Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20695 del 31/07/2019

Cassazione civile sez. I, 31/07/2019, (ud. 08/04/2019, dep. 31/07/2019), n.20695

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. SCOTTI Umberto Luigi Cesare Giuseppe – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18215/2018 proposto da:

P.K., rappresentato e difeso dall’avvocato SIMONE GIUSEPPE

BERGAMINI e domiciliato presso la cancelleria della Corte di

Cassazione;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI n. 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– resistente –

avverso l’ordinanza n. 140/2018 del GIUDICE DI PACE di VERONA,

depositata il 30/04/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/04/2019 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con ricorso del 26.3.2018 il ricorrente impugnava il decreto di espulsione notificatogli dal Prefetto di Verona in data 8.11.2018, contestualmente al suo ingresso sul territorio nazionale.

Con il provvedimento oggi impugnato il Giudice di Pace di Verona rigettava l’opposizione.

Propone ricorso per la cassazione di detta decisione il P. affidandosi a due motivi.

Il Ministero dell’Interno si è costituito ai soli fini della partecipazione all’udienza di discussione del ricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Preliminarmente si osserva che il ricorso non è stato notificato alla Prefettura di Verona ma al Ministero dell’Interno, presso l’Avvocatura Generale dello Stato in Roma.

Va sul punto ribadito il principio secondo cui “Nel giudizio di opposizione all’ordinanza con cui viene irrogata una sanzione amministrativa, ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 23, legittimata passiva è l’autorità che ha emesso l’ordinanza, anche quando si tratti di organo periferico dell’amministrazione statale, il quale agisce in virtù di una specifica autonomia funzionale che comporta deroga a quanto stabilito dal R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 11,comma 1 (come sostituito dalla L. 25 marzo 1958, n. 260, art. 1), in tema di rappresentanza in giudizio dello Stato, e alla speciale sanatoria prevista dalla citata L. n. 260 del 1958, art. 4; tale legittimazione resta ferma anche nella successiva fase di impugnazione davanti alla Corte di cassazione, giacchè nella disciplina dell’art. 23 cit. non si rinviene alcun elemento da cui possa desumersi che alla legittimazione in primo grado dell’autorità che ha emesso il provvedimento sanzionatorio subentri, nella fase di impugnazione, la legittimazione (secondo la regola ordinaria) del Ministro; con la conseguenza che il ricorso per cassazione proposto nei confronti del Ministro, anzichè nei confronti dell’autorità che ha emesso l’ordinanza, è inammissibile” (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 15596 del 07/07/2006, Rv.592463; cfr. anche Cass. Sez. 1, Sentenza n. 1038 del 06/02/1999, Rv. 523020 e Cass. Sez. U, Sentenza n. 6254 del 18/11/1988, Rv. 460597).

Ne consegue che il ricorso va dichiarato inammissibile, senza che possa rilevare la costituzione dell’Avvocatura dello Stato – eseguita tardivamente ai soli fini dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione del ricorso – ai fini della sanatoria del vizio di notificazione del ricorso introduttivo del presente giudizio, alla luce della duplice considerazione che essa è stata formalizzata tardivamente in assenza di tempestiva notificazione del controricorso e che si deve, in ogni caso, “… escludere, stante l’autonomia funzionale specificamente attribuita al Prefetto nei giudizi regolati dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, artt. 13 e 13-bis, che l’eventuale costituzione del Ministero dell’interno, in persona del Ministro, possa comportare la sanatoria della nullità rilevata” (Cass. Sez. 1, Ordinanza interlocutoria n. 28852 del 29/12/2005, Rv. 585688; coni. Cass. Sez. U, Ordinanza n. 118 del 07/11/2000, Rv.541417).

Da tanto consegue l’inammissibilità del ricorso.

Nulla per le spese, in difetto di controricorso del Ministero dell’Interno. Non si applica il D.P.R. n. 115 del 2000, art. 13, comma 1 quater.

P.Q.M.

la Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 8 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 31 luglio 2019

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