Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20699 del 07/10/2011

Cassazione civile sez. VI, 07/10/2011, (ud. 30/06/2011, dep. 07/10/2011), n.20699

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

M.P. (OMISSIS) ricorrente che non ha

depositato il ricorso nei termini prescritti dalla legge;

– ricorrente non costituito –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE (OMISSIS) in persona del

Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto n. 613/2009 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE del

23.6.09, depositato il 28/08/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

30/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA CRISTINA GIANCOLA;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ANTONIETTA

CARESTIA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Collegio, all’esito dell’adunanza in camera di consiglio del 30.06.2011, svoltasi con la presenza del Sost. Proc. Gen. dr A. Carestia, osserva e ritiene:

che il relatore designato, nella relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., ha formulato la proposta di definizione che di seguito interamente si trascrive: “Il relatore, cons. M. C. Giancola, esaminati gli atti, osserva:

1. con controricorso notificato il 27.04.2010 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inteso resistere al ricorso per cassazione notificatogli il 18.03.2010, proposto da M. P. contro il decreto in materia di equa riparazione, reso nel 2009 dalla Corte di appello di Trieste.

2. il ricorso del M. non risulta depositato nella cancelleria della Corte entro il termine prescritto a pena d’improcedibilità, dall’art. 369 c.p.c..

3. questa Corte di legittimità ha già affermato il condiviso principio (da ultimo cfr. cass. 200821969) secondo cui La parte alla quale sia stato notificato un ricorso per cassazione – e che abbia a sua volta notificato al ricorrente il controricorso – ha il potere, ove il ricorrente abbia omesso di depositare il ricorso e gli altri atti indicati nell’art. 369 cod. proc. civ., di richiedere l’iscrizione a ruolo del processo al fine di far dichiarare l’improcedibilità del ricorso medesimo, essendo tale potere ricompreso in quello più ampio di contraddire riconosciuto dall’art. 370 cod. proc. civ. e trovando giustificazione nell’interesse del controricorrente al recupero delle spese e di evitare, mediante la dichiarazione di improcedibilità del ricorso, che il ricorrente possa riproporre il ricorso medesimo ove non sia ancora decorso il termine per l’impugnazione.

4. il giudizio può, quindi, essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., per la declaratoria d’improcedibilità del ricorso del M. e le consequenziali statuizioni. Roma, il 29 gennaio 2011”. – la relazione è stata notificata al Pubblico Ministero ed al Ministero controricorrente il Pubblico Ministero non ha depositato conclusioni scritte;

avverso le proposte contenute nella relazione non è stata mossa alcuna osservazione critica – il ricorso va, quindi, dichiarato improcedibile, ed il M., soccombente, condannato a rifondere le spese del giudizio di legittimità, liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara improcedibile il ricorso e condanna il M. P. al pagamento in favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 800,00, oltre alle spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 30 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 7 ottobre 2011

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