Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20521 del 29/08/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 29/08/2017, (ud. 12/04/2017, dep.29/08/2017),  n. 20521

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8209/2015 proposto da:

N.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DARDANELLI 37,

presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE CAMPANELLI, rappresentato e

difeso dall’avvocato GIUSEPPE ALTAMURA; (Ammesso G.P. Cons. Ord.

Avv. Taranto 15/3/2015);

– ricorrente –

contro

GUBER S.P.A. – P.I. (OMISSIS), nella qualità di procuratrice

speciale di OASIS Securitisation S.r.l., in persona del Presidente

del Consiglio di Amministrazione, elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA DARDANELLI 13, presso lo studio dell’avvocato CAROLINA CAPALDO,

che la rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente

all’avvocato DAMIANO DE ROSA;

– controricorrente –

e contro

BANCO DI NAPOLI S.P.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 378/2014 della CORTE D’APPELLO DI LECCE

SEZIONE DISTACCATA DI TARANTO, depositata il 24/09/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 12/04/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO VALITUTTI.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

N.C. ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi avverso la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Lecce, depositata il 24 settembre 2014, con la quale è stato rigettato l’appello proposto dal medesimo nei confronti della sentenza n. 764/2009 emessa dal Tribunale di Taranto;

la Guber s.p.a. ha replicato con controricorso, mentre l’intimata Banco di Napoli s.p.a. non ha svolto attività difensiva.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

che:

il ricorso sia inammissibile per un duplice ordine di ragioni:

in primo luogo, per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3, essendo del tutto cigitto privo della sommaria esposizione dei fatti di causa, che non possono neppure ricavarsi dai motivi di ricorso, i quali, in quanto deputati a esporre le linee difensive, anche ove alludano alle fasi del giudizio, non compiono una precisa enucleazione degli stessi, nè attraverso l’esame di altri atti processuali, ostandovi il principio di autonomia del ricorso per cassazione (Cass. 31/01/2007, n. 2097; Cass. Sez. U. 22/05/2014, n. 11308);

in secondo luogo, in quanto i tre motivi di ricorso non fanno riferimento alcuno alla decisione di appello ed ai capi di questa impugnati, sicchè essi difettano dei caratteri di specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata, richiesti – a pena di inammissibilità – dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4 (Cass. 25/09/2009, n 20652; Cass. 6/06/2006, n. 13259);

pertanto, il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente soccombente alle spese del presente giudizio, escluso il doppio ordinamento risultando il ricorrente ammesso il gratuito patrocinio.

PQM

 

Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente, in favore della controricorrente, alle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.700,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 100,00, ed agli accessori di legge.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 12 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 29 agosto 2017

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