Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20699 del 30/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 30/09/2020, (ud. 09/06/2020, dep. 30/09/2020), n.20699

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 27213/2018 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

P.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 952/09/2018 della Commissione tributaria

regionale del LAZIO, depositata il 15/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/06/2020 dal Consigliere Dott. LUCIOTTI Lucio.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– in controversia relativa ad impugnazione di un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle entrate, per l’anno 2007, recuperava a tassazione, nei confronti di P.A., una

maggiore Irpef di Euro 80.000,00, quale plusvalenza realizzata a seguito di cessione di un terreno oggetto di lottizzazione, con la sentenza in epigrafe indicata la CTR laziale accoglieva l’appello agenziale avverso la sfavorevole sentenza di primo grado, ma riteneva che la plusvalenza andasse assoggettata a tassazione separata ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett. g-bis (erroneamente indicata in sentenza come “lett. B-bis);

– avverso tale statuizione l’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, cui non replica l’intimato;

– sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio;

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il primo motivo la ricorrente deduce la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 17, comma 1, lett. g-bis), artt. 67 e 68 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

2. La difesa erariale censura la sentenza impugnata là dove ha ritenuto la plusvalenza realizzata dal contribuente nella vendita del terreno di sua proprietà soggetta a tassazione separata, del D.P.R. n. 917 del 1986,m ex art. 17, comma 1, lett. g-bis), ascrivendola erroneamente all’ipotesi di cui all’art. 67 T.U.I.R., comma 1, lett. b), mentre invece nella specie andava fatta applicazione della previsione di cui alla lett. a) della citata disposizione, discendendo dal diverso inquadramento normativo differenti criteri di determinazione dell’imposta dovuta, ai sensi dell’art. 68 T.U.I.R..

3. L’art. 67 T.U.I.R., comma 1, ricomprende tra i redditi diversi, assoggettabili a tassazione ordinaria, quelli di cui alla lett. a), ovvero “le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni, o l’esecuzione di opere intese a renderli edificabili, e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni o degli edifici”.

3.1. La medesima disposizione ricomprende altresì tra i redditi diversi, assoggettabili però a tassazione separata ex art. 17 T.U.I.R., comma 1, lett. g-bis, quelli di cui alla lett. b), ovvero “le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari, nonchè, in ogni caso, le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione. (…)”.

4. Si è osservato (Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 17232 del 27/06/2019) che “Sul piano dell’interpretazione letterale, la differenza fra le due ipotesi sta in ciò: nel primo caso, l’utilizzabilità a fini edificatori è conseguente ad un’iniziativa del proprietario, che con una propria condotta commissiva (piano di lottizzazione o esecuzione di altre opere) consegue il risultato dell’accrescimento del valore del fondo; nel secondo caso, l’accrescimento del valore del terreno conseguente all’acquisizione dell’attitudine all’edificabilità dipende da un atto dell’autorità amministrativa, ossia dalla mera inclusione dello stesso in una delle zone in cui lo strumento urbanistico prevede la possibilità di edificare”.

4.1. “Sul piano funzionale, la ragione del distinguere dipende dal fatto che, nella prima delle ipotesi innanzi rappresentate, la plusvalenza va determinata assumendo, quale prezzo di acquisto, il “valore normale” nel quinto anno anteriore all’inizio della lottizzazione o delle opere ad essa assimilate (art. 68 T.U.I.R., comma 2); nella seconda, la plusvalenza è rappresentata dalla differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita”.

4.2. “Questa differente disciplina trova la propria ratio, anzitutto, nell’esigenza di mitigare il trattamento fiscale delle plusvalenze realizzate mediante la vendita di terreni lottizzati. Infatti, poichè in tal caso non si applica il limite temporale dei cinque anni dall’acquisto previsto dall’art. 67 T.U.I.R., comma 1, lett. b), diversamente si otterrebbe che, qualora il terreno fosse pervenuto in proprietà del cedente in epoca risalente, la plusvalenza potrebbe risultare estremamente elevata”.

4.3. “E’ di tutta evidenza il diverso risultato che si ottiene in relazione ai terreni il cui favorevole mutamento di destinazione sia dipeso esclusivamente dall’adozione di un nuovo strumento urbanistico: in tal caso, il conseguente accrescimento di valore del bene viene “intercettato”, ai fini della determinazione della plusvalenza imponibile, anche se risalente oltre il quinquennio, purchè determinatosi successivamente all’acquisto in capo al cedente”.

4.4. “Una simile diversità di trattamento si giustifica in considerazione della diversità di situazioni sostanziali in cui versa il proprietario di un terreno agricolo che, senza aver fatto alcunchè, si avvantaggia di un considerevolmente accrescimento di valore del fondo, divenuto edificabile in ragione del nuovo strumento urbanistico, rispetto a colui che tale vantaggio economico lo consegue per propria iniziativa, sostenendo i costi di una lottizzazione, sia in termini di oneri urbanistici, sia per la necessaria realizzazione delle opere di urbanizzazione previste dal piano”.

4.5. Sempre in tema di rapporti tra le due indicate fattispecie, si è affermato che “In tema di redditi diversi, la fattispecie relativa alle plusvalenze derivanti dalla vendita di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria, prevista dall’art. 81 TUIR (ora art. 67 TUIR), lett. b), si pone come regola ad eccezione rispetto a quella contemplata dalla lett. a), della medesima norma, che riguarda esclusivamente le ipotesi in cui il terreno non sia suscettibile di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione, ma sia interessato da interventi obiettivamente considerati di lottizzazione o di esecuzione di opere per l’edificabilità del terreno, ancorchè realizzati fuori o in contrasto con i vincoli urbanistici. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ricondotto alla fattispecie prevista dalla citata lett. b) l’ipotesi della plusvalenza derivante dalla vendita con riserva di proprietà di un terreno che, al momento della cessione, era inserito nella zona B5, in quanto immediatamente edificabile)” (Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 17264 del 27/06/2019).

5. Ciò precisato in diritto, in punto di fatto deve osservarsi che nel caso in esame la CTR, dopo aver precisato che con l’atto impositivo era stata ripresa a tassazione la plusvalenza realizzata “a seguito della cessione da parte del contribuente di un terreno edificabile sito nel comune di Aprilia”, afferma che “il P., come emerge dalle fatture emesse a suo nome dal Consorzio Artigiani Aprilia, partecipava al Consorzio stesso, con conseguente riferibilità anche a lui della convenzione di urbanizzazione”.

6. La corretta applicazione delle disposizioni fiscali in materia di plusvalenze realizzate a seguito di cessione di terreni presuppone, quindi, l’accertamento, da condursi in concreto ma nella specie non effettuato dai giudici di merito, se il terreno era edificabile sulla base degli strumenti urbanistici già adottati al momento della cessione o se, invece, era semplicemente ricompreso in un piano di lottizzazione, ricordandosi a tal fine che “In tema di redditi diversi, ai fini della configurabilità di una plusvalenza tassabile mediante cessione di aree lottizzate fabbricabili è sufficiente che, prima dell’alienazione del terreno, sia stata posta in essere una qualche attività di tipo tecnico diretta al suo frazionamento o, comunque, a renderne possibile l’utilizzazione a scopo edificatorio (cd. lottizzazione “sulla carta”), realizzandosi il vantaggio economico derivante dalla lottizzazione nel momento in cui il privato vende il terreno ad un prezzo già maggiorato per la possibilità di realizzarvi opere edilizie, e non in quello successivo nel quale l’acquirente le realizza” (Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 33511 del 27/12/2018) e che “il terreno deve intendersi giuridicamente “lottizzato” nel momento in cui l’autorità competente ha provveduto ad emettere la necessaria autorizzazione, non essendo indispensabile che si sia già realizzata la condizione sospensiva cui l’autorizzazione è subordinata, ossia la stipula di una convenzione, che preveda vari oneri a carico del proprietario” (Cass. n. 11819 del 19/05/2006; n. 15584 del 27/7/2016; n. 22488 del 4/11/2015).

7. Alla stregua delle considerazioni svolte il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla competente CTR che provvederà ad effettuare l’accertamento sopra indicato e a regolamentare le spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 09 giugno 2020.

Depositato in cancelleria il 30 settembre 2020

 

 

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