, sia a titolo di legittimità che in via esclusiva – alle controversie concernenti i diritti patrimoniali consequenziali, ivi comprese quelle relative al risarcimento del danno.

Tale sentenza non è pertinente alla fattispecie concreta; invero, riguardo alla materia edilizia ed urbanistica, con la L. n. 59 del 1997, il legislatore delegante affidò al Governo non già il compito di ampliare l’ambito della giurisdizione esclusiva, bensì quello di estendere “la giurisdizione amministrativa esistente, tanto di legittimità che esclusiva”, sicché soltanto “i diritti patrimoniali consequenziali, in essi compreso il risarcimento del danno, erano l’oggetto (normativamente individuato) di tale estensione” (v. anche Corte Cost., sentenza n. 292 del 2000). Nella fattispecie, l’oggetto di causa, come detto, riguarda esclusivamente l’accertamento della nullità dei provvedimenti acquisitivi, a titolo gratuito, della proprietà degli immobili realizzati senza titolo abilitativo al patrimonio comunale, sicché non è dubbia la giurisdizione del giudice amministrativo.

Le spese seguono la soccombenza.

PQM

La Corte rigetta il ricorso, condannando i ricorrenti al pagamento, in favore di ciascuna parte controricorrente, delle spese del giudizio che liquida nella somma di Euro 6200, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre alla maggiorazione del 15% quale rimborso forfettario delle spese generali ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, ove dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 20 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2022

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