Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20590 del 31/07/2019

Cassazione civile sez. trib., 31/07/2019, (ud. 14/02/2019, dep. 31/07/2019), n.20590

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. GILOTTA Bruno – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 5943/2013 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio

legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato;

– ricorrente –

contro

M.G., rappresentato e difeso da sè medesimo, Mo.Ri.,

rappresentata e difesa da sè medesima,

D.N.C.G.E., rappresentata e difesa da sè medesima, Associazione

Professionisti Avvocati Di Nardo Clelia – M.G. e

Mo.Ri., rappresentata e difesa da D.N.C.G.E.,

tutti elettivamente domiciliati presso lo studio in Agropoli (SA),

via Aldo Moro n. 14.

– controricorrenti –

per l’annullamento della sentenza n. 491/04/2012 resa inter partes

dalla C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno, sezione 4,

in data 17 settembre 2012, depositata il 28 settembre 2012, non

notificata, con la quale è stato dichiarato inammissibile, siccome

tardivamente proposto, l’appello proposto della stessa Agenzia

avverso la sentenza 211/13/2011 della Commissione Tributaria

Provinciale di Salerno.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza n. 491/04/2012 resa inter partes dalla C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno denunciando “violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3”; “insufficiente motivazione e travisata valutazione della prova, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5”.

Hanno resistito i controricorrenti, deducendo preliminarmente che nel corso del giudizio d’appello, in conseguenza del parziale autoannullamento degli atti di accertamento impugnati, avevano domandato alla Commissione Tributaria Regionale dichiararsi cessata la materia del contendere; e contestando, nel merito, il difetto di autosufficienza del ricorso.

Per la trattazione è stata fissata l’adunanza in Camera di consiglio del 14 febbraio 2019, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., u.c. e dell’art. 380 bis 1 c.p.c., il primo come modificato ed il secondo introdotto dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, conv. in L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

E’ preliminare l’esame delle eccezioni dei controricorrenti, che incidono sull’ammissibilità del ricorso.

Riguardo alla domanda di cessazione della materia del contendere rivolta alla Commissione Tributaria Regionale, si tratta di un rilievo che è in questa sede irrilevante, in assenza di qualunque impugnazione, anche condizionata, della sentenza da parte dei controricorrenti.

Riguardo al difetto di autosufficienza del ricorso, che non avrebbe indicato in quale fase e in quale fascicolo di parte si fosse stati depositati gli avvisi di ricevimento, che non erano stati rinvenuti nel fascicolo dell’appellante, va osservato come l’Agenzia delle Entrate, inserendo, all’interno dell’atto, le tre ricevute delle raccomandate spedite agli appellati, ha compiutamente adempiuto l’onere di indicare e di trascrivere il contenuto degli atti sui quali si fonda il motivo d’impugnazione, secondo l’insegnamento, ormai consolidato, secondo il quale “la testuale riproduzione (in tutto o in parte) degli atti e dei documenti è… richiesta quante volte si assuma che la sentenza è censurabile per non averne tenuto conto e che, se lo avesse fatto, la decisione sarebbe stata diversa” (cass., n. 24340 del 04/10/2018). Contrariamente poi all’assunto dei controricorrenti, il ricorso indica che le ricevute erano state allegate e depositate unitamente all’atto di appello. Non si vede, d’altra parte, come possa avere rilievo il fatto (comunque privo di supporto probatorio) secondo cui i giudici di primo grado non siano riusciti a trovare questi documenti.

1. – Con il primo motivo si denuncia “violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3”, per avere la Commissione Tributaria Regionale violato le norme che imponevano di porre a fondamento della sua decisione la prova prodotta in giudizio e di valutarla secondo il suo prudente apprezzamento;

2. – con il secondo motivo si denuncia “insufficiente motivazione e travisata valutazione della prova, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5”, per l’erronea lettura degli avvisi di ricevimento dei plichi raccomandati contenenti la dichiarazione d’appello così ritenuta tardivamente proposta.

Detti motivi, strettamente connessi, possono essere trattati unitariamente.

La ricorrente si duole della dichiarata tardività dell’appello dalla stessa proposto contro la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno, nell’erroneo presupposto che l’impugnazione sia stata proposta in data 12 gennaio 2012, che coincide invece con il giorno di ricevimento dei plichi da parte degli appellati.

L’impugnazione è palesemente fondata,

Posto che, nelle notifiche effettuate a mezzo posta, il termine posto a carico dell’appellante per la notifica del ricorso è rispettato con la spedizione del plico (art. 149 c.p.c.), e posto altresì che non è controverso fra le parti che il termine ultimo per l’impugnazione della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale è scaduto l’8 gennaio 2012, la consegna delle raccomandate il 5 gennaio 2012 all’Ufficio postale di Agropoli, quale risultante dai documenti trascritti dalla ricorrente in seno al ricorso, rende l’appello tempestivo.

La sentenza impugnata va quindi cassata.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale di Napoli, sezione staccata di Salerno, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del presente grado.

Così deciso in Roma, il 14 febbraio 2019.

Depositato in Cancelleria il 31 luglio 2019

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