Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20487 del 03/08/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 20487 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: OLIVIERI STEFANO

ORDINANZA
sul ricorso per conflitto di competenza,
sollevato

dal

procedimento

Tribunale

di

vertente tra

Salem()

con

iscritto al
ordinanza

n.
del

16387/2016 R.G.,
04/07/2016

nel

FRANCESCO 81 GIUSEPPE MANSI SNC contro

COMUNE DI SALERNO, EQUITALIA SUD SPA, ed iscritto al n. 1944/2015 R.G.
di quell’Ufficio;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata
del 27/06/2018 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVIERI;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto
Procuratore Generale GIOVANNI GIACALONE, che chiede che codesta Suprema
Corte, in camera di consiglio, dichiari la competenza del Giudice di Pace ed
emetta le pronunzie conseguenti per legge.
Premesso

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Data pubblicazione: 03/08/2018

che la società in nome collettivo Francesco e Giuseppe Mansi con atto di
citazione 3.9.2014 ha proposto opposizione a

“preavviso di fermo

amministrativo” nonché alle cartelle di pagamento relative a sanzioni
pecuniarie per violazione delle norme del Codice della Strada,
convenendo in giudizio avanti il Giudice di Pace di Salerno Equitalia Sud

della pretesa
che il Giudice di Pace ha dichiarato con sentenza n. 4293/2014 la propria
incompetenza “ratione materiae” sul presupposto che la controversia
attenesse ad “opposizione alla esecuzione”, riservata alla competenza del
Tribunale ai sensi dell’art. 9co2 c.p.c., come affermato da SU n.
20931/2011 (e da altri)
che la causa è stata ritualmente riassunta avanti il Tribunale Ordinario di
Salerno e tale ufficio -concordi le parti Equitalia Sud s.p.a. e la società
opponente- ha sollevato ex officio, ai sensi dell’art. 45 c.p.c., conflitto
negativo di competenza sostenendo: a) che la elaborazione
giurisprudenziale successiva (Corte cass. SU n.15354/2015) era
pervenuta a collocare il fermo amministrativo e la iscrizione di ipoteca ex
artt. 86 e 77 Dpr n. 602/1973 al di fuori della procedura esecutiva in
senso stretto, identificandole quali misure coercitive applicabili
indipendentemente dall’esercizio dell’azione esecutiva; b) che venendo
ad essere qualificate le opposizioni avverso a tali atti, e quindi anche
avverso la comunicazione di preavviso della applicazione di tali misure,
quali domande di accertamento negativo del diritto di procedere ad
esecuzione (art. 615co1 c.p.c.), la competenza tra gli Uffici giudiziari
doveva essere regolata in base alle ordinarie norme del codice di
procedura civile sulla competenza ; c) che trattandosi di opposizione a
“preavviso di fermo” comunicato in relazione a cartelle emesse per
crediti inerenti a sanzioni pecuniarie irrogate per violazione delle norme
del TU n. 285/1992, ed avendo l’opponente contestato non soltanto il
“fermo amministrativo per vizi propri, ma anche la illegittimità o

s.p.a., quale agente per la riscossione, ed il Comune di Salerno titolare

l’inesistenza giuridica delle presupposte cartelle di pagamento”, doveva
affermarsi la competenza “per materia” del Giudice di Pace ai sensi
dell’art. 7 Dlgs n. 150/2011
che il Pubblico Ministero ha rassegnato conclusioni scritte, depositate in
data 23.9.2016, chiedendo l’accoglimento della istanza che solleva il

Giudice di Pace
che alla adunanza in data 17.11.2016 il Collegio ha disposto con
ordinanza di richiedere alla Cancelleria del Tribunale di Salerno la
attestazione della comunicazione alle parti costituite della ordinanza che
ha sollevato il conflitto di competenza
che sono state successivamente acquisite agli atti le attestazioni
telematiche della Cancelleria del Tribunale di Salerno comprovanti la
comunicazione della ordinanza a mezzo PEC in data 4.7.2016 agli
avvocati Nicola Mazzarella, Armando Pistoiese e Carmine Gruosso,
difensori, rispettivamente, delle parti Francesco e Giuseppe Mansi s.n.c.,
Equitalia Sud s.p.a. e Comune di Salerno
che, nelle more, con ordinanza della Sezione VI-3 in data 31.1.2017 n.
2567 e 2568 ed in data 16.2.2017 n. 4176, è stata disposta la
rimessione al Primo Presidente della questione di massima importanza in
ordine alla esatta qualificazione della competenza, per valore o per
materia, del Giudice di Pace in ordine alla opposizione proposta avverso il
preavviso di fermo o le misure del fermo amministrativo e della ipoteca
adottati dall’Agente per la riscossione, con la quale vengono dedotti vizi
inerenti agli atti presupposti (cartella di pagamento; atto irrogativo della
sanzione pecuniaria) concernenti sanzioni pecuniarie per violazione delle
norme del Codice della Strada, sicché alla adunanza 16.2.2017 è stato
disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia delle
SS.UU.
che le Sezioni Unite di questa Corte con

Sentenza n.

10261 del

27/04/2018 hanno statuito sulla questione rimessa dalle predette
3

conflitto di ufficio ex art. 45 c.p.c., con declaratoria di competenza del

ordinanze affermando il principio di diritto, espresso nella seguente
massima elaborata dal CED, secondo cui

“in tema di sanzioni

amministrative per violazione del codice della strada, la competenza del
giudice di pace è per materia in ordine alle controversie aventi ad
oggetto opposizione a verbale di accertamento, ex art. 7, n. 150 del

ipotesi di cui alle lettere a) e b) dell’art. 6, comma 5, del citato decreto,
per quelle aventi ad oggetto opposizione ad ordinanza-ingiunzione; gli
stessi criteri di competenza vanno altresì applicati con riferimento
all’impugnativa del preavviso di fermo, in quanto azione di accertamento
negativo.”
Rilevato
Che il Giudice di Pace, nella sentenza dichiarativa della propria
incompetenza, ha rilevato come la comunicazione del preavviso di fermo
amministrativo sia stata, nella specie, funzionale a far conoscere
all’obbligato una determinata pretesa della Amministrazione e che tale
pretesa è quella sanzionatoria derivante da violazioni di norme del Codice
della strada
Che il Tribunale di Salerno, nella istanza ex art. 45 c.p.c., ha evidenziato
come la domanda proposta dalla società di persone non è volta a far
valere vizi propri del preavviso di fermo, ma è rivolta all’accertamento
della illegittimità o della inesistenza giuridica delle cartelle di pagamento
presupposte portanti i crediti relativi a sanzioni pecuniarie irrogate per
violazioni delle norme del Codice della strada
Ritenuto
– che, essendo la Corte chiamata a “statuire sulla competenza” ex artt.
49co2 e 382co2 c.p.c. pronunciando in modo definitivo sulla questione
pregiudiziale, occorre accertare d’ufficio l’osservanza del disposto dell’art. 38,
comma terzo, cod. proc. civ. con riguardo alla rituale e valida rilevazione ex
officio della questione di competenza
4

2011, nonché prioritariamente per materia, con limite di valore nelle

- che dall’esame diretto degli atti del fascicolo di ufficio del giudizio di merito
emerge palese la irritualità della pronuncia di incompetenza adottata con la
ordinanza riservata depositata in data 4.7.2016, essendo stata rilevata e
decisa la questione pregiudiziale, per la prima volta, soltanto con la predetta
ordinanza: ed infatti, alla udienza fissata per la prima comparizione delle parti

Equitalia Sud s.p.a., ha disposto mero rinvio alla udienza 23.12.2015. In
seguito a nuovo rinvio alla udienza 4.5.2016 il Giudice si riservava di decidere
in merito alla eccezione di incompetenza
– che la istanza per regolamento di ufficio ex art. 45 c.p.c. va dichiarata
inammissibile in quanto a norma dell’art. 38 cod. proc. civ., nel testo introdotto
dall’art. della legge n. 353 del 1990, che ha comportato il superamento della
distinzione tra criteri di competenza “forti” e “deboli”, l’incompetenza per
materia o per territorio nei casi previsti dall’art. 28 cod. proc. civ., deve essere
eccepita dalla parte o rilevata d’ufficio entro la prima udienza di trattazione,
anche a seguito di eventuale riserva assunta in quella sede: pertanto, quando a seguito della declaratoria di incompetenza da parte del Giudice adito – la
causa prosegue in riassunzione davanti al Giudice “ad quem” ritenuto
competente, questi può rilevare, a sua volta, la propria incompetenza non oltre
la prima udienza di trattazione, rimanendo altrimenti preclusa per lui la
possibilità di chiedere il regolamento di competenza, non rilevando, a tal fine,
che una delle parti abbia riproposto l’eccezione nell’udienza di comparizione,
perché la parte che dissente dalla declaratoria di incompetenza pronunciata dal
Giudice “a quo” non ha altro potere che quello di impugnarla (cfr. Corte cass.
Sez. 3, Ordinanza n. 1553 del 05/02/2002; id. Sez. 3, Ordinanza n. 5962 del
17/03/2006; id. Sez. 3, Ordinanza n. 11185 del 07/05/2008; id. Sez. 6 – 3,
Ordinanza n. 10845 del 17/05/2011; id. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 15951 del
20/07/2011 ; id. Sez. 6 – 2, Ordinanza n. 16888 del 05/07/2013 ; id. Sez. 6 3, Ordinanza n. 5225 del 05/03/2014 Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 6474 del
31/03/2015; id. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 7834 del 17/04/2015 ; id. Sez. 6 – 3,
5

e la trattazione, il Giudice , su istanza formulata a verbale dal difensore di

Ordinanza n. 16143 del 30/07/2015 ; id. Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 23106 del
12/11/2015; id. Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 3220 del 07/02/2017)
P.Q.M.
Dichiara inammissibile la istanza per regolamento di ufficio della competenza

Roma, 27.6.2018
Il Presidente
(Adelaide Amendola)

aUGte–4A/K

proposta dal Tribunale Ordinario di Salerno.

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