Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20632 del 07/10/2011

Cassazione civile sez. I, 07/10/2011, (ud. 25/05/2011, dep. 07/10/2011), n.20632

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 30994/2007 proposto da:

P.B. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliato in ROMA, VIALE TRASTEVERE 259, presso l’avvocato BARTOLI

Pier Luigi, che lo rappresenta e difende, giusta procura a margine

del ricorso;

– ricorrente –

contro

MARZI FRANCO & C. S.A.S.;

– intimata –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositato il

05/11/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

25/05/2011 dal Consigliere Dott. ROSA MARIA DI VIRGILIO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARESTIA Antonietta, che ha concluso per l’inammissibilità del

ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte d’appello di Roma, con decreto depositato il 5/11/2007, ha respinto il reclamo avverso il decreto di reiezione dell’ istanza di fallimento della Marzi Franco e C. s.a.s., avanzata da P. B., per non superare il debito dell’impresa il limite dimensionale di cui L. Fall., art. 15, u.c., rilevando che, anche ad accedere alla tesi del reclamante, e quindi a considerare che era stato notificato alla Marzi precetto per la somma superiore di Euro 26.645,32, mancava comunque la prova degli altri presupposti necessari per la dichiarazione di fallimento, da accertarsi anche d’ufficio.

Ricorre per cassazione il P., sulla base di un unico motivo.

Il Fallimento non si è difeso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.1- Con l’unico motivo del ricorso, P.B. denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 5 del 2006, art. 1, atteso che, come risulta dalla visura della Camera di Commercio in atti, la società ha presentato negli ultimi tre anni solo la dichiarazione relativa all’anno 2004, per cui il Tribunale prima e la Corte d’appello poi, avrebbero dovuto ritenere non trattarsi di piccolo imprenditore, e quindi dichiarare il fallimento della Marzi Franco.

2.1.- Il ricorso è inammissibile.

E’ costante l’orientamento di questa Corte, nel senso di ritenere che il provvedimento di rigetto dell’istanza di fallimento è privo di attitudine al giudicato e quindi carente dei caratteri di decisorietà e definitività, per cui non è ammissibile nei confronti dello stesso il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7; ne consegue che anche il provvedimento della Corte d’appello, che in sede di reclamo, confermi o revochi detto provvedimento, avendo valore ed effetti non diversi dal decreto che surroga, non è impugnabile in sede di legittimità (così Cass., Sezioni Unite, 26181 del 2006, nonchè, a sezioni semplici, le precedenti pronunce 19643 del 2005 e 15018 del 2001, nonchè , per il decreto della Corte d’appello emesso L. Fall., ex art. 22, dopo la riforma del D.Lgs. n. 169 del 2007, l’ordinanza 25818 del 2010).

Nulla sulle spese.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 7 ottobre 2011

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