Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2071 del 30/01/2020

Cassazione civile sez. VI, 30/01/2020, (ud. 27/09/2019, dep. 30/01/2020), n.2071

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Presidente –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da

G.A., rappresentata e difesa, giusta procura speciale allegata

al ricorso, dall’avv. Roberta Federico, elettivamente domiciliata in

Roma, presso il suo studio in piazzale Clodio 12, (p.e.c.

robertafederico.ordineavvocatiroma.org; fax (OMISSIS));

– ricorrente –

nei confronti di

E.L., rappresentato e difeso, per procura speciale in calce

alla memoria difensiva, dall’avv. Giovanni Paniccia (p.e.c.

avv.giovannipaniccia.cert.postecert.it; fax n. (OMISSIS)),

elettivamente domiciliato in Roma, presso lo studio dell’avv.

Federica Paniccia, in via Nicolò Paganini 15;

– resistente –

avverso il provvedimento n. 6569/18 del Tribunale per i minorenni di

Roma, emesso in data 23.10.2018 e depositato in data 2.11.2018 nel

procedimento iscritto al n. R.G. 31/2018;

sentita la relazione in camera di consiglio del relatore consigliere

Dott. Bisogni Giacinto.

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. Con provvedimento del 23/10/2018 – 2/11/2018 il Tribunale per i minorenni di Roma ha dichiarato la incompetenza del T.M. relativamente alla procedura n. 31/18 RGVG instaurata in seguito a ricorso ex artt. 330 e 333 c.c. della sig.ra G.A. concernente i suoi figli minori E.S. e E.F. e inteso alla sospensione e alla decadenza del padre, E.L., dalla responsabilità genitoriale. Ha ritenuto il Tribunale per i minorenni che sia competente il Tribunale ordinario ove è pendente un procedimento per l’affidamento e il mantenimento dei due minori.

2. Contro tale provvedimento ricorre per regolamento necessario di competenza la sig.ra G.A. e rileva di aver proposto il ricorso ex art. 333 e 330 c.c. al T.M. in data 11 gennaio 2018 mentre il sig. E.L. ha proposto successivamente in data 10 maggio 2018 il ricorso ex art. 337 ter c.c. con il quale ha chiesto al Tribunale civile di Roma di provvedere sull’affidamento e il mantenimento dei figli. Conseguentemente ritiene la ricorrente che, alla luce della riforma dell’art. 38 disp. att. c.c., non può ravvisarsi la competenza del Tribunale ordinario sulla richiesta di sospensione e decadenza dalla responsabilità genitoriale essendo competente il T.M. precedentemente adito.

3. Al ricorso si è opposto il sig. E.L. che ha depositato memorie difensive con le quali ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per non avere la ricorrente distinto fra la competenza ex artt. 333 e 330 c.c. del T.M. e la competenza ex art. 337 ter c.c. del T.O. e altresì la improcedibilità del ricorso per avere la ricorrente omesso di depositare l’istanza di trasmissione del fascicolo di ufficio alla Corte di Cassazione impedendo in tal modo la sospensione del procedimento in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione.

4. La Procura Generale presso la Corte di Cassazione con requisitoria del 24 luglio 2019 sottoscritta dal Sostituto Procuratore Generale Dott.ssa De Renzis Luisa e dall’Avvocato Generale Marcello Matera ha chiesto accogliersi l’istanza di regolamento di competenza proposta dalla sig.ra G.A. e per l’effetto cassare l’impugnato decreto con declaratoria di competenza del Tribunale per i minorenni a conoscere la causa iscritta al n. 406/2019.

Diritto

RITENUTO

CHE:

5. L’eccezione di inammissibilità è infondata avendo la odierna ricorrente instaurato un procedimento davanti al T.M. avente ad oggetto esclusivamente la richiesta di sospensione e decadenza dalla responsabilità genitoriale e avendo con il ricorso per regolamento necessario di competenza richiesto l’affermazione della competenza del T.M. in relazione a tali domande.

6. E’ altresì infondata l’eccezione di improcedibilità dato che il mancato deposito dell’istanza di trasmissione del fascicolo di ufficio alla Corte di Cassazione non determina la improcedibilità del ricorso in considerazione dei poteri di intervento d’ufficio attribuiti al giudice investito delle questioni concernenti i minori che rendono possibile la trasmissione di ufficio degli atti impedendo il consolidarsi di una eventuale condizione di improcedibilità che non ricorre nel caso in esame.

7. Nel merito il ricorso deve essere accolto conformemente a quanto ripetutamente affermato da questa Corte (cfr. fra le molte pronunce Cass. civ. sez. VI-1 nn. 21633 del 14.10.2014, 2833 del 12.2.2015, 20202 del 31.7.2018 e 1866 del 23.1.2019) secondo cui, ai sensi dell’art. 38 disp. att. c.c., come novellato dalla L. 10 dicembre 2012, n. 219, art. 3, il Tribunale per i minorenni resta competente a conoscere della domanda diretta ad ottenere la declaratoria di decadenza o la limitazione della potestà dei genitori ancorchè, nel corso del giudizio, sia stata proposta, innanzi al tribunale ordinario, domanda di separazione personale dei coniugi o di divorzio anche se con essa sia stata proposta altresì domanda concernente l’affidamento e il mantenimento dei figli. Con tali pronunce, come è noto, la Corte di Cassazione ha ritenuto che tale interpretazione dell’art. 38 disp. att. c.c. sia la più aderente al dato letterale della norma, oltre che quella rispettosa del principio della “perpetuatio jurisdictionis” di cui all’art. 5 c.p.c., nonchè coerente con ragioni di economia processuale e di tutela dell’interesse superiore del minore, che trovano fondamento nell’art. 111 Cost., nell’art. 8 CEDU e nell’art. 24 della Carta di Nizza.

8. Va pertanto accolto il ricorso e conseguentemente dichiarata la competenza del Tribunale per i minorenni a conoscere della procedura iscritta al n. RGV 31/2018 instaurata su ricorso ex artt. 333 e 330 c.c. proposto dalla sig.ra G.A. nei confronti del sig. E.L.. Le spese relative al presente procedimento saranno regolate dal Tribunale minorile.

PQM

La Corte dichiara la competenza del Tribunale per i minorenni di Roma.

Dispone omettersi in caso di pubblicazione e diffusione della presente ordinanza l’indicazione dei nominativi e dei dati identificativi delle parti e dei minori.

Rilevato che il processo è esente dal contributo unificato, dà atto della insussistenza dei presupposti per l’applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità e gli altri dati identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52, disposto d’ufficio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 27 settembre 2019.

Depositato in cancelleria il 30 gennaio 2020

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