Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20607 del 29/09/2020

Cassazione civile sez. trib., 29/09/2020, (ud. 26/02/2020, dep. 29/09/2020), n.20607

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. CASTORINA R.M. – rel. Consigliere –

Dott. SAIJA Salvatore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25208-2013 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

F.N.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 66/2013 della COMM.TRIB.REG. di BARI,

depositata il 10/05/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/02/2020 dal Consigliere Dott. ROSARIA MARIA CASTORINA.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza n. 66/11/2013, depositata in data 10.5.2013, la Commissione tributaria regionale della Puglia accoglieva parzialmente l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate nei confronti di F.N. avverso la sentenza n. 36/21/2012 della Commissione tributaria provinciale di Bari che aveva parzialmente accolto il ricorso proposto dal contribuente avverso due avvisi di accertamento per gli anni di imposta 2004 e 2005 con i quali l’Ufficio aveva rettificato il reddito dichiarato sulla base di accertamenti bancari eseguiti ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32.

La CTR, per quanto di interesse, premesso che il contribuente non aveva fornito alcuna prova contraria agli elementi accertativi, determinava, in via equitativa gli imponibili corrispondenti ai ricavi non dichiarati dal contribuente nella misura del 60% di quelli rispettivamente rideterminati dall’Ufficio in sede di autotutela.

Avverso la sentenza della CTR, l’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione affidato a un motivo.

Il contribuente non ha spiegato difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

Non è stata fornita prova della regolare notifica del ricorso a parte intimata che non si è costituita.

In tema di giudizio di legittimità, il ricorrente, appreso l’esito negativo della notifica del ricorso per causa a lui non imputabile, ha l’onere e non la mera facoltà, in ossequio al principio di ragionevole durata del processo, di richiedere la ripresa del procedimento notificatorio in un tempo pari alla metà dei termini di cui all’art. 325 c.p.c., senza attendere un provvedimento giudiziale che autorizzi la rinnovazione, salvo circostanze eccezionali di cui va data prova rigorosa, sicchè, nel caso di mancata riattivazione, il ricorso va dichiarato inammissibile per omessa notifica (Cass. 5974/2017).

Nella specie la notifica del ricorso non si è perfezionata perchè il destinatario risultava essere trasferito e la procedura di notificazione non è stata ripresa.

Il ricorso deve essere, conseguentemente, dichiarata inammissibile.

Nulla spese.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso.

Rilevato che risulta soccombente parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115, art. 13, comma 1-quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 26 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 29 settembre 2020

 

 

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