Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20697 del 31/07/2019

Cassazione civile sez. I, 31/07/2019, (ud. 04/07/2019, dep. 31/07/2019), n.20697

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Presidente –

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21068/2018 proposto da:

N.Y., rappresentato dall’avv. Stefano Maniotto;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’interno, rappresentato per legge dall’Avvocatura

Generale dello Stato;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di TORINO, depositata il 04/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

04/07/2019 da LAMORGESE ANTONIO PIETRO;

Fatto

RILEVATO

CHE:

N.Y., cittadino della Costa d’Avorio, ha proposto ricorso per cassazione avverso sentenza del Tribunale di Torino, in data 4 luglio 2018, che ha rigettato la domanda di protezione internazionale e umanitaria (egli aveva riferito di una lite con il patrigno violento verso la propria madre). Il Ministero si è difeso con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

Il ricorso si articola in tre motivi che denunciano il mancato riconoscimento della protezione umanitaria. Tuttavia, la Corte ha spiegato le ragioni per le quali non ha riscontrato l’esistenza di condizioni di vulnerabilità idonee a giustificare il riconoscimento della suddetta protezione, risultando il ricorso inammissibile, in quanto diretto a indurre questa Corte a un diverso apprezzamento dei fatti di causa e, in definitiva, a un diverso esito decisorio nel merito.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

Non è dovuto il raddoppio del contributo, essendo il ricorrente ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso inammissibile; condanna il ricorrente alle spese, liquidate in Euro 2100,00.

Così deciso in Roma, il 28 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 31 luglio 2019

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