Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20599 del 31/08/2017


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Cassazione civile, sez. II, 31/08/2017, (ud. 29/03/2017, dep.31/08/2017),  n. 20599

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Presidente –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – rel. Consigliere –

Dott. SABATO Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 7603-2013 proposto da:

C.M.A. (OMISSIS), erede di C.C.,

elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO DEI COLLI ALBANI 14, presso

lo studio dell’avvocato NATALE PERRI, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

CA.MA.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1216/2012 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 10/11/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

29/03/2017 dal Consigliere Dott. COSENTINO ANTONELLO;

udito l’Avvocato ALDO PINTO, con delega dell’Avvocato NATALE PERRI

difensore della ricorrente, che ha chiesto l’accoglimento del

ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DEL

CORE SERGIO che ha concluso per l’inammissibilità o per il rigetto

del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La signora C.M.A. ricorre avverso la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro che, confermando la sentenza di primo grado, ha rigettato la domanda proposta dal suo dante causa, C.C., contro Ca.Ma., avente ad oggetto la condanna al rilascio di una porzione di un suo fondo sito in (OMISSIS).

La corte distrettuale ha condiviso la valutazione del primo giudice secondo cui l’attore non avrebbe offerto prova idonea dell’abusiva occupazione del fondo da parte della convenuta, essendo all’uopo irrilevanti i capitoli della prova per interrogatorio e testi nn. 1, 2, 4, 5 e 6 e inammissibile, perchè “generico e formulato con valutazioni e giudizi soggettivi dell’attore”, il capitolo 3.

Il ricorso si articola in due motivi.

La signora Ca.Ma. non ha spiegato attività difensiva in questa sede.

La causa è stata discussa alla pubblica udienza del 29.3.17, per la quale non sono state depositate memorie illustrative e nella quale il Procuratore Generale ha concluso come in epigrafe.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il ricorso è inammissibile perchè la ricorrente non ha preso parte al giudizio di secondo grado, intercorso tra il sig. C.C. e la sig.ra Ca.Ma., e deduce la propria qualità di erede del sig. C.C. senza, tuttavia, produrre alcuna documentazione relativa alla dimostrazione del decesso del sig. C.C. e della sua qualità di erede di costui. Le Sezioni Unite di questa Corte hanno infatti chiarito, con la sentenza n. 12065/14, che colui che proponga impugnazione assumendo di essere erede di una delle parti originarie del giudizio deve fornire la prova, ai sensi dell’art. 2697 c.c., oltre che del decesso della parte originaria, anche della sua qualità di erede di quest’ultima. Non vi è luogo a regolazione delle spese del giudizio di cassazione, non avendo l’intimata svolto attività difensiva in questa sede. Deve inoltre darsi atto della sussistenza dei presupposti per il versamento del doppio contributo unificato da parte del ricorrente.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, D.Lgs. n. 546 del 1992 si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, art. 1 bis.

Così deciso in Roma il 29 marzo 2017

Depositato in Cancelleria il 31 agosto 2017

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