Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20650 del 29/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 29/09/2020, (ud. 09/09/2020, dep. 29/09/2020), n.20650

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – rel. Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11078-2019 proposto da:

SOGET SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA EMILIO DE’ CAVALIERI 11,

presso lo studio dell’avvocato SERGIO DELLA ROCCA, che la

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

P.C.D.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 8188/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata

il 27/09/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/09/2020 dal Consigliere Relatore Dott. RITA

RUSSO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1.- P.C. ha impugnato gli avvisi di accertamento TARSU relativi agli anni 2009, 2010, 2011, 2012 emessi dalla SOGET, concessionario per il Comune di (OMISSIS) per la riscossione della TARSU. Il ricorso del contribuente è stato respinto in primo grado. Propone appello il contribuente e la CTR della Campania con sentenza del 27.9.2018 ha riformato la sentenza di primo grado ritenendo che la SOGET non abbia dimostrato la legittimazione attiva ad accertare e a riscuotere tributi.

2. Avverso la predetta sentenza propone ricorso per cassazione la SOGET affidandosi a due motivi. Non si è costituito l’intimato Assegnato il procedimento alla sezione sesta, su proposta del relatore è stata fissata l’adunanza camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., notificando la proposta e il decreto alle parte costituita.

3.- Con il primo motivo del ricorso, la parte lamenta la nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione dell’art. 132 c.p.c., e dell’art. 118 disp. att. c.p.c.. La parte deduce che la motivazione resa dal giudice d’appello è meramente apparente in quanto la CTR si è limitata ad una motivazione per relationem richiamando altro precedente della stessa CTR ma senza specificare le ragioni per le quali ha disatteso le difese di essa SOGET.

Con il secondo motivo del ricorso si lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, e cioè l’omesso esame del contenuto del contratto di affidamento del servizio, di cui trascrive una parte, questione che era stata discussa in primo grado. Deduce che lo stesso appellante, nell’atto di appello, aveva affermato che non era in discussione la stipula del contratto.

I motivi possono esaminarsi congiuntamente e sono fondati.

La CTR dopo aver richiamato per relationem le motivazioni di un suo stesso precedente in cui si stigmatizza il difetto di prova di “un valido atto di conferimento dell’incarico di accertamento e esazione dell’imposta” alla SOGET, e rileva poi con riguardo alla concreta fattispecie che “il motivo del difetto di legittimazione, riproposto in fase di appello, in assenza di adeguata documentazione da parte della SOGET volta a superare il rilievo, può dunque ritenersi fondato.” Così facendo il giudice d’appello non esplicita il percorso logico della decisione, in particolare non dà atto di come fosse formulato il motivo di appello e non spiega la ragione per la quale il contratto di affidamento del servizio, del quale la società ricorrente trascrive un ampio stralcio in ricorso, deve ritenersi non integrante documentazione adeguata al fine di dimostrare la legittimazione della SOGET.

Deve qui ricordarsi, che la motivazione “per relationem” esime il giudice dallo sviluppare proprie argomentazioni giuridiche, ma il percorso argomentativo deve comunque consentire di comprendere la fattispecie concreta, l’autonomia del processo deliberativo compiuto e la riconducibilità dei fatti esaminati al principio di diritto richiamato, dovendosi ritenere, in difetto di tali requisiti minimi, la totale carenza di motivazione e la conseguente nullità del provvedimento (ex multis: Cass. 17043/2018).

Deve inoltre ricordarsi, che qualora il Comune eserciti la potestà conferitagli dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 52, ed affidi il servizio di riscossione dei tributi locali terzi, non può addossarsi all’ente di riscossione l’onere di depositare gli atti comprovanti l’affidamento qualora si tratti di atti generali, soggetti a pubblicità legale, e quindi da presumere conoscibili, che è sufficiente richiamare nell’avviso di accertamento mentre di contro il contribuente ha l’onere di specificare i profili di illegittimità (Cass. 3052/2018; Cass. 24276/2019).

Ne consegue in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata e il rinvio alla C IR della Campania in diversa composizione per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Campania in diversa composizione per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 9 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 29 settembre 2020

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA